La verità che offende

La verità che offende

Unregistered

Tutti si stracciano le vesti contro Di Pietro perché avrebbe offeso il Presidente della Repubblica dicendo che non appare arbitro imparziale sulla giustizia e sul lodo Alfano.

Per dichiarare incostituzionale il lodo Alfano non c’è bisogno del conforto di luminari del diritto. Basta saper leggere e scrivere. L’art 3 della Costituzione sostiene solennemente e inequivocabilmente “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”. Tutti uguali, non quattro più uguali degli altri come nella fattoria degli animali di orwelliana memoria. Quindi, ce ne dispiace , il re è nudo, è lapalissiano che il Capo dello Stato, firmando il lodo, non ha onorato la Costituzione, la cui difesa costituisce il suo principale dovere istituzionale. E, ammesso pure che dire la verità costituisca offesa, viene da domandarsi perché la terza carica dello Stato si indigni ora, non quando Berlusconi, nell’attaccare Prodi, ebbe a dire di Napolitano ”anche lui è uno di loro”, disconoscendo, così, la sua funzione di arbitro e di rappresentante dell’unità della nazione.

Ezio M. Pelino



'La verità che offende' ha ricevuto 4 commenti:
il più recente in testa

  1. Luca
    Luca
    giovedì 29 gennaio 2009 ore 19:59 - Permalink al commento

    Secondo me il rinvio del presidente era un atto dovuto.
    Il ruolo istitzionale, super partes e in fin dei conti molto formale è divenuto e si è mantenuto tale negli anni della Repubblica Italiana perchè non si era ancora arrivati ad osare un abuso cosi’ esplicito. Saprei come definire un atto del genere ma voglio evitare volgarità.
    Se Napolitano avesse rimandato alle camere il lodo Alfano esplicitando il motivo del rinvio nella chiara, lampante e mastodontica contravvenzione della costituzione italiana non credo che avrebbero potuto operare solo aggiustamenti cosmetici al testo.

    Il problema è che nonostante noi italiani sappiamo quanto sia grande la beffa la cosa è andata tranquillamente avanti per i canali istituzionali, con il risultato che loro possono dire che è un’espressione democratica e dare del comunista a chi grida allo scandalo e chiede il referendum abrogativo.
    Di Pietro oggi è il piu’ comunista di tutti… pensate un po’.

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    Oblomov il Pigro
    giovedì 29 gennaio 2009 ore 20:47 - Permalink al commento »

    Veramente una sorta di “immunità parlamentare” c’è sempre stata… l’hanno abrogata da poco. Ma prima non mi risulta che desse tanto scandalo.
    Se questa legge è davvero così incostituzionale (parlare su quello che capiamo dai tg è un conto, ma per dare un parere sulla costituzionalità di una legge non basta saper leggere e scrivere) interverrà la Corte.
    Sennò qualcuno dovrà rivedere il suo giudizio sul Presidente.

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  2. Oblomov il Pigro
    Oblomov il Pigro
    giovedì 29 gennaio 2009 ore 18:45 - Permalink al commento

    Sì, ma sappiamo tutti che il ruolo del Presidente è più formale che altro.
    Anche quando l’altro Presidente rinviò alle Camere la legge Gasparri, non cambiò granché… fecero finta di variare qualche particolare e la fecero approvare lo stesso (il Presidente non poteva rinviarla alle Camere la seconda volta).

    Pure in questo caso, poteva non firmare… la rimandava indietro… si perdeva un po’ di tempo… ma sostanzialmente il Presidente ha scarsi poteri, inutile prendersela con lui.

    E infatti a Di Pietro interessava soltato il risvolto a fini elettorali della faccenda. Come quando Bossi parla di fucili e stupidaggini varie… è ovvio che non c’è sostanza in certe affermazioni; c’è solo volontà di comunicare all’elettorato che “ci siamo e siamo incazzati”. Chiacchiere della politica.

    Però io ho sempre stimato Di Pietro, e il fatto che sta facendo un po’ troppo da spalla a Grillo mi fa girare un po’ le balle.

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  3. Unregistered
    lu_malament
    giovedì 29 gennaio 2009 ore 17:18 - Permalink al commento

    infatti silvietto e bossi un periodo offendevano Presidente e bandiera ogni giorno…

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