Crisi Economica nel Vastese
Caro Direttore ormai la crisi e’ nel Vastese e attanaglia un po’ tutte le attivita’ economiche .E’ entrata di prepotenza nelle nostre case.Un po’ tutti i lavoratori sono colpiti direttamente da questa grave mancanza di commesse e ordinativi che si traducono in Cassa Integrazione,prepensionamenti(chi puo’) ,licenziamento per chi lavora a “somministrazione”cioe’ gli Interinali e fabbriche chiuse.Alcune fabbriche lavorano anche se non hanno ordinativi perche’ come ad esempio chi produce vetro ,non puo’ spegnere il forno (Float)e lavora a “rottame”.Tutta la produzione viene “cestinata”,cosi’ oltre al danno c’e’ la beffa delle enormi spese di gestione sostenute con le migliaia di metri cubi di metano bruciati ogni giorno inutilmente.Il futuro non e’ certamente roseo e le soluzioni che ho sentito tramite i mezzi di informazione non penso possano incidere piu’ di tanto al miglioramento della situazione economica Italiana.Il problema e’ si congiunturale ,ma nessuno riflette su un problema molto piu’ serio e che spesso viene colpevolmente nascosto e cioe’ che il Problema e’ di Struttura.Le industrie italiane vanno via , cosi’ come fa un lago non piu’ alimentato che si sta asciugando e inesorabilmente si ritira sempre piu’.Le Nazioni Asiatiche producono a prezzi irrisori e le industrie italiane per poter competere sui mercati internazionali delocalizzano in Nazioni a costi molto piu’ bassi.Poi c’e’ anche l’automazione sempre piu’ spinta e quindi utilizzata nelle lavorazioni scomode che poi eliminano manodopera dai processi produttivi.Il Sistema Europeo e Italiano e’ entrato in stallo e nel prossimo futuro la situazione potrebbe precipitare se tutte le Nazioni Occidentali non creeranno un progetto condiviso per poter reagire alle “Tigri Asiatiche”e quindi dare opportunita’ di lavoro alle odierne e future generazioni Europee.Caro Direttore gli Amministratori Comunali hanno una grande responsabilita’ e cercare di aiutare le centinaia di famiglie che facilmente non potranno onorare i loro impegni finanziari.Chi ha perso l’impiego ora ha diritto agli ammortizzatori sociali che pero’ non sono eterni .Tra non molto se la carenza di commesse persistera’ rimarranno senza lavoro e senza denaro centinaia di operai Vastesi.Lo Stato inviera’ il denaro per garantire il funzionamento delle Amministrazioni,ma c’e’ da essere certi che saranno insufficenti per coprire l’intero anno.Tutti gli Amministratori e tutte le Aree Politiche devono cercare il modo per poter trovare insieme le migliori soluzioni e poter superare queste difficolta’ economiche di epocale intensita’.E’ indispensabile trovare soluzioni che possano arginare questa grande crisi economica che improvvisamente si e’ materializzata anche in aree industriali fino a ieri molto floride (Val di Sangro).
Cordiali Saluti
Davide Delle Donne
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sabato 7 febbraio 2009 ore 18:55 - Permalink al commento
Analisi lucida che rispecchia la preoccupante realtà non solo di Vasto ma di tutto il mondo occidentale. E mentre Berlusconi specula sul caso della povera Englaro e crea uno scontro istituzionale per nascondere la drammaticità della crisi economica, noi italiani siamo lasciati soli a risolvere i nostro problemi. Nell’articolo si dice che “lo Stato invierà soldi ….). Non è vero: i “trasferimenti statali” in questi anni sono diminuiti sempre più e scompariranno fra qualche mese quando verrà approvato il federalismo fiscale. Ogni Amministrazione locale deve vivere con i soldi che i suoi cittadini versano. E in queste condizioni i soldi da mettere in bilancio per la Solidarietà sono pochi, molto pochi purtroppo. Ma un Comune attento può fare altre cose per il rilancio dell’economia, per favorire la creazione o il mantenimento dei posti di lavoro: magari facendo partire subito le opere già finanziate, snellendo le procedure, offrendo assistenza, accelerando il rilascio di autorizzazioni, licenze edilizie, commerciali o altro. Un Comune per avere più risorse da destinare alle famiglie può anche puntare su un maggiore impegno per una più oculata politica della spesa, che significa fare le stesse cose con meno soldi, come avviene in tutto il mondo dell’industria con le riorganizzazioni e le ristrutturazioni aziendali. Oppure cercare nuove forme di finanziamento come i Fondi Europei, il project financing o le sponsorizzazioni.
Insomma per superare questa lunga crisi c’è bisogno di tanto impegno e determinazione. I vecchi approcci non portano da nessuna parte. Per esempio non capisco per quale motivo tutta la Pubblica Amministrazione debba ancora avere, in una fase economica così drammatica, ancora il “posto garantito” . Se si chiedono sacrifici agli operai delle imprese, un po’ di cassa integrazione e mobilità si può far fare pure a loro ?
Ovviamente se gli enti risparmiano si possono abbassare un po’ le tasse e lasciare qualche soldo in più in tasca a tutti.
Nicola D’Adamo
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