Lo scudo umano…
Invito tutti i lettori di questo blog a seguire l’ultimo appuntamneto del “Passaparola” di MArco Travaglio di questa settimana. E’ la puntata del 09 Febbraio aggiornata sul topic dedicato al giornalista torinese.
In questa puntata Travaglio approfondisce gli aspetti che hanno fatto e fanno da “contorno” alla triste vicenda della morte di Eluana Englaro.
Con il tatto che lo contraddistingue non affronta certo argomenti legati alla scelta del padre.Se ne guarda bene dal farlo specificando inoltre che “…sono tutte cose più grandi di noi, più grandi anche dei più grandi scienziati e non intendo minimamente mettere il dito in queste cose che dovrebbero essere lasciate alla coscienza anche se sono diventate un reality show…” ma al contrario punta la luce sullo sciacallaggio politico messo in atto soprattutto dal premier.
E propone la sua versione riguardo “i veri perchè” che stanno dietro le scelte e le parole del premier…
Riporto solo una piccola parte del suo intervento, e mi son preso la libertà di evidenziare alcuni passaggi significativi, invitandovi a sentire il pezzo intero per avere una visione totale e compllessiva delle tematiche affrontate. Buon ascolto
“…Dietro questa gazzarra, naturalmente, non c’è il tentativo di salvare una vita. Basta guardare l’espressione con cui il nostro capo del governo e i suoi sodali parlano di questo caso….Eluana è un pretesto – sì, l’ho detto, non lo dirò più – per fare affari, per sistemare pratiche, per moltiplicare l’impunità, per dare la spallata definitiva alla giustizia…Infatti, non è affatto in discussione il salvataggio o meno di una vita che, iniziate le procedure, seguirà il suo corso.
Qui è in gioco un principio: che le sentenze definitive della magistratura si applicano senza che la politica possa metterci il becco.
E’ un principio che è già stato più volte lesionato, in questi anni, ma se passasse l’idea che una sentenza definitiva della magistratura può essere modificata da un decreto, che il Capo dello Stato non firma, e poi da un disegno di legge approvato a tappe forzate da un Parlamento sequestrato dal governo, che gli fa fare quello che vuole anziché sottoporsi al controllo del Parlamento medesimo, io credo che finisce all’istante lo Stato di diritto, finisce all’istante la democrazia liberale basata sulla divisione dei poteri, finisce all’istante il nostro obbligo di obbedire alle leggi e alle sentenze. In un Paese dove un governo o una maggioranza possono annullare una sentenza per legge o per decreto, ciascuno è libero di fare ciò che vuole visto che mai un privato cittadino potrà ottenere dal governo o dal Parlamento che venga annullata la sua, di sentenza, quando non gli piace.
Ed è proprio questo principio che Berlusconi ha voluto scardinare l’altro giorno approfittando del dramma di questa ragazza….”
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