Via col vento

Via col vento

Spanish

AVVISO: se siete uno di quegli elettori che votano per tornaconto personale e non per il bene della città non leggete questo articolo: sarebbe tempo perso.

La colpa è nostra. Diciamolo subito e non nascondiamoci dietro un dito…Noi siamo quelli che li votiamo, noi siamo quelli che potremmo non votarli, loro dipendono da noi e non viceversa.

Parliamo dei nostri rappresentanti. Le ultime notizie ci dicono che due vastesi hanno pensato bene di cambiare giacchetta, per non meglio identificati motivi personali, visto che di ideali non ne possiamo più parlare da tempo. Mi riferisco a quanto riporta histonium.net e io copio qui sotto.

…sono due consiglieri regionali vastesi ad esserne protagonisti. Si tratta di Giuseppe Tagliente e Antonio Prospero. Il primo, eletto nel listino, collegato a Chiodi con il Pdl, diventa capogruppo ed unico componente del gruppo ”Rialzati Abruzzo”, nel quale era stato eletto Prospero che, invece, passa al gruppo del Popolo della Libertà. Numericamente lo scenario non muta, ma ‘qualitativamente’ sì.

Continua poi l’articolo ricordandoci che…

…per Tagliente, in particolare, il cambiamento non è una novità. Nella sua trentennale esperienza politica ecco la militanza nel Movimento Sociale Italiano, poi Alleanza Nazionale, Forza Italia, lista civica Rinnovare e Comitato Civico (a Vasto), Popolo della Libertà e adesso Rialzati Abruzzo.

Ma io direi che pure Prospero ha avuto i suoi ripensamenti.

Lo so, c’è anche chi si è spinto più in là e non solo ha cambiato giacchetta, ma anche lato. Per par condicio, facciamo un esempio del centro-sinistra vastese. Trattasi di Vincenzo Sputore, attuale assessore ai Lavori Pubblici e al Patrimonio. Adesso milita nel PD, ma viene dalla Margherita, com’è ben spiegato nel suo CV pubblicato sul sito del Comune della Città del Vasto.

Leggiamo: “In politica dal 2001…”. Si dimentica di dire che il suo primo amore politico si chiamava Alleanza Nazionale e che poi, con un tempismo incredibile, è passato alla Margherita, dopo il clamoroso fracasso della giunta Pietrocola, di cui lui faceva parte in qualità di assessore allo Sport…Quindi l’assessore è stato assessore in due giunte: una di centro-destra e una di centro-sinistra. Nel suo CV ufficiale non c’è scritto, in nome della trasparenza, credo. Comunque, noi l’abbiamo premiato e lui è stato uno dei più votati nel 2006.

Capite che in un Paese democraticamente maturo i cambi di giacchetta sarebbero puniti dall’elettore, mentre qui da noi, no. Noi li votiamo, noi li mettiamo lì, noi ce li teniamo…

Di esempi, ahimè, ce ne sono molti…ma qui ho voluto riportare quelli più vicini a noi, quelli di cui possiamo ricordarci (o avremmo potuto ricordarci…).

Sì, sono un elettore amareggiato e illuso che la prossima volta qualcosa si possa fare per non ricadere negli stessi errori. Sono così, sono nato fesso…



'Via col vento' ha ricevuto 28 commenti:
il più recente in testa

  1. Unregistered
    advocatus
    martedì 17 febbraio 2009 ore 15:45 - Permalink al commento

    Avete letto su piazzarossetti.it?? Definiscono “rialzati abruzzo” la lista del Viagra….

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  2. Unregistered
    lu_malament
    sabato 14 febbraio 2009 ore 12:57 - Permalink al commento

    Io non capisco di cosa si lamente Tagliente.
    Un politico della sua levatura non poteva non aver capito che se Chiodi è stato scalto personalmente da Berlusconi, se molti candidati sono stati scelti da Berlusconi, se per tutti c’è voluto il placet di Berlusconi (compresa la candidatura di Tagliente nel listino). Se Chiodi la prima cosa che ha fatto, dopo aer pubblicamente ringraziazto Berlusconi, è convolato a Roma per “studiare il da farsi” con Berlusconi, se appena eletto ha detto di dover decidere insieme a Barlusconi il componimento della Giunta…
    Davvero Tagliente non sapeva come sarebbe finita?? Davvero Tagliente sperava di avere un più che legittimo peso decisionale sull’azione aministrativa della nostra amata regione???
    Sono sicuro che Berlusconi avrà personalmente curato anche l’arredamento dell’ufficio di ciascun consigliere di centro destra…Chissà se Tagliente potrà appendere una foto del nostro splendido golfo o di Piazza Lucio Valerio Pudente con la Cattedrale e Palazzo D’avalos…O dovrà sostituirla con una foto del Duomo di milano annerito da nebbia e smog…

    Chissà se potrà apendere una foto di Almirante o dovrà sostituirla con una di Craxi (senior)….

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  3. MAC
    MAC
    venerdì 13 febbraio 2009 ore 16:10 - Permalink al commento

    C’è da dire che i cambi di giacca sono normali. Non sono della stessa opinione di Spanish semplicemente pechè il sistema è malato. Non è possibile amministrare con logica quando di mezzo ci sono i partiti ed il loro elettorato ideoligizzato che si aspetta battaglie scontate.
    La realtà è che questa gente ha perso di credibilità non perchè cambia di giacca ma perchè non paga mai per i propri errori politici. Tagliente ha fallito a Vasto no??
    Perchè adesso me lo ritrovo alla regione??
    Prospero è morto politicamente da tempo e allora come mai ce lo ritroviamo sempre in mezzo??
    Io non giudico i cambi di partito che potrebbero avere delle giustificazioni ma i fallimenti amministrativi dei personaggi in questione. Purtroppo Tagliente è stato eletto nel listino quindi Spanish questa volta non sono stati gli elettori ma il sistema.
    E’ il sitema malato e noi che votiamo ne facciamo parte lo leggittimiamo.

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    Spanish
    domenica 15 febbraio 2009 ore 23:36 - Permalink al commento »

    Mac, basta con la scusa del sistema! Quando vai a votare e ti danno la possibilità di mettere un nome, il sistema non c’entra niente.

    PS: partito ideologizzato? magari! il cambio di giacchetta sarebbe più difficile! Oh, nel caso di Sputore, stiamo a parla di uno che da ALLEANZA NAZIONALE s’è ritrovato nel PARTITO DEMOCRATICO! All’altezza di Bondi! ma per favore…

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    advocatus
    lunedì 16 febbraio 2009 ore 13:37 - Permalink al commento »

    SPUTORE è inescusabile!!
    Ma in generale in certi casi Mac potrebbe avere una certa ragione [una cauta apertura...;) ].
    Alle volte i candidati fanno tutti pena. Che fai annulli o scegli il male minore!!!!

    [Rispondi]

    MAC
    lunedì 16 febbraio 2009 ore 14:57 - Permalink al commento »

    Appunto Spanish io voto chi si candida non il partito e se per. es. tu ti candidassi a sx e poi a dx voterei te prima e dopo, perchè ti conosco e so quello che vali.

    [Rispondi]

    Spanish
    lunedì 16 febbraio 2009 ore 15:58 - Permalink al commento »

    Aspe’, Mac, secondo me non è chiaro il fondo del problema…

    Se io voto Caio, lo faccio perché lo stimo. Ora, se Caio passa da AN al PD o dal PD ad AN o, per fare nomi famosi, fa come Mastella (destra-sinistra-destra…che sembra che ci sta a dribbla’…), io questa persona non la stimo più e il mio voto non glielo posso più dare. Però se Caio vince o comunque ottiene molti voti, significa che a molte persone il suo destra-sinistra-destra non interessa. Cioè, per queste persone non è importante avere una certa coerenza politica (evidentemente ci sono altri fattori che pesano sulla scelta…).

    Questo è il punto preoccupante. Perché se la coerenza nelle idee o negli ideali (!) sarebbe apprezzata dai cittadini, i partiti non candiderebbero questi volta gabbana da 4 soldi, ma gente seria (la gente seria prenderebbe più voti delle banderuole…). Capisci dov’è il mio cruccio?

    PS: grazie per il tuo appoggio, ma con un voto non riuscirei ad essere neanche amministratore del mio condominio…ah, ah!!

    [Rispondi]

    MAC
    martedì 17 febbraio 2009 ore 09:41 - Permalink al commento »

    Il nodo del problema è questo….
    Se Caio cambia da dx a sx e quindi centro senza cambiare i propri ideali ed i propri valori cosa c’è di male??
    Quello che voglio dire è che dx e sx cambiano in continuazione idee. Vi ricordate cosa diceva Prodi delle Tasse?? e vi ricordate il meno tasse per tutti di Veltroni?? Stesso partito, stessi politici e governo uscente.
    AN quanti ripensamenti nel giro di mesi??
    Caro mio le barriere sono finite qua è tutto un magna magna e se uno mi dimostra coerenza pur cambiando partito io lo voto. L’esempio di Mastella non regge semplicemente perchè la sua parola non ha credibilità, semplicemente perchè è stato indagato di brutto brutto, semplicemente perchè non mantiene le promesse. Stessa cosa Berlusconi, stessa cosa Veltroni. In Spagna, ad esempio, Zapatero ha legiferato ciò che ha promesso in campagna in Italia non è mai successo, non è questione di partiti ma di persone.

    [Rispondi]

    Oblomov il Pigro
    martedì 17 febbraio 2009 ore 09:54 - Permalink al commento »

    Più che “cosa c’è di male” bisognerebbe capire “cosa c’è di utile”. Non sempre, ma spesso “cosa c’è di utile” in un cosidetto cambio casacca è utile solo a livello personale del soggetto in questione.
    Quindi la domanda sarebbe: siamo disposti a concedere la nostra stima politica a chi fa i propri interessi personali?

    [Rispondi]

    advocatus
    martedì 17 febbraio 2009 ore 15:44 - Permalink al commento »

    Io sto con gli ippopotami!!! Spanish ed Oblomov nel caso di specie…

    [Rispondi]

    Oblomov il Pigro
    martedì 17 febbraio 2009 ore 16:57 - Permalink al commento »

    …nel mio caso, il riferimento zoologico ci sta tutto… ;-)

    [Rispondi]

    MAC
    martedì 17 febbraio 2009 ore 20:52 - Permalink al commento »

    Perchè militare in un partito non lo si fa per interessi??
    Il cambio casacca non è detto sia dalla parte del più forte.
    I vostri a mio avviso sono schemi rigidi novecenteschi.
    :)

    [Rispondi]

    Luca
    martedì 17 febbraio 2009 ore 21:15 - Permalink al commento »

    Si forse molti, quelli che valgono poco, lo fanno per interessi.
    Secondo me lo si fa (o lo si dovrebbe) perche’ si condividono una linea e dei principi.
    Scusa ma mi sembra molto piu’ retrograda la tua idea….
    ..un po’ sto con chi me fa magnà

    [Rispondi]

    Spanish
    mercoledì 18 febbraio 2009 ore 12:40 - Permalink al commento »

    ‘Schemi rigidi novecenteschi’? Invece penso che sia esattamente il contrario…Quello che diciamo noi è rivoluzionario per l’Italia. Che qualcuno assuma le sue responsabilità (in un partito, in un’istituzione, in un’azienda, dove vuoi tu…) è qualcosa di nuovo in Italia. Pensaci…

    Un esempio fresco fresco: quanti pensavano ieri che Veltroni se ne sarebbe andato davvero? e quanti pensano oggi che la direzione del PD non accuserà del fallimento solo il segretario e per tenersi la sua poltroncina?

    Se io so che una persona è iscritta ad un partito, penso che questa persona si identifica con gli ideali di quel partito. Se vedo che una persona cambia questi ideali perché un altro partito gli offre qualcosa in più per lui…allora penso che questa persona è un quaquaraquà.

    So perfettamente quello che pensi dei partiti e penso che il tuo ‘odio’ per i partiti ti stia “accecando”…

    [Rispondi]

    MAC
    giovedì 19 febbraio 2009 ore 18:10 - Permalink al commento »

    Diciamo la stessa cosa, ma voi in stil retrò.
    Un politico che abbia delle responsabilità deve dimmettersi e continuare a fare la sua vita da libero cittadino. Un politico ammutalito dagli schemi di partito ha il diritto di perseguire la strada che ritiene adeguata per il suo personale programma e progetto di cui chiede personalmente conto ai propri elettori. Gli ideali di partito sono dottrina inutile.
    LA cosa che aggrava la condizione italiana è non poter incaricare direttamente di responsabilità un individuo.
    I partiti sono contenitori mangia soldi. In questa politica dell’alternanza bipolare. Non è grave che il politico curi i propri e personali principi, non è in crisi il valore soggettivo ma quello di massa del 900. Infatti se uno passa da a dx a sx la credibilità secondo il vostro stesso ragionamento viene meno sia per il singolo uomo che per il partito che accoglie il “traditore”. Allora chi è colpevole?? Il politico che cambia perchè deluso da un partito o il partito che accoglie chiunque abbia un bacino elettorale forte??
    Dove sono i valori e gli ideali dl partito??

    [Rispondi]

    Spanish
    venerdì 20 febbraio 2009 ore 09:57 - Permalink al commento »

    Io e te non stiamo a dire la stessa cosa…Fosse anche solo per questa frase: “Gli ideali di partito sono dottrina inutile”. Per me non è vero…

    Di chi è la colpa? Di chi lo vota. Perché il partito che lo riceve, lo fa per la sua ‘dote’, non per le sue capacità. Se si guardassero le capacità, pensi che uno che non parla neanche bene l’italiano possa essere sindaco di una città italiana per più di 10 anni?

    Il problema della legge elettorale, c’è. Per quello dicevo: quando ti danno la possibilità di scegliere la persona…

    Capisco che le idee possono cambiare…come diceva il saggio: “le certezze le lascio agli stolti”. Però se io intraprendo un certo cammino, se arrivo a conclusioni diverse, se cambio idea su qualcosa, lo spiego. Dico: elettori, ho sbagliato. Questo partito non mi rappresenta. Allora questo signore esce dal partito e lascia la carica che ha, perché chi l’ha votato condivideva con lui alcune idee, che adesso non sono più le idee del politico. Cambi partito e si presenti un’altra volta a giudizio dei cittadini, ma apertamente.

    Nel caso dell’assessore, per esempio, perché nasconde il suo passato di tesserato AN? Non è strano che il cambio di così alti ideali sia avvenuto giusto con il cambio di amministrazione? Queste cose dovrebbero essere spiegate al cittadino…

    Altrimenti si finisce che un giorno ti presenti con un ‘pisciaturo’ in mano per attaccare una persona e il mese dopo questa persona è assessore nella stessa giunta tua…dico per dire.

    Saludos!

    PS: forse se anche tu una vittima dell’ideologia della no-ideologia, però quando parliamo di idee e ideali, non stiamo a parlare di utopie, ma di cose concrete…per questo i partiti hanno dei manifesti, dei programmi, fanno dei discorsi, etc.

    [Rispondi]

  4. Unregistered
    sergio
    venerdì 13 febbraio 2009 ore 15:56 - Permalink al commento

    chissà come andrà a finire…
    http://piazzarossetti.it/e_view.asp?E=40227

    [Rispondi]

  5. Spanish
    Spanish
    venerdì 13 febbraio 2009 ore 10:22 - Permalink al commento

    La polemica sull’ultima trovata di Tagliente non si placa.

    Riporto le parole del sen. Andrea Pastore (PdL) pubblicate da histonium.net.

    ”La decisione di Tagliente appare assunta con l’unico scopo di godere delle prebende e dei benefici collegati alla presidenza di un Gruppo, ancorché formato solo da se stesso (emolumenti, collaboratori, fondo spese, strutture logistiche) e che si aggiungono a quelle già riconosciute ad ogni consigliere regionale. Tagliente, così facendo ha certificato l’ipocrisia delle sue invocazioni sulla nuova moralità della politica, tradendo un impegno assunto, di considerare la lista ‘Rialzati Abruzzo’ come una seconda lista PdL, impegno che Tagliente avrebbe dovuto considerare ancora più cogente, essendo stato eletto nel ‘listino’ e quindi solo grazie al consenso ed ai voti ricevuti da altri (presidente Chiodi e candidati delle liste provinciali). D’altronde lo scadente risultato elettorale ottenuto dal PdL nella città di Vasto, patria proprio di Tagliente – osserva infine Pastore – testimonia la scarsa considerazione che hanno dimostrato i cittadini vastesi per una candidatura da loro evidentemente giudicata poco credibile e che oggi si rivela del tutto inaffidabile, confermandosi con ciò come sia stata felice la scelta di non accedere alla sua autocandidatura a presidente della Regione”.

    [Rispondi]

    Oblomov il Pigro
    venerdì 13 febbraio 2009 ore 10:27 - Permalink al commento »

    Sarà anche per questo che Chiodi non ha considerato manco di striscio il vastese, quando s’è trattato di nominare gli assessori?

    [Rispondi]

    lu_malament
    venerdì 13 febbraio 2009 ore 11:28 - Permalink al commento »

    se così fosse non sarebbe giusto e Chiodi, ma soprattutto Andrea PASTORE che ora qui richiama la pecorella, non sarebbe meglio di Tagliente.

    [Rispondi]

  6. Unregistered
    lu_malament
    giovedì 12 febbraio 2009 ore 19:42 - Permalink al commento

    Vincenzo nel curriculum omette anche professione e titolo di studio.

    [Rispondi]

    Spanish
    venerdì 13 febbraio 2009 ore 09:30 - Permalink al commento »

    Questo lo fanno anche altri e mi sembra meno grave, ad essere sincero…

    [Rispondi]

    lu_malament
    venerdì 13 febbraio 2009 ore 11:30 - Permalink al commento »

    si certamente. E’ molto meno grave.
    Però se ti dimentichi di dirci che hai fatto l’assessore con la precedente giunta di destra (Pietrocola) e che stavi in Alleanza Nazionale, e tutto quelo hce sai dire su di te e sul tuo passato è che hai fato l’arbitro, beh…qualche domanda me la pongo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    [Rispondi]

  7. Spanish
    Spanish
    giovedì 12 febbraio 2009 ore 16:46 - Permalink al commento

    Copio e incollo da piazzarossetti.it, anche se l’articolo è de ‘Il Messaggero’.

    Mi permetto di evidenziare alcuni passaggi.

    Tagliente lascia il Pdl: ‘Mi hanno fregato’
    Il consigliere diventa capogruppo di ‘Rialzati Abruzzo’, e scoppia la bagarre

    Pubblicato su “Il Messaggero”
    di LILLI MANDARA

    PESCARA – Via, se ne va sbattendo la porta. Che però rimane socchiusa, come sempre quando c’è di mezzo una richiesta, una trattativa, una speranza. Giuseppe Tagliente eletto nel listino del Pdl soltanto due mesi fa, lascia il partito di Berlusconi e diventa capogruppo (di se stesso) di “Rialzati Abruzzo”, la formazione di Carlo Masci, Angelo Di Paolo e di Antonio Prospero, con cui si ritrova quasi alleato dopo una vita passata a farsi la guerra al Comune di Vasto. Alleato-quasi, perchè nel frattempo sia Masci che Di Paolo che Prospero sono passati armi e bagagli nel Pdl, i primi gratificati da un assessorato, il terzo da una presidenza di Commissione. Fino a quando non si sa. E la bagarre scoppia, forte come non mai, soprattutto su “Rialzati Abruzzo”, questo gruppo che viene usato come una clava o come parcheggio a seconda dei casi da chiunque voglia alzare il prezzo, ottenere una commissione un assessorato una presidenza o un piatto di lenticchie. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: il Pdl da gruppo unico si fa in tre (con Mpa e “Rialzati Abruzzo”) alla faccia della promessa di Berlusconi.

    Che lo scontento di Tagliente montasse come le chiare dell’uovo sbattute a neve si era visto già nel consiglio regionale dell’insediamento: se l’era messo vicino il capogruppo Gianfranco Giuliante, per controllare i voti e le dichiarazioni. Ma lui sbuffava: «Sono stato fregato», diceva ai fedelissimi, «ma adesso vedrete, non sanno con chi hanno a che fare». Fregato, proprio così: il commissario del Pdl Gaetano Quagliariello gli aveva promesso il posto da capolista del listino, e poi chissà, e così era stato presentato all’Esplanade a novembre scorso. Ma da capolista era finito al terzo posto, avrebbe dovuto essere risarcito con un assessorato: niente, non ottenne nè assessorato nè presidenza del Consiglio regionale. E’ finito in ballottaggio con Luca Ricciuti e gli altri per la presidenza di una commissione, ma alla fine pare che lo stesso Paolo Tancredi abbia deciso per il no. Vecchie ruggini: il senatore teramano gli avrà voluto far pagare il niet alla sua candidatura a vice presidente del Consiglio regionale nella passata legislatura, certe cose non si scordano. Così Tagliente, finito nel banco tra i peones pidiellini come uno qualsiasi, uno senza storia, decide di andarsene. Il capogruppo Giuliante si chiude a chiave con i suoi per tentare l’impossibile e ricucire lo strappo, mentre dalle file azzurre si punta il dito contro Carlo Masci: che non può tenere il piede in tre staffe, lui dentro il Pdl, Prospero chissà e Tagliente addirittura capogruppo. Insomma un caos, proprio alla vigilia della convocazione delle commissioni prevista per martedì prossimo: presentati finalmente i nomi dei commissari, ma sui presidenti è ancora guerra. Anche perchè su Tagliente e Prospero non si sa mai: le commissioni possono sempre servire.

    [Rispondi]

  8. Unregistered
    lu_malament
    giovedì 12 febbraio 2009 ore 16:23 - Permalink al commento

    Nessuno si offenda nè mi quereli. D’altra parte è la verità e la verità non dovrebbe offendere nessuno. Nel mio gruppo d’amici abbiamo un detto: “Mo’ sti’ fa’ gne prosperino…”

    La cosa che più mi colpi di Sputore fu la sua giustificazione al gesto “D’Annunziano” (e le virgolette ci stanno tutte!!!!!): Tagliente non ha voluto persone già impegnate nella giunta uscente…Per la serie: Sopra lu cott’ l’acch’ vullend’!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Mi vergogno che abbia preso tanti voti nella mia città!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Lo stesso valga per Tagliente e Prospero, non dovrebbero prendere nemmeno un voto!!!

    [Rispondi]

  9. Spanish
    Spanish
    giovedì 12 febbraio 2009 ore 15:46 - Permalink al commento

    Questa è la spiegazione che pubblica piazzarossetti.it.

    La verità è che Tagliente, nonostante i sorrisi e le strette di mano di circostanza, è ai ferri corti con i vertici regionali di Forza Italia. Così, da braccio destro di Chiodi, da assessore alla sanità in pectore, da quasi capogruppo del Pdl (queste erano le ipotesi che lo riguardavano), Tagliente si è ritrovato a fare il semplice consigliere regionale, per giunta senza neppure la Presidenza della commissione bilancio alla quale ambiva come contentino residuale. Saranno stati gli scarsi risultati ottenuti a Vasto dal Pdl (23% a fronte di una media regionale del 38%), sta di fatto che la stella di Tagliente nel Pdl si è spenta prima ancora che cominciasse a brillare. Ed allora, ecco il colpo di genio: occupare uno spazio nuovo all’interno della maggioranza , ma fuori dal Pdl, pur di ottenere una serie di benefit: la carta di credito del gruppo per i rimborsi e per la rappresentanza del gruppo, i 700 euro in più al mese per componente del gruppo consiliare e, soprattutto, la possibilità di sistemare come portaborse un paio di persone. Il tutto, è bene ricordare, oltre alle 7.200 euro che gli spettano come consigliere regionale.
    Fatta questa scelta, tutti si aspettavano che a Vasto il gruppo del Comitato civico ( quattro consiglieri con Tagliente) diventasse “Rialzati Abruzzo”. Niente di tutto questo. Tagliente a Vasto rimane del Pdl/ Comitato civico, mentre a L’Aquila è di Rialzati Abruzzo. Ci chiediamo: ma dov’è la coerenza? Evidentemente non è tanto importante quanto la necessità di poter “controllare” il Pdl a Vasto da “esterno”. E come? Semplice, facendo rimanere in vita questo Comitato civico la cui rappresentanza consiliare condiziona ogni decisione politica che si andrà ad assumere in futuro, in attesa dei congressi di fine marzo. E non fa niente se Tagliente aderisce contemporaneamente a Rialzati Abruzzo a l’Aquila ed al Comitato civico/Pdl a Vasto o se Marcovecchio è di Forza Italia in Provincia, a Chieti, e del Comitato a civico a Vasto; l’ importante è: esserci.
    Ed allora, il centrosinistra da questi Signori non può e non deve accettare nessun “predicozzo”, perché se questo è il modo di cambiare la politica (come Chiodi ha fatto credere agli abruzzesi), i cittadini fanno bene a disertare le urne.

    [Rispondi]

    lu_malament
    giovedì 12 febbraio 2009 ore 16:27 - Permalink al commento »

    Potrebbe darli a me i 700 euro in più al mese, così io ci campo tutto il mese e metto pure qualcosa da parte e lui dimostra che non l’ha fatto per soldi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    [Rispondi]

  10. Unregistered
    Via col vento | calcioxtutti
    giovedì 12 febbraio 2009 ore 15:22 - Permalink al commento

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