No alla legge ammazza-blogger!!!
“Il senatore D’Alia dell’UDC vuole oscurare la Rete. Ha proposto un emendamento, approvato in Senato, a un disegno di legge di Brunetta che obbligherà i provider a oscurare siti, blog o social media come YouTube e Facebook su richiesta del ministero degli Interni per reati di opinione, ad esempio un filmato o un gruppo che invitano a non osservare una legge considerata ingiusta. Senza nessuna sentenza della magistratura. Questo, oggi, avviene solo in Cina e Birmania. In una dittatura. I cinesi hanno eretto contro l’informazione di Internet un “Golden Wall”, si sono ispirati alla Muraglia Cinese…”
dal Blog di Grillo:
Dal Blog di Di Pietro
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=DspArIPgTYo[/youtube]
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=CjmAzRnllWU[/youtube]
'No alla legge ammazza-blogger!!!' ha ricevuto 4 commenti:
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domenica 15 febbraio 2009 ore 12:37 - Permalink al commento
La censura e’ l’anticamera delle dittature vere e proprie! Spero che il Governo non oltrepassi questo confine perche’ verrebbe meno il concetto stesso della liberta’ di parola e di opinione sancite sulla Costituzione.E ci risiamo…Berlusconi dovrebbe modificare la Costituzione e non troverebbe il consenso per metterci mano.Sembra strano…suona strano,ma inevitabilmente ogni qualvolta si parla di libera circolazione di idee ,di opinione,di informazioni e pareri…ci si trova davanti ad un magnate dell’informazione e un creatore di opinione e poi un sacco di altrecose e cioe’ Silvio Berlusconi.Scommettiamo che se i commenti sui Blog erano a Lui favorevoli questa iniziativa non sarebbe nata? Saludos
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domenica 15 febbraio 2009 ore 00:43 - Permalink al commento
Ciao Davide, purtroppo il ‘freno’ che dici sui blogger italiani lo hanno posto già e piu’ volte.
La censura in Italia non è un mistero che esista, ma diversamente dalle modalità con cui viene normalmente esercitata sui controllati media tradizionali, e che ormai di rado passa inosservata in parte grazie anche alla rete, su internet è stata già praticata con metodi da trogloditi. Uno dei casi piu’ noti è forse quella del 2007 del blog di Piero Ricca (http://www.pieroricca.org).
A riguardo l’autore dice, e mi sembra molto attinente alla questione dell’ultimo emendamento presentato da D’Alia:
“Il sequestro preventivo su querela per diffamazione, che pure è un provvedimento discutibile, dev’essere circoscritto al post incriminato. Altrimenti sarebbe come chiudere un giornale per far sparire un articolo in attesa del processo o una libreria per impedire il presunto effetto diffamatorio di un libro.”
Avete mai visto che dopo la pubblicazione di un articolo o la messa in onda di un programma diffamatorio, il giorno dopo non si trovassero copie del giornale o non si potesse piu’ vedere quel canale televisivo?
Le leggi che tutelano l’onorabilità delle persone, che bandiscono organizzazioni criminali o che puniscono le loro apologie e le istigazioni a reati in generale esistono già, non servono altri divieti. Il problema è come farle rispettare. Il problema è che “internet” è oltre la giurisdizione del territorio legislativo ed è ancora piu’ difficile il controllo delle violazioni rispetto a quello (malamente) finora esercitato sui blog italiani con il ricorso a censure inaccettabili.
Al di la dei principi sui quali possiamo essere tutti d’accordo, la proposta legislativa è di una arretratezza oscena, leggete qui:
http://punto-informatico.it/25.....trate.aspx
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sabato 14 febbraio 2009 ore 23:14 - Permalink al commento
Ciao Luca…internet e’ stata per me una vera “rivoluzione”.Cosi’ come per me ,per tanti tantissimi giovani e non che hanno ora la possibilita’ di far uscire le loro paure,la loro gioia,le loro opinioni nel modo piu’ democratico e senza filtri che esista e cioe’ i blog.Questo e’ il cruccio di chi da sempre hanno avuto in mano il controllo sulla libera circolazione di idee e opinioni.Non e’ ammissibile per Loro tutta questa liberta’ di opinione e quindi bisogna porre un freno…spero che non ci riescano.Ormai il dado e tratto e difficilmente potranno applicare in Italia una rete simile a quella Cinese.Menomale…Saludos
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sabato 14 febbraio 2009 ore 21:52 - Permalink al commento
Secondo me e’ una cosa inattuabile.
Non si puo’ bloccare l’accesso a singoli contenuti, nè tantomeno completamente, a siti come youtube, facebook o simili… E’ chiaro che parliamo di contenuti che, per le leggi del paese in cui risiede la responsabilità del sito che li ospita, sono legali mentre per la legge italiana no.
Se per casi di questo tipo riuscissero a trovare una maniera sofisticata per bloccare singoli contenuti su un dato sito, ad esempio con il filtraggio delle url, il grande lavoro dei provider risulterebbe del tutto inutile poichè i contenuti bloccati in Italia su dati siti si troverebbero senz’altro replicati su altri siti.
Internet non è esattamente come l’italietta a cui pensano quando decretano.
Ci vuole una gran testa per non capirlo.
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