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No all’Abruzzo petrolizzato. Lettera a Chiodi
Abbiamo aderito e sottoscritto con convinzione l’appello redatto con cura da Maria Rita D’Orsogna al Presidente della nostra Regione.
Presidente Chiodi,
le scriviamo perche’ la deriva petrolifera della nostra regione procede senza alcun segnale di contrasto da parte della sua amministrazione regionale. Questo e’ molto grave perche’ non c’e’ assolutamente tempo da perdere vista l’urgenza e i pericoli a cui andiamo incontro.
Ad oggi, la META’ del nostro territorio e’ interessata da permessi estrattivi di vario genere. Su quel territorio vive l’80% della popolazione abruzzese.
Ci sono i nostri mari, i nostri campi, le nostre vite a cui non vogliamo rinunciare per fare arricchire ditte petrolifere straniere e multinazionali senza scrupoli.
Lei in campagna elettorale ha promesso di contrastare la petrolizzazione della citta’ di Ortona. Bene, questo e’ il momento di mantenere quella promessa, fatta per Ortona, ma che in realta’ riguarda tutto l’Abruzzo.
LA NOSTRA REGIONE NON DEVE FARE LA FINE DELLA BASILICATA.Chiediamo una moratoria immediata di almeno 30 anni contro qualsiasi tipo di opera di raffinamento e di estrazione del petrolio sul nostro territorio.
Lei porta sulle spalle una responsabilita’ enorme.
Sara’ il coraggio che lei avra’ o non avra’, saranno le azioni che lei prendera’ o non prendera’, sara’ la statura morale a cui lei decidera’ di elevarsi o meno che decideranno il futuro delle generazioni d’Abruzzo.Scelga di salvarci da decenni di malattie, territori stuprati, agricoltura defunta, poverta’ diffusa ed emigrazione di massa.
Scelga di stare dalla parte dei cittadini e non del potere dei forti.Abbiamo bisogno di atti concreti di cui la popolazione sia partecipe ed informata.
Adesso e’ il tempo di agire.Los Angeles, CA (USA)
19 Febbraio 2009In rappresentanza dei rispettivi movimenti-associazioni-bloggers:
Maria Rita D’Orsogna – No al centro petroli dalla California (Los Angeles)
Enrico Gagliano – Impronte (Giulianova)
Attilio Di Mattia – Abruzzo Sostenibile (Montesilvano)
Fabio Di Stefano – Associazione Medici per l’Ambiente (Ortona)
Antonello Tiracchia – Nuovo Senso Civico (Lanciano)
Catia Giovina Mattioli – Comitato Miglianico contro il centro oli (Miglianico)
Andrea Iezzi – Comitato Abruzzese del Paesaggio (Pescara)
Luca Fanaro – Vastesi.com (Vasto)
Tiziano Frezza – Facebook contro il centro oli (L’Aquila)
Antonio Martinez – Facebook: No al centro oli in Abruzzo (Pescara)
Marco Giangrande – Abruzzo in Movimento (Ortona)
Pasquale Morone – Libera Associazione Barbarica (Vasto)
Giusto Di Fabio, Lino Olivastri – Comitato Natura Verde (Tollo)
Mauro Vanni – Liberta di Parola (Ortona)
Nino Di Bucchianico – Abruzzo Rinnovabile (Francavilla)
Tommaso Palermo – Proposte Per Chieti (Chieti)
Domenico Zenobio – Italia Nostra (Atri)
Claudio Censoni – Comitato Abruzzese per i Beni Comuni (Giulianova)recapiti telefonici: 001 310 570 5591, 329 0604187, 339 1697748, 0872 717014
'No all’Abruzzo petrolizzato. Lettera a Chiodi' ha ricevuto 4 commenti:
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martedì 24 febbraio 2009 ore 11:25 - Permalink al commento
Notizie…
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domenica 22 febbraio 2009 ore 17:43 - Permalink al commento
La valorizzazione delle risorse del
sottosuolo in Italia nel quadro
della Strategia Energetica Nazionale.
E’ organizzato da Assomineraria
e il Chairman è Claudio
Descalzi. Si discuterà la Strategia
energetica nazionale, il potenziale
del sottosuolo italiano, il coinvolgimento
degli stakeholders, le
proposte degli operatori e le ricadute
per l’industria. Si terrà il
25 marzo alle ore 14 Ravenna.
Ecco invece di discutere di presidenti ed altre cavolate ,
perchè non vediamo di andare a sentire questa bella conferenza??
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sabato 21 febbraio 2009 ore 09:25 - Permalink al commento
Che dite la CEAM (Conferenza Episcopale Abruzzo e Molise) la firma questa lettera??
Ed il Sindaco di Vasto, Luciano LAPENNA, la firma???
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giovedì 19 febbraio 2009 ore 22:59 - Permalink al commento
Riporto qui l’articolata proposta di normativa per la tutela del territorio abruzzese già lanciata tempo fa:
PROPOSTA SINTETICA PER UNA NORMATIVA CHE GOVERNI, TUTELANDOLO, IL TERRITORIO ABRUZZESE DALL’INSEDIAMENTO DI ATTIVITA’ FORTEMENTE IMPATTANTI SUL TERRITORIO.
Premesso che, se come esposto dai Dirigenti ENI incontrati a Pescara il 18 luglio 2008 e dal Ministero dello Sviluppo le risorse di idrocarburi dell’Abruzzo costituiscono un tesoro nascosto della Regione, questo tesoro va tutelato e conservato per eventuali futuri periodi di grande carenza energetica aumentandone in tal modo il valore; comunque il suo sfruttamento deve essere governato dalle autorità regionali al fine che i suoi ricavi restino almeno parzialmente agli Abruzzesi e non come ora a totale appannaggio delle società di estrazione anche straniere.
1. Norme su nuove concessioni riguardanti le attività di ricerca, di estrazione e di lavorazione di idrocarburi (petrolio e gas) in Abruzzo.
Attività Onshore.
Moratoria di 25 anni per la lavorazione del petrolio (anche del bio).
Non si rilasciano più permessi per industrie legate al comparto petrolchimico, nè per l’estrazione, nè per la lavorazione del petrolio, nè per la costruzione di oleodotti, nè per la costruzione di impianti di stoccaggio.
Attività Offshore.
La distanza minima dalla costa per le piattaforme in mare di 20km (decreto Ronchi in vigore in Veneto), vanno comunque presi
accordi con le Nazioni dell’altra sponda dell’Adriatico affinchè le norme non vengano facilmente evase dalle compagnie petrolifere.
Royalties.
Alla regione Abruzzo vengano riconosciute royalties pari al 40% del valore del petrolio estratto.
2. Vecchie concessioni già attive sul territorio.
Royalties.
Per i pozzi estrattivi già in funzione aumento programmato del 10% annuo fino al raggiungimento della quota del 40% (visto che in Italia aumenta tutto a partire da pane e pasta ora tocca alle royalties dei petrolieri che pompano gratis – il nostro gas dal nostro mare sin dagli anni 60!). Anche gli impianti di produzione di bio carburante già in esercizio devono pagare royalties alla regione.
Proventi.
I proventi delle royalties devono essere utilizzati per incentivare l’uso del solare e dell’eolico e comunque di fonti di energia innovative e alternative a quelle attualmente in uso e non rinnovabili.
Tecnologia.
Gli impianti petroliferi (compresi quelli che producono bio carburante) già in funzione sul territorio devono essere aggiornati all’ultima tecnologia disponibile;
Agenzia regionale per il controllo delle attività estrattive.
La Regione deve controllare con un proprio ente le quantità di petrolio estratto, l’Agenzia non deve avere nel suo staff direttivo individui che abbiano avuto rapporti di lavoro con gli enti richiedenti e deve avere nel suo ufficio di controllo esponenti di movimenti e comitati dediti alla tutela del territorio e comunque rappresentativi dei cittadini.
3. Processo regionale di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale)
Il Governo regionale deve adeguare gli indici delle emissioni di inquinanti a quanto previsto dalle indicazioni dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
Ogni volta che si attiva un processo di VIA, l’ente richiedente in linea con quanto previsto da Agenda 21, Convenzione di Arhus, e dalle leggi della Repubblica per facilitare l’accesso dei cittadini alle informazioni ed alle attività di tutela giudiziaria – deve finanziare una campagna informativa sul tipo di insediamento che intende realizzare, il livello occupazionale previsto, le concentrazioni di inquinanti da immettere nell’aria ed i limiti di legge e quanto altro aiuti a meglio comprendere che cosa si intende realizzare. Questa campagna deve essere gestita dall’Agenzia preposta alla tutela dell’Ambiente e totalmente finanziata dall’Ente richiedente secondo norme applicative da definire.
Ogni procedura di VIA deve essere inserita in un sito web in cui è possibile prendere visione dello stato della pratica con tutti i nomi dei referenti coinvolti nella suo sviluppo. Attraverso le stesso sito i cittadini possono esporre e/o denunciare violazioni, sospetti di
inquinamento etc.
Il processo di VIA deve fare riferimento a dati di inquinamento ambientali e climatici recenti ed a procedure collaudate.
Il processo di VIA deve essere condotto da due istituti di ricerca INDIPENDENTI che non siano finanziati, direttamente o indirettamente, dall’ente richiedente.
Il processo di VIA deve contenere le stime delle concentrazioni di inquinanti che si andranno a emettere nell’ambiente. Per evitare stime fasulle e al ribasso, le stime fornite dal VIA sono vincolanti.
Il controllo deve essere affidato all’Agenzia regionale preposta e ad enti terzi.
Tutte le attività di gestione e di controllo devono avere al loro interno esponenti di
organizzazioni non governative.
Tutti i costi riguardanti l’informazione, la procedura di VIA ed i controlli devono essere pagati dall’Ente proponente e/o già attivo sul territorio.
Devono essere sviluppati scaglioni di inquinamento per quantificare le sanzioni.
I rappresentanti regionali presso il Parlamento devono farsi promotori di leggi che identifichino i reati ambientali come reati contro la società civile e pertanto come tali perseguibili penalmente; applicando pene severe anche ai semplici trasportatori e manovali.
Sulla falsariga di quanto esposto per le attività inerenti l’estrazione e le lavorazioni degli idrocarburi devono essere promosse leggi
per il buon governo di:
- attività estrattive (cave);
- attività di smaltimento dei rifiuti urbani ed industriali;
- attività urbanistiche ed architettoniche (anche il brutto è una fonte di inquinamento);
- attività inerenti la produzione ed il trasporto dell’energia;
La probabile fine dell’invasione petrolifera dell’Abruzzo deve costituire per la nostra regione un punto di partenza per progettare e perseguire uno sviluppo duraturo secondo criteri innovativi.
Quasi tutte le produzioni industriali possono essere de-localizzate in base a concetti di economia produttiva mentre la salute dell’ambiente e la qualità della vita, vera ricchezza del futuro, no.
(post originale)
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