- .: Opinione
Quasidemocrazia
Non dico niente di nuovo: le regole del gioco democratico devono valere per tutti ed essere rispettate. Dico cose scontate e mi auto-accuso di qualunquismo. Se è assodato che le regole devono valere sempre e comunque, allora mi chiedo: perché in Italia dobbiamo ripeterlo un giorno sì ed uno no?
La nuova trovata del Governo o meglio, della Lega Nord, è cercare di far fallire un referendum fissandolo la domenica dopo delle europee, comunali e provinciali di Giugno. Attenzione, il rischio è quello di dover votare tre domeniche di fila (per via dei possibili ballottaggi…) e inserire un’altra consultazione ha il costo di 400 milioni di euro, come ben spiegato qui. 400 milioni, signori. E tutto per un capriccio della Lega, non del primo partito d’Italia, neanche di un partito nazionale, ma di un partito regionalista. Governo schiavo.
È chiaro che tutto questo serve a far fallire il referendum. Sì, anch’io mi sono chiesto: ma perché c’è un referendum a Giugno? E su che? Cercatelo, cercate i quesiti nella rete, ma non sono importanti. In questo caso, cosa ci chiederanno a Giugno, su cosa siamo chiamati a decidere, passa, ahimè, in secondo piano. Il problema è a monte. Il problema non è l’oggetto del referendum, ma il tentativo di far fallire il referendum a priori.
A parte il disprezzo che il Governo dimostra per un istituto basico per la nostra democrazia, a parte che i governi Berlusconi sono stati i migliori nel “dimenticare” i referendum (legge elettorale, nucleare, etc…il Popolo s’è già espresso!), ciò che appare davvero grave è che i nostri non fanno segreto del loro piano e dicono apertamente che, essendo contrari ai quesiti referendari, hanno lottato per fissare il referendum dopo le elezioni e non con le elezioni per dare un colpo al quorum.
Ancora una volta, non si ha vergogna di mostrare la bassezza dei propri piani. Non c’è alcun bisogno di farlo, noi siamo innamorati dei furbi, di quelli che vanno avanti con i cavilli, superando le regole o riscrivendole a proprio piacimento. A noi piace che sia così, perché in fondo anche noi siamo così. In fondo anche noi “ci arrangiamo” se possiamo. Adesso l’antica arte di arrangiarsi è arrivata al governo. Tutto qui.
Per questo la democrazia italiana è in pericolo? No. Assolutamente no. La democrazia in Italia non corre nessun rischio, non corre più nessun rischio. La democrazia in Italia non c’è più. Dittatura? In un Paese europeo nel 2009? Neanche a parlarne. Troppo difficile, impossibile. Allora ecco che è nata la Quasidemocrazia: le regole democratiche sono valide fino a che fanno comodo al Governo.
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