II Giornata Nazionale delle Ferrovie dimenticate
Mi pare che a Vasto ci sia un bel esempio di “ferrovia dimenticata”. Credo che iniziative del genere servirebbero ad abituare i vastesi all’idea che c’è un ex tracciato ferroviario che va sfruttato, che ci si può muovere in bici, che ci sono angoli della costa da esplorare, etc.
Pensiamo per esempio al turista che affitta una casa a Vasto Marina. Potrebbe affittare anche una bici e arrivare alle spiagge più a nord facilmente, in poco tempo e senza inquinare. E non c’è neanche bisogna della pista ciclabile, basta adeguare il tracciato…
Comunque, qui incollo l’articolo che spiega cos’è la ‘II Giornata Nazionale delle Ferrovie dimenticate’.
Saludos!
Domenica in bici seguendo i vecchi binari
di Alessia GrossiIl 1° marzo è la II Giornata Nazionale delle Ferrovie dimenticate. Quei chilometri e chilometri di rotaie abbandonate che corrono tra le valli, risalgono le montagne per ridiscendere giù fino al mare, anche se da tempo ormai non accompagnano più nessun treno.
Sono i ferri che una volta collegavano città e campagne, regioni tra loro, oggi tornate alla natura selvaggia. Di questi percorsi ci si riappropria domenica e sono in molti quelli che tornano a seguire i binari in bicicletta.
Se l’idea di ricordare i vecchi percorsi ferroviari in una giornata di nostalgia, nasce da Co.Mo.Do, la confederazione di associazioni che si occupano di mobilità alternativa, è anche vero che l’iniziativa è collegata a doppio filo agli appassionati di bicicletta. Molti dei vecchi binari sono già diventate lunghe e panoramiche piste ciclabili, come quella costruita sulla ex ferrovia del Ponente Ligure. Ventiquattro chilometri in bici sul tracciato ferroviario abbandonato dopo lo spostamento a monte della linea ferroviaria sono il percorso scelto dal «Circolo amici della bicicletta Fiab» di Genova.
Questo è un esempio illustre e uno dei pochi riusciti. «A fine 800 – si legge sul programma – quando era stata costruita la ferrovia correva prossima al mare tagliando in due i borghi ed inibendo in certi casi l’accesso alle spiagge. Oggi con il recupero ciclopedonale del tracciato si e’ trasformata una situazione di disagio in una stupenda opportunità turistica. Si pedala in piano lontano dalle auto, tra i giardini, la macchia mediterranea ed il profumo di salsedine. Un esempio da esportare anche in altre zone della Liguria e del nostro Paese».
Ma la Giornata delle ferrovie dimenticate prevede che le piste ciclabili nascano ovunque sui binari abbandonati, anche su quelli non ancora adibiti a cicloturismo. C’è chi per un giorno torna a far passare un treno «speciale», per riscoprire il paesaggio visto dal finestrino del treno, come succede in Valsesia. O chi rimette in moto la vecchia locomotiva diesel d’epoca, o chi si fa un aperitivo all’ex casello.
Ma tornando alle bici, c’è anche chi risale fino alle Sorgenti. È il programma di Quinto di Treviso attraverso la linea Treviso- Ostigia fino alle risorgive del fiume Sile. C’è anche chi manifesta in appoggio «al corridoio ciclabile Bologna – Verona, ancora da farsi o chi come a Maranello percorre a piedi per l’occasione una ferrovia «fantasma».
Molte sono le mostre in programma per ricordare quando andare in treno era l’unico mezzo e viaggiare con lentezza godendosi meravigliosi paesaggi era ancora possibile. Tra le mostre fotografiche la più originale quella sulla «tratta lenta» di Settebagni, Roma fino a Orte.
La mappa delle Ferrovie dimenticate è lunga 6000 chilometri di tracciati, un grande patrimonio che potrebbe essere davvero attraversato in bicicletta. Una disegno di legge esiste dal 2006, e nella Finanziaria 2008 è stato istituito un fondo per l’avvio di un programma di valorizzazione delle ferrovie dismesse soprattutto per cicloturismo.
Nel frattempo almeno per una domenica dove c’erano le rotaie passeranno le biclette.
'II Giornata Nazionale delle Ferrovie dimenticate' ha ricevuto 1 commento:
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lunedì 2 marzo 2009 ore 16:04 - Permalink al commento
Eppure nella nostra provincia qualcuno ha fatto qualcosa (con tanto di vicario…)!
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