Impronte digitali per i parlamentari
La casta non finisce mai di stupirci.
Molti rubano l’indennità di presenza giornaliera – 250 euro – con l’aiuto scambievole dei pianisti: oggi a te, domani a me.
Fini (e Schifani ?) ha giustamente deciso di introdurre il tasto digitale, ma ci sono parlamentari che si rifiutano di fornire le impronte, appellandosi impropriamente alla privacy. In verità vogliono continuare a truffare lo Stato. Il Presidente della Camera promette che ci farà conoscere i nomi dei renitenti. Staremo a vedere.
Ma gli elettori sapranno punirli nell’urna, se hanno perso la capacità di indignarsi?
Ezio Pelino
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