Come si scrive un libro

Come si scrive un libro

Unregistered

Ero in ufficio.
Entrò un vecchio, dai capelli bianchi, alto e dritto nella persona.
Si presentò. Era inglese.
Era andato in altre scuole, ma non era stato nemmeno ricevuto.
Parlava di tempi andati. Della guerra e dei campi di concentramento. I suoi ricordi non interessavano nessuno, erano fastidiosi e inattuali. E c’era altro da fare.
Lo accolsi, lo presentai ai professori e agli studenti.
Era una miniera di ricordi. Era stato prigioniero di guerra in Italia ed era tornato perché aveva fondato a Londra un’ associazione di ex prigionieri. Aveva un antico debito da saldare. Cercava i parenti di quegli italiani che li avevano nascosti e sfamati quando con la “grande evasione”, dopo la caduta del regime fascista, vagavano nelle campagne, minacciati di cattura e da una taglia dei tedeschi. Voleva pagare un debito donando borse di studio.
Ci lasciò dei libri inglesi.
Li traducemmo. Conoscemmo tante odissee di dolore e di morte. Ma anche tante storie di generosità, di coraggio, di altruismo. Raccogliemmo testimonianze di anziani, scoprimmo personaggi dimenticati. Tanti. Uomini e donne.
Una eccelleva. Iride Imperoli.
E’ morta pochi anni fa. Aveva fatto cose straordinarie. Era in rapporto con il Vaticano, collaborava con Mons O’Flaherty, che teneva le fila della resistenza umanitaria a favore di fuggiaschi alleati, di ebrei, di antifascisti, divenuto un mito – la primula rossa del Vaticano – dopo l’ interpretazione di Gregory Peck nel film “The Scarlet and Black”. Insieme agli studenti, ricostruimmo avvenimenti, raccogliemmo un’antologia di racconti e di testimonianze di quel girone d’inferno che era diventata la nostra contrada.
Nacque così il libro “E si divisero il pane che non c’era”. Era il 1995. Le tremila copie sono andate subito esaurite.
Il Presidente Ciampi, allora renitente alla leva di Salò e fuggiasco a Scanno, è stato vicino alla scuola in questa esperienza e in quella successiva de “Il sentiero della libertà”. Così parla del libro: ”Per quanto mi riguarda personalmente , la lettura mi ha rinnovato alla memoria pagine indimenticabili dell’inverno 1943-44, in cui ho potuto sperimentare la grande generosità della popolazione abruzzese”.
In queste settimane sarà in libreria la nuova edizione, arricchita di storie e di approfondimenti sulla lotta partigiana.

Ezio Pelino


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