I preservativi non servono??
Forse si è spiegato male, forse non era nelle sue intenzioni ma il papa non ne fa una buona.
I preservativi al momento sono l’unico mezzo di prevenzione per il contagio da HIV e non solo. Chi ha figli spieghi agli adolescenti cosa sono le malattie infettive e stimoli all’uso del profilattico.
Questo è un dato oggettivo i preservativi servono!!!
Per quanto riguardo l’analisi politica invece è un altro paio di maniche. Io spero che pima o poi la chiesa sia privata dell’8 per mille e dei privilegi di cui beneficia. La chiesa cattolica non può più permettersi di falsificare la realtà. L’unica cosa che mi dispiace è il silenzio dei cattolici. Molti accettano imposizione papali come se il papa fosse Dio. Imposizioni che a mio modo di vedere sono tanto più gravi quanto più allontanano dalla solidarietà e dalla misericordia. E tutto perchè??
Perchè la chiesa gestisce soldi e posti di lavoro. Quindi, dove lo stato è assente, per sperare in un nuovo posto l’unica cosa che rimane da fare è andare in chiesa e battere le mani alla follia.
'I preservativi non servono??' ha ricevuto 22 commenti:
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domenica 18 aprile 2010 ore 12:30 - Permalink al commento
[...] I preservativi non servono?? Forse si è spiegato male , forse non era nelle sue intenzioni ma il papa non ne fa una buona. I preservativi al momento sono l’unico mezzo di prevenzione per il contagio da HIV e non solo. Chi ha figli spieghi agli adolescenti cosa sono le malattie infettive e stimoli all’uso del profilattico. blog: Vastesi.com | leggi l'articolo [...]
venerdì 20 marzo 2009 ore 09:47 - Permalink al commento
Non ricordo che il papa precedente abbia avuto parole di encomio peri preservativi. Quello che voglio dire però è altro.
1) Non si pò affermare che i preservativi non serono. E’ un dato oggettivo. Francia, Germania e Spagna hanno espresso le loro riserve nei confronti del papa…. L’Italia ovviamente NO!!!
2) Secondo me, poi, ognuno dovrebbe essere libero di fare e di decidere. Se fosse per la chiesa non ci sarebbero preservativi nè divorzio nè aborto cosi come ad oggi non c’è liberta nè di unirsi in matrimonio per le coppie omosessuali nè di opeare una ricerca sulle cellule straminali. Su quest’ultimo punto poi la chiesa ha investito soldi. Ricordo che solo a Vasto sono state mandate lettere pro-astensionismo con i soldi del contribuente. Quando saranno pronte le cure da staminali cosa diranno i sacerdoti malati? Cosa diranno i bambini malati di leucemia? Tenetevi la malattia?? Oppure per paura di perdere consensi, solo, allora, cambieranno dottrina??
3) Questi non pagano l’ICI. Ve lo siete dimenticati??
4) (Punto sarcastico e mica tanto) Ma perchè non fanno Ciotti papa???!!!!
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venerdì 20 marzo 2009 ore 10:29 - Permalink al commento »
Sandro?
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venerdì 20 marzo 2009 ore 11:06 - Permalink al commento »
Be’, ma almeno il papa precedente non ne ha messo in dubbio la funzionalità! Infatti ricordo che “apriva” al preservativo, seppur solo all’interno del matrimonio e quando uno dei due fosse sieropositivo. Il che mi sembrava un buon passo avanti. Seppur piccolo.
Adesso siamo tornati indietro. Non serve proprio.
E l’aids continua a fare strage. Poi parliamo di quant’è sacra la vita di Eulana.
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venerdì 20 marzo 2009 ore 22:07 - Permalink al commento »
La logica dei vostri discorsi non solo farebbe intendere che ci sia un nesso di causalità tra le affermazioni del papa e la diffusione della malattia, ma trascura completamente il fatto che la chiesa si adopera alacremente per l’assistenza umana e spirituale dei malati di Aids. Magari proprio utilizzando quel 20% dell’8 per mille a cui fa riferimento il bene informato Spappolato.
La realtà è che ci sono i missionari e le suore di Madre Teresa ad assistere materialmente e spiritualmente i malati terminali di aids del terzo mondo, non i politici occidentali che si riempiono la bocca con del facile umanitarismo.
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sabato 21 marzo 2009 ore 10:46 - Permalink al commento »
Ma certo che c’è. Non credi che se il papa e la chiesa dicessero apertamente la verità, e cioè che il preservativo riduce le probabilità di contrarre la malattia (e questa è l’unica verità medica, checché ne dica il papa) almeno 1 persona sulle migliaia che si infettano ogni anno, riuscirebbe ad evitare il contagio? Se la risposta è sì, mi dispiace, ma la chiesa si prende la responsabilità che la sua antiscientifica posizione si porta dietro.
Responsabilità che scaricherà facilmente, come ha fatto con le atre. A distanza di secoli, un papa qualunque chiederà scusa, e buonanotte.
Troppo facile ’sta commedia, ogni volta. E’ tempo che la chiesa cominci a prendere decisioni TEMPESTIVE.
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sabato 21 marzo 2009 ore 11:48 - Permalink al commento »
Partiamo dalla verità oggettiva ed incontrovertibile a cui fai riferimento: l’uso del preservativo riduce il rischio di contagio, nessun essere umano sano di mente, compreso Benedetto XVI, oserebbe ed ha osato dire il contrario.
Ma è legittimo ritenere che ci siano altre strade percorribili?
E’ legittimo che un capo spirituale che, in quanto tale, ha cura non solo del corpo ma anche dello spirito, unica entità che sopravvive (per chi ci crede) al nostro corpo, dica che la diffusione incondizionata di preservativi possa avere effetti che finiscono per aumentare i problemi, e che le soluzioni da perseguire hanno a che vedere con un rinnovamento spirituale del sesso?
Prima di diffondere ai propri figli preservativi è necessario compiere un percorso di educazione al sesso, per non ottenere effetti che si ritorcano contro i figli stessi: non si può lasciare che un neonato si alimenti con della pastasciutta e sperare che la somministrazione del digestivo riduca il rischio di indigestione.
Quando gli uomini diventano bestie uno “strumento” può salvare materialmente una vita e continuare a farne morire altri dieci, un educatore può e deve credere con coraggio che esista una strada diversa per farli tornare ad essere uomini.
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sabato 21 marzo 2009 ore 12:39 - Permalink al commento »
Peggio ancora. Andare in Africa e dire che il preservativo non risolve il problema, significa avallare l’unica altra possibile soluzione: la castità. Non ci sono altre soluzioni, con l’aids.
Andare in Africa e dire: se avete l’aids non fate sesso vuol dire non avere la minima cognizione del reale, significa parlare per il gusto di farlo, perché se il preservativo non è la soluzione, l’astinenza – soprattutto in quella parte di mondo – è fuori da ogni possibile praticabilità.
Allora, invece di parlare tanto per, visto che le posizioni della chiesa sulla questione sessuale sono arcinote, bastava fare come ha fatto il suo predecessore, con estremo equilibrio e senza dar adito a fraintendimenti di sorta. Dire semplicemente, cioé, che – fermo restando il valore del sesso all’interno del matrimonio – se uno dei due ha l’aids si può usare il preservativo.
Ma se mi dici che il preservativo non risolve, è come dire che il casco non risolve, tanto se ti schianti a 400 all’ora muori lo stesso. Che sarà anche vero, ci vorrà educazione stradale e qunt’altro… ma nessuno dirà mai una cosa del genere, perché così si avallerebbe la posizione di chi non lo mette.
Allora, per tornare al caso specifico, a mio modesto avviso il papa intanto poteva mantenere la posizione del suo illustre predecessore, poi… se proprio ci teneva, poteva benissimo dire… chi fa sesso e ha l’aids deve usare il preservativo, che però è un accorgimento “tecnico” che non risolve tali questioni spirituali… ecc… ecc…
Questa sarebbe stata una posizione accorta, condivisibille a livello “spirituale”, ma con un occhio attento alla concretezza del reale. Perché non è che aspettando il rinnovamento spirituale possiamo stare a gurdar la gente morire! Nel frattempo lo usiamo il preservativo, no? Solo questo chiedevo! Dire: intanto usatelo, però la “soluzione” finale avverrà solo attraverso un rinnovamento spirituale. Questo avrebbe detto una persona presente al suo tempo.
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sabato 21 marzo 2009 ore 14:10 - Permalink al commento »
Si credo che la tua ultima posizione sia assolutamente condivisibile, ma ciò che mi premeva evitare è la strumentalizzazione che anche il titolo del post lascerebbe intendere: il papa non ha detto che i preservativi non servono, ma che altre strade offrono soluzioni migliori.
Ciò non toglie, come tu affermi, che avrebbe potuto dire che sono tuttavia opportuni in alcune circoscritte situazioni.
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domenica 22 marzo 2009 ore 18:33 - Permalink al commento »
Il titolo del post riporta le parole de papa, non di più.
Poi continuo a pensare che ci voglia un rinnovamento all’interno del mondo cattolico. Non si può continuare a fare il processo ad un rappresententane eletto da pochi cardinali che può parlare e sparlare come e quando vuole. Essere cattolici va al di la del precetto o delle parole di un uomo.
Ma purtrppo la reazione più comune, spesso, è quella di soleluna. La spiritualità è soggettiva e come tale deve ssere rispettata ma non si può pensare di applicarre il sogettivo a tutti. Ognuno faccia quello che sente nei limiti della legge ma nessuno pretenda di limitare la libertà altrui. Il papa purtroppo mira a dettare legge. Le staminali ne sono l’esempio eclatante.
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lunedì 23 marzo 2009 ore 09:07 - Permalink al commento »
Il libero arbitrio è il fondamento della religione cattolica e
non mi pare che l’autore dei dieci comandamenti fosse Ratzinger.. oddio tutto può essè
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lunedì 23 marzo 2009 ore 11:31 - Permalink al commento »
Ma perchè non rispondi al caso staminali? Per me quello è stato il punto di non ritorno e non avevamo ancora questo papa.
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lunedì 23 marzo 2009 ore 11:32 - Permalink al commento »
ma sto post di cosa vuole discutere?
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giovedì 19 marzo 2009 ore 21:23 - Permalink al commento
Sì, ma si mettessero d’accordo, almeno tra papi. Se non ricordo male Giovanni Paolo II era di parere (parzialmente) diverso.
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giovedì 19 marzo 2009 ore 17:35 - Permalink al commento
Credi sia più ragionevole distribuire preservativi ai propri figli o suscitargli “un rinnovo spirituale e umano nella sessualità”?
Si,si chiama educazione sessuale. Che si intenda poi per rinnovo spirituale e umano nella sessualità mi rimane difficile da capire, detta poi da uno che sesso non lo pratica la cagione mi sovviene ancora di meno.
Mi pare che abbia voluto dire che preferisce la seconda ipotesi, e personalmente lo ritengo condivisibile. Infondo esiste una necessità di tutela che non riguarda solo il corpo ma anche lo spirito…
Nessuno ha interrogato il papa, ne interessano le sue opinioni in matierie scientifiche. Si continui ad interessare di teologia,che forse ci fa cmq il suo bel figurino.
Mi sembra una scelta democratica e non credo che la gente firmi sotto ricatto.
Sbagliato. Pochissimi sanno che,in base agli accordi craxiani, una piccola parte di quello che non viene dichiarato ripassa nelle tasche del Vaticano. Ti pare democratico? Con quale diritto si può fare questo? poi sull’otto*mille sappi bene come il Vaticano spendeni suoi soldi:
35% sostentamento dei sacerdoti
20% interventi caritativi in Italia e nel terzo mondo
12% nuova edilizia di culto
8% beni culturali ecclesiastici
16% alle diocesi
10% altre iniziative nazionali
quindi si configura come ingannevole la pubblicità sull’otto*mille che passano alla televisione,ergo una sorta di “ricatto morale”.
ma confondere la solidarietà con il potere non mi sembra la giusta analisi.
questo dovresti dirlo ai vari banca vaticana (quarta banca più potente al mondo),opus dei,comunione e liberazione (reddito medio elevatissimo per me e per MAC),compagnia delle opere (tangenti,turbativa d’asta e corruzione il loro curriculum). C
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venerdì 20 marzo 2009 ore 08:48 - Permalink al commento »
Vabbè che il papa parla “difficile” Spappà, ma la cultura che hai sempre ostentato non dovrebbe renderti così difficile capire il significato di “rinnovo spirituale e umano nella sessualità”.
Dire che “nessuno ha interrogato il papa” equivale a dire che un uomo può esprimere le proprie opinioni solo quando interrogato, ma per fortuna non è così.
Se poi prendi una frase come “confondere la solidarietà con il potere non mi sembra la giusta analisi”, per rigirarla su un argomento che nulla aveva a che vedere con il suo contesto originario, fai solo un simpatico giochetto che torna utile a chi ha voglia di parlarsi addosso.
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venerdì 20 marzo 2009 ore 11:30 - Permalink al commento »
Contenta te di difendere le gerarchie vaticane, non perdo tempo con chi si mette a coprir loro le spalle dalle gelide tempeste della falsificazione noumenica (come vedi faccio lo stesso giochettino di Nazinger, parlare difficile per confondere i neuroni della gente)…………..
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venerdì 20 marzo 2009 ore 11:31 - Permalink al commento »
L’unica cosa che ho da difendere,io, è il mio territorio. Il tempo passato a costruire le osservazioni contro la piattaforme ne sono solo un modesto esempio.
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venerdì 20 marzo 2009 ore 19:04 - Permalink al commento »
Spà aricala però. Fossi fossi poco poco narcisista??
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venerdì 20 marzo 2009 ore 22:05 - Permalink al commento »
Io non ho da difendere nessuna gerarchia che non sia quella delle mie convinzioni, ma per farlo non ho bisogno di elencare i miei meriti
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giovedì 19 marzo 2009 ore 17:03 - Permalink al commento
Non sono affatto d’accordo naturalmente.
I preservativi servono dire ai propri figli di non fare sesso è nascondersi dietro ad un dito. La media del primo rapporto sessuale in italia per le ragazze è di 13 anni. Non si risolvono questi problemi castrandosi e comunque certo è che i preservativi servono, non si può asserire il contario.
Sull’8 per mille credo che tu non sia informata. Non si può obbligare a donare un tot alla chiesa cattolica quando è impossibile donarlo ad altre confessione vedi Islam.
Dare i soldi allo stato inoltre vuol dire riversarli ulteriormente su beni della chiesa in qualità di patrimonio artistico.
Inoltre non si può negare la questione clientelare.
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giovedì 19 marzo 2009 ore 15:56 - Permalink al commento
Credi sia più ragionevole distribuire preservativi ai propri figli o suscitargli “un rinnovo spirituale e umano nella sessualità”? Mi pare che abbia voluto dire che preferisce la seconda ipotesi, e personalmente lo ritengo condivisibile. Infondo esiste una necessità di tutela che non riguarda solo il corpo ma anche lo spirito…
Io ho sempre firmato per l’8 per mille alla chiesa cattolica, liberissimo chiunque di non farlo. Mi sembra una scelta democratica e non credo che la gente firmi sotto ricatto.
Sull’ultima considerazione consentimi di avere fortissime perplessità: chi sente il bisogno di andare in chiesa può non essere motivato dalla speranza di avere un “nuovo posto”, a meno che per “nuovo posto” tu non intenda qualcosa di più trascendentale. Certo ogni regola ha la sua eccezione.. ma confondere la solidarietà con il potere non mi sembra la giusta analisi.
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