Beppe Grillo questa sera ad “Exit” su La7 ore 21:10
Dopo anni di assenza dalle reti generaliste, Beppe Grillo torna in tv. Domani, mercoledì 1 aprile(stasera n.d.r.), sarà ospite d’eccezione di “Exit”, il programma di informazione condotto da Ilaria D’Amico, in onda alle 21.10 su LA7. In collegamento da Bruxelles, Grillo interverrà su un tema che lo vede impegnato in prima persona: la privatizzazione dei servizi pubblici. Al centro della prima parte della puntata, i pro e i contro della gestione privata dei servizi pubblici: dall’acqua potabile, ai trasporti urbani, dai rifiuti, al verde cittadino. Siamo sicuri che gli imprenditori gestiranno meglio delle amministrazioni locali quei servizi che riguardano il quotidiano di ognuno di noi?
Ospiti del talk in studio: Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio; sottosegretario allo Sviluppo economico Adolfo Urso; Bruno Tabacci, deputato Udc; il giornalista del “Corriere della sera” e tra gli autori de “La casta” Sergio Rizzo e Corrado Oddi, membro del Forum italiano dei movimenti per l’acqua.
Nella seconda parte della puntata, un bilancio dell’immigrazione in tempo di crisi e di tagli. Cosa fare con gli immigrati che perdono il lavoro nelle fabbriche o nelle piccole aziende? Ce ne dobbiamo fare carico o se ne devono tornare a casa? Li consideriamo forza lavoro o parte della società multietnica?
Un viaggio-inchiesta di “Exit” dal nord al sud del Paese. Dal Veneto di Gentilini alla Calabria dei Comuni commissariati per infiltrazione mafiosa, per capire quali sono le reali condizioni di lavoro degli immigrati. Ospiti del talk in studio: Piero Marrazzo; Matteo Salvini, deputato della Lega Nord e la senatrice radicale Emma Bonino.
'Beppe Grillo questa sera ad “Exit” su La7 ore 21:10' ha ricevuto 23 commenti:
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lunedì 6 aprile 2009 ore 09:27 - Permalink al commento
Che Grillo è un furbetto lo si sapeva già…Rimane da capire come usa questa sua dote, quanto a fin di bene e quanto no. Certo molto spesso dice cose giustissime, ma non riesco a non storcere il naso dinnanzi a certi suoi atteggiamenti. E’ chiaro che non lo vogliono più di tanto in tv, ma ormai per l’audience certa gente si farebbe tagliare entrambe le mani. Se non va in tv è anche un po’ per scelta. Non può essere altrimenti.
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giovedì 2 aprile 2009 ore 15:41 - Permalink al commento
Bella ciofeca…Il Grillo fa il monologo e va via? Così siamo bravi tutti…
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giovedì 2 aprile 2009 ore 15:49 - Permalink al commento »
tra l’altro considerati gli ospiti in studio, non rischiava granché a discutere due minuti con qualcuno…
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giovedì 2 aprile 2009 ore 15:59 - Permalink al commento »
sarà stato un caso ma a me ieri sera la7 nun se vedeva!!
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giovedì 2 aprile 2009 ore 16:04 - Permalink al commento »
Se è per quello io ho visto la partita, dicevo in base ai nomi che leggevo nell’articolo.
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giovedì 2 aprile 2009 ore 16:51 - Permalink al commento »
Ho visto…. non ha fatto una bella figura peccato perchè aveva una buona possibilità per far valere le su idee
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giovedì 2 aprile 2009 ore 18:59 - Permalink al commento »
Grillo è andato via quando la D’Amico ha cominciato a chiedergli:…..si ma comunque noi siamo andati a votare e abbiamo legittimato queste persone………cosa ne pensa……….
lui gli ha risposto che era fuori. E ha fatto bene. PEchè se questa pseudogiornalista avesse minimamente letto iò blog, si sarebbe resa conto che questo è un parlamento abusivo,antidemocratico e incostituzionale.
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giovedì 2 aprile 2009 ore 19:42 - Permalink al commento »
Visto che il blog non è la costituzione italiana e nessuno è tenuto a studiarselo, lo poteva benissimo spiegare a parole sue.
A questo punto mi chiedo se davvero la tv non vuole Grillo o è Grillo che non si trova tanto nel meccanismo televisivo in cui qualcuno ti può controbbattere “in diretta” e non c’hai gli autori a portata di mouse.
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giovedì 2 aprile 2009 ore 23:06 - Permalink al commento »
A parte il fatto che non capisco che ci azzecchi la costituzione, il problema è appunto il modo di condurre le trasmissioni e i talk-shows italici. Il canovaccio prevede un ipocrita rispetto dei ruoli condito da parole senza senso che non possano ferire nessuno. Per la prima volta in Italia qualcuno in televisione ha detto dele condanne di Ligresti.Colaninno,dei macelli di Troncehtti-Provera, dei danni dell’acqua privatizata. Semmai è il mainstreaming nazionale a fare e dettare poi regole che ingessano le democrazia dell’informato. Chi poi era in difficoltà non era certo Grillo ma Tabacci, che diceva che era lui che venti anni or sono faceva le battaglie del’acqua, quando allora Grillo gli ha detto delle mappe del potere. Oblomov ma che vai scrivendo, è il sistema mediatico che ha la malattia,Grillo ha solamente descritto i sitomi e te vai dicendo che è lui il colpevole della patologia? Lo stesso Grillo ha evidenziato come la D’Amico non potesse fare molto del vero giornalismo per via del suo padrone Telecom.
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giovedì 2 aprile 2009 ore 23:08 - Permalink al commento »
pardon….sempre il tasto ENTER
Non capisco davero il tuo commento. Pensi ceh il sistema di disinformazione italiana ti dia le dritte giuste? Contento tu………
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venerdì 3 aprile 2009 ore 09:35 - Permalink al commento »
C’è un problema di fondo. Non è che uno deve parlare per forza perché ha una “parrocchia” da sostenere. Sta storia mi perseguita dai tempi del liceo: i fascisti mi davano del comunista, i comunisti mi davano del fascista…e non se ne veniva mai fuori. Questo per dire che se dico che Grillo ha sbagliato ad uscirsene come una primadonna stizzita, non significa che credo nella santa informazione italiana. Sono stato sempre molto critico con questa informazione e con questo sistema televisivo; dico solo che se accetti di andare in un talk show, siccome nessuno ti punta la pistola alla testa per farlo, ne accetti le regole. Come chi partecipa al suo blog, deve accettare il fatto che qualcuno posso cancellargli i messaggi. Se vai dalla D’Amico, accetti che la D’Amico parli, e dica pure stupidaggini… non è che ti fai il tuo monologo e te ne vai. Troppo facile. Questo è segno di prepotenza.
Per quanto riguarda quello che ho detto prima, mi riferivo al fatto che tu hai detto “se la D’Amico avesse letto il blog”… e mica è la Bibbia (o la costituzione, come dicevo prima) che uno parte dal presupposto che si dovrebbe leggere. La D’Amico non l’ha letto…’mbé? Peccato mortale fu?
Poi non ho mai detto che Grillo è colpevole della patologia del sistema mediatico italiano. Dico solo che la sua espressione preferita è il monologo. E in altri sistemi non si trova a suo agio.
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venerdì 3 aprile 2009 ore 08:28 - Permalink al commento »
Per non sapere né leggere né scrivere, dico:
1. Quello che scrive Grillo sul suo blog non è oro colato.
2. La storia del Parlamento non l’ho capita. Che piaccia o no, questo Parlamento è legittimo e costituzionale.
3. Se vai in TV, sai quello che ti aspetta: si patta tutto. Se Grillo ha detto: “Faccio un monologo e me ne vado”, perfetto; ma se t’accordi per un dibattito, poi non c’è scusa che tenga…Rimani e giochi.
4. Senza contraddittorio siamo tutti bravi (cfr. Vespa).
5. Se credi in quello che dici, ti fai in quattro per spiegarlo e per difenderlo.
6. Grillo ha sbagliato anche da un punto di vista strategico…
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venerdì 3 aprile 2009 ore 11:35 - Permalink al commento »
Le regole finora imposte nel movimentare i talk-show sono all’insegna del politically correct. Leggasi ipocrisia. Grillo ha solo rotto lo schema delle regole e ha sputtanato mezzo mondo a mo’ di fiume in piena. Ha rotto l’aura di falsità e perbenismo dello studio, l’unico che ha detto chiaro e tondo la verità, che ora voi andate a fare i capziosi rispetto al modo di approcciare del comico è surreale. Se le regole fanno cagare voi le rispettate? Beh,le cose sono due, o potete andarvene dal programma oppure fare conme Grillo che,per inciso, è sato chiamato lui da La7 e sapevano benissimo il suo modo di fare. Non è Grillo che si doveva piegare alle esigenze “di non belligeranza” degli autori ma il contrario. Cercare piegare la gente con la schiena drita è come ,al contrario, cercare di drizzare le banane.Se non l’avete capito ha utilizzato LA7 per cominciare a raggiungre anche chi il suo blog non lo guarda.Meglio un monologo vero che mille dibattiti finti con noiose parole quale quelle di Casini ieri sera a Anno Zero, ammutolito dal precario barese sulle manganellate di Genova 2001. La sagra dell’ovvio, il festival del sentito dire. Nessuno che ci abbia mai spiegato davvero che minchia è accaduto ala PArmalat, se i giornalisti avessero fatto davvero il loro dovere non ci sarebbero stati,probabilmente pensionati suicidi che hanno perso tutto. Ma lo sappiamo il perchè: i grandi gruppi industriali comprano i giornali, come la Fiat che si compro’ anni or sono La Stampa. Ebbene, se la Fiat dovesse andare male,con quali toni ne dovrebbe parlare il suddetto giornale?
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venerdì 3 aprile 2009 ore 11:41 - Permalink al commento »
Se poi volete insistere sul fatto che esistono “le regole del gioco”, beh,allora non avete centrato il focus del problema: è proprio questo modello di regole che fa della televisione italiana la peggiore in Europa, e avallare LA7 criticando l’atteggiamento di Grillo poerchè ne ha rotto le catene di aspettative, significa continuare a sostenere come consumatori, proprio questo tipo di atteggiamento basato sul 2non si puà dire”, “non si parla male di…” ecc,ecc.
Penso di sser stato ben chiaro, su sto argomento non mi iinteressa ritornare su.
Piuttosto la cosa che mi interessa è organizzarmi per la manifestazione contro il petrolio che quasi sicuramnte si farà il 19 maggio.
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venerdì 3 aprile 2009 ore 11:53 - Permalink al commento »
Non ci siamo capiti. Non è che ci sono cose che non si possono dire, ma devi dare la possibilità di replicare, senza delegittimare gli altri e senza uscite da primadonna.
Il problema è che Grillo vuol fare come tutti i politici: dire la sua e chiiuderla lì. In questo senso è assolutamente “contiguo” alla classe politica che tanto disprezza. E ripeto, è una forma di prepotenza intollerabile.
Dopodiché, ripeto, non ci sto al gioco “o con me o contro di me”, quindi rivendico il diritto di avere pareri diversi da chicchessia senza dover essere per forza etichettato come “controparte istituzionale” Se critico Grillo, non avallo la televisione italiana! Se critico Grillo non sto con “la casta”! La dobbiamo smettere di far passare surrettiziamente certi sillogismi! Sennò uno perde pure interesse al dibattito.
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venerdì 3 aprile 2009 ore 12:35 - Permalink al commento »
Ah, Spappola’, sei tu che non hai capito dov’è il problema…Non si tratta di regole, non si tratta di padroni, non si tratta della FIAT o di Casini, né dei giornalisti, né di ipocrisia…
Secondo te LA7 l’ha chiamato per fargli fare un monologo? Si tratta di accettare che ci sia qualcuno che la pensa diversamente da te (“tu”, Grillo; “tu”, Spappolato; e “tu”, generico…) e di avere con questo qualcuno un dibattito. Grillo ha perso un’occasione per arrivare dove non arriva il suo blog, come dici tu…
PS: se non vuoi tornare sull’argomento, non tornarci. Ma non fare uscite da primadonna!
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lunedì 6 aprile 2009 ore 08:07 - Permalink al commento »
Mi intrometto facendo una premessa:
non ho condiviso l’uscita di Grillo dagli studi.
Detto questo però mi sono posto delle domande:
1) E’ possibile che fosse tutto concordato?
Personalmente non credo che Grillo abbia chiesto (ed ottenuto) “carta bianca”…al contrario penso che fossero stati concordati tempi e modi dell’intervento.
2) E’ probabile che fossa tutto registrato?
In questo caso l’uscita di scena è perfettamente giustificata
3) Anche nel caso della diretta è stato un comportamento giusto o no?
Per me nn è stato giusto (e lo dico d grillino…) ma riflettendo ulteriormente son giunto a questa riflessione che vi invito a commentare…
Grillo è e rimane un comico che fa anche satira insieme all’informazione…non vuole (e non deve) essere definito un “politico” ma un comune “cittadino” che informa gli altri cittadini di ciò che ( a suo modo di vedere….ma anche con documenti alla mano) in questo paese va male.
in tal senso il suo operato potrebbe più essere accumunato a quello di un giornalista…..potrebbe….
Ma rimane pur sempre un comico…….e vi pongo ora la seguente domanda:
4) Se fosse stato invitato un altro comico …tipo Benigni….che pur si occupa di “satira politica”….gli avremmo chiesto il contraddittorio?
Io penso che anche a lui avremmo concesso tutto lo spazio che voleva (vedi S. Remo) e nessuno lo avrebbe criticato se fosse andato andato via a metà trasmissione.
Non scordiamolo…..è pur sempre un comico.
Pensate anche a Crozza (a Ballarò) ….non è anche quello un monologo?
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lunedì 6 aprile 2009 ore 08:26 - Permalink al commento »
Sì, ma non si era capito che stava lì a fare un monologo comico. Francamente non ha fatto molto ridere. (Lo dico condividendo gran parte delle sue affermazioni, visto che ho visto uno dei tanti servizi mandati in seguito)
Ha dato fastidio proprio il fatto che non dovendo fare un monologo, ma partecipare a un dibattito, abbia “forzato” la situazione, facendo della trasmissione il suo palchetto privato. In questo senso, a mio avviso, è stata una prepotenza.
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lunedì 6 aprile 2009 ore 08:54 - Permalink al commento »
Fare il comico è un lavoro e niente più…Quando un cittadino fa politica, non è più operaio, comico o professore, ma un ‘politico’, nel senso di una persona che fa politica. A Benigni lo chiamano per fare monologhi, Crozza a Ballaró introduce il dibattito…Grillo ha sfruttato l’invito del programma per fare un monologo politico e andarsene…Ripeto, se lo avesse fatto un altro, adesso Grillo & Co. starebbero a parlare di regime mediatico, di informazione censurata, di dibattito frustrato, etc…
Simpatico o no, giuste o no le sue idee, è stato un autogoal.
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lunedì 6 aprile 2009 ore 14:34 - Permalink al commento »
Oblomov:
non ritengo personalmente che Grillo volesse far ridere…anzi!!forse voleva farci piangere!
Anche io condivido molte delle sue affermazioni…e torno a ripetere che non è detto che La7 non sapesse che doveva fare un monologo…sono convinto che fosse tutto concordato e che non avesse carta bianca….per me è stata scelta, voluta questa “linea”…insomma è stato deciso di dare questo “taglio” giornalistico alla trasmissione…altrimenti si sarebbero levati cori di proteste e prese do posizione e di distanza da parte della direzione di La7.
Spanish:
Chi ben conosce Grillo sa perfettamente la sua contrarietà ad essere definito “poltico”..ed io la condivido…Grillo non è un politico…non è al vertice di nessun partito…non è nelle istitzioni…nè nella maggioranza ne nella opposizione…sarebbe contraddittorio rispetto all’idea di democrazia diretta e partecipata che da sempre sostiene.
E’ un cittadino che fa informazione attraverso la rete….ha “solo” un Blog…e l’unica attività parapoliticache gli si possa ascrivere è quella di aver creato il progetto “liste civiche a cinque stelle”….ma appunto essendo civiche non presuppongono un leader politico .
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lunedì 6 aprile 2009 ore 14:55 - Permalink al commento »
La D’Amico ha detto che è stato “un errore” invitare Grillo…se questo non è lamentarsi, dimmi tu che è.
Poi, “politico” non significa certo “membro di un partito politico” e men che meno “leader di un partito politico”. “Politico” significa appartenente al mondo della politica, che fa politica. In questo senso, Grillo è (un) politico, il Papa anche…tu, quando ci segnali gli articoli di travaglio…Il blog è di Grillo è un blog politico: lí si fa politica, per questo non è “solo” un blog. Grillo ha presentato proposte di legge…questo non è politico?
…e se si fa politica bisogna accettare il confronto, altrimenti stiamo parlando di un idiota che crede di possedere la verità. Grillo ha fatto la figura di quello che dice: “Io so io, e voi non siete un c…” e questo, se davvero vuoi cambiare le cose, non te lo puoi permettere.
PS: Liste civiche parapolitiche: semplicemente una contraddizione…le liste civiche sono politiche come un partito qualsiasi.
Uno dei grandi problemi che abbiamo è proprio questo: criminalizzare la politica. Pensare che tutto ciò che è politico sia marcio e corrotto…invece, no. Se criminalizziamo la politica, sai che succede? La gente onesta, la gente capace, la gente che potrebbe fare qualcosa, resta a casa e si allontana dalla polis…
Già sai come la penso: l’antipolitica non esiste…è semplicemente politica.
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lunedì 6 aprile 2009 ore 15:57 - Permalink al commento »
ok
mi hai convinto.
Tanto per precisare il tuo input:
“Politica
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
« L’uomo è per natura un animale politico »
(Aristotele, Politica)
Secondo un’antica definizione scolastica, la politica è l’Arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca (da polis “πόλις”, città), si applica tanto alla attività di coloro che si trovano a governare (per scelta popolare in democrazia, o per altre ragioni in altri sistemi), quanto al confronto ideale finalizzato all’accesso all’attività di governo o di opposizione.”
In questo senso hai ragione…però sai nell’accezione comune (ed io in quella la intendevo) dire di qlcn che è un “politico” significa identificarlo come individuo appartenente ad una “classe dirigente” della amministrazione statale o cmq membro di un partito.
Ma ci tengo a sottolneare l’aspetto fondamentale della sua battaglia civica…ovvero quello della democrazia diretta e partecipata.
Credo che a questo punto possa essere utile riportare le parole di Grillo stesso in merito a queste nostre (e di tutti!) dissertazioni e polemiche:
“Ilaria D’Amico, Fabio Fazio e Pippo Baudo hanno una caratteristica in comune: la dissociazione. E’ una qualità necessaria per non perdere il posto di lavoro in televisione. Si dissociano ogni volta che i loro ospiti dicono la verità. Ho accettato di intervenire a Exit dalle 21.35 alle 22. E così ho fatto, forse ho sforato anche di qualche minuto. Nessuno mi ha pagato per la mia presenza. Ho chiesto solo di non proporre la pubblicità prima del collegamento. Ma così non è stato. Non ho promesso a nessuno di fermarmi per un contraddittorio. La dissociata D’Amico ha preso la pippite da Baudo che si scusò con Craxi. Ha imitato lo stuoino Fazio che si umiliò in diretta con Schifani dopo l’intervista a Travaglio.
“Sono molto rammaricata e desidero scusarmi con tutti gli spettatori, con La7, con l’Editore Telecom Italia Media, con le tutte persone citate e con gli ospiti in studio”, ha detto.
Spero che questa posizione alla Monica Lewinski consenta alla D’Amico di non essere licenziata. Non me lo perdonerei mai. Ilaria si scusa con tutti e con “le persone citate” che non ha neppure il coraggio di citare. Tutti i media hanno parlato della fuga di Grillo (da chi? Da Tabacci o da Urso, le salme di seconda fila della politica?). Nessuno ha riportato i nomi delle “persone citate”. Gli innominabili. La Repubblica di ieri, in un trafiletto, ha scritto di un violentissimo attacco di Grillo. Senza specificare contro chi, perché, con riferimento a quali fatti. Nel programma ho nominato i campioni dell’economia italiana. I Manager Wanted. Colaninno, Geronzi, Ligresti, Scaroni. Tutta gente con precedenti giudiziari e al vertice del sistema industriale e bancario. Ho nominato il tronchetto dell’infelicità come esempio dello scandalo delle stock option e delle buonuscite date a chi ha distrutto la società. A chi ha contribuito al licenziamento di migliaia di persone. Li avete letti o sentiti i nomi dei Manager Wanted sui giornali e sulle televisioni? Tutti a parlare della fuga di Grillo, della maleducazione di Grillo, della incapacità di Grillo a sostenere un confronto.
Prima di Exit sono stato al Parlamento Europeo a denunciare lo stato della Borsa italiana, le truffe ai danni dei piccoli azionisti, con dati, esempi, nomi e anche cognomi. La sala era piena. Ho risposto a tutte le domande del presenti. Qualcuno dei media nazionali ne ha accennato?
L’Italia è un Paese dissociato dalla verità perché informato da giornalisti dissociati.
Beppe Grillo”
http://www.beppegrillo.it/2009.....l#comments
http://www.youtube.com/watch?v=34AAvsL_bE4
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giovedì 9 aprile 2009 ore 16:11 - Permalink al commento »
ADVOCATUS!!
Confermato da LA7…la puntata con Grillo è stata “oscurata”(?) in Abruzzo!
http://www.primadanoi.it/modul.....oryid=3607
…”ABRUZZO. Beppe Grillo è tornato in tv dopo anni di assenza. Ma l’Abruzzo se l’è perso. «Un guasto», hanno confermato da La7.
«Abbiamo fatto una verifica sulla vostre segnalazioni», ha scritto lo staff del programma sul sito internet, durante la diretta, mentre alcuni spettatori scrivevano che dall’Abruzzo era impossibile vedere il programma.
«In effetti», spiegavano i tecnici, «purtroppo, un guasto tecnico, che ha coinvolto gran parte del territorio dell’Abruzzo, impedisce una corretta visualizzazione in alcune province».
Scorrendo i vari commenti, c’erano segnalazioni da Pescara, L’Aquila, Chieti, Sulmona, Avezzano. Tutti al buio…..”
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