Piano casa e reperimento fondi


Il terremoto in Abruzzo dovrebbe suggerire un po’ di saggezza ai nostri politici.
Il “piano casa” dovrebbe essere animato non dalla deregulation (ce n’è già tanta), ma ispirato a regolarizzare, finalmente, sulla base delle norme antisismiche, le vecchie e nuove costruzioni.
Inoltre, una parte dei costi della ricostruzione potrebbe essere recuperato risparmiando sul prossimo referendum.
Se il governo ha fatto fatica a reperire la cifra insignificante di 30 milioni per i primi interventi perché sprecare 400 milioni per tenere il referendum in giorni diversi dalle votazioni amministrative?
Ma non illudiamoci, continueranno come se nulla fosse successo. Non sono, infatti, al servizio della nazione, ma degli interessi di partito.

Ezio Pelino

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