- .: Opinione
Il “Papi” e la radice oscura del potere
La storia di un presidente del consiglio che fa la sorpresa ad una diciottenne, finora del tutto sconosciuta, che lo chiama “papi”, presentandosi in discoteca il giorno del suo compleanno, è qualcosa di inaudito. Il racconto dei giornali occulta, più che chiarire. Gli interrogativi sono molti e inquietanti. Chi è questa gentile signorina da avere con l’uomo più potente del Paese un rapporto così confidenziale da far venire in mente, per età, differenza sociale, intimità, ingenuità pruriginosa da lolita, un’altra antica storia, quella della Petacci? Chi è il padre, indagato per compravendite di licenze annonarie e poi assolto, impiegato comunale, presunto autista di Craxi, segretario di un assessore, quindi amico inseparabile dell’allora direttore generale dell’amministrazione municipale? Da umile commesso a titolare di esercizi commerciali a Secondigliano, terra dei clan camorristi. E il nostro presidente, con il suo ingombrante ospite Mangano, come e quando incrocia questa famiglia? Non si dica che questo è gossip. Questa è la radice oscura del potere. Ci aspettiamo che il giornalismo di inchiesta, se ancora esiste, illumini tutte le zone d’ombra di questa incredibile vicenda. E’ diritto dei cittadini di una democrazia sapere chi li governa.
Ezio Pelino
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sabato 2 maggio 2009 ore 15:40 - Permalink al commento
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