- .: Opinione
Libito fe’ licito in sua legge
Il ritornello di Berlusconi è, da anni, sempre lo stesso: è vittima di una giustizia ad orologeria. È agghiacciante che milioni di persone continuino a credergli.
Nella pragmatica America si usa giudicare una persona domandandosi se si acquisterebbe da lui un’auto usata. Poniamoci un interrogativo del genere nei confronti del nostro Presidente del Consiglio. Le origini del suo impero economico e mediatico sono oscure. Ha corrotto per ottenere l’autorizzazione e l’espansione delle sue televisioni. Chi non ricorda Craxi che dall’estero corse in Italia per salvare con un decreto ad personam le sue reti abusive oscurate da un pretore? Era iscritto alla P2, centro di poteri occulti, di intrecci affaristici fra politici, imprenditoria e massoneria deviata. Ospitò addirittura in casa, per oltre due anni, un mafioso, Vittorio Mangano, morto in galera. Per Borsellino: “uno di quei personaggi che erano le teste di ponte dell’organizzazione nel nord Italia”. Si è mai visto, nella storia del nostro Paese, un Presidente del Consiglio, il peggiore di tutti, che ha diviso il pane con un criminale?
Basta e avanza questo per non fidarsi di lui e della sua auto usata. Gli storici parleranno della nostra epoca come di un oscuro inspiegabile periodo, in cui un Sardanapalo si impadronì delle coscienze, tanto che “libito fe’ licito in sua legge”.
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