“E se questa è la cultura…”


Le buone intenzioni e i servizi televisivi che cantano odi all’accoglienza e all’ospitalità vastese dovrebbero essere sempre seguite da conferme concrete. Non basta sciacquarsi la bocca con parole tipo “tradizioni”, “cultura”, “turismo” condite qua e là da interviste organizzate con domande e risposte già assegnate. 

Sabato, 13 giugno 2009, Palazzo D’Avalos ore 21 – Rassegna Folkloristica.

Il programma del famoso e tanto pubblicizzato “Mese del Brodetto” prevede una Rassegna folkloristica. Bene. Ottimo direi. 

Entri a Palazzo per l’ora prevista ma… Non ci sono le sedie, sono ancora tutte belle e impilate vicino al muro. Strano, dovrebbero gia essere tutte disposte. Comunque le persone che arrivano se le prendono di buon grado e se le dispongono secondo il loro gusto e piacere. Non mi sembra una situazione di normalità però. Arrivano i cori, Gruppo Folkloristico “Aniello Polsi”, il Coro delle Nonne e i Cantori del Golfo. Anche le anziane nonnine del Coro delle nonne, essendo le seconde a cantare seguono l’esempio degli altri, ognuna si prende la sua bella sedia dalla pila e se la sistema.Ad un certo punto una vocina conosciutissima di un personaggio altrettanto conosciuto prende la parola al microfono:

«Chiedo scusa… le persone che stanno prendendo le sedie sono pregate a fine spettacolo di rimetterle a posto perchè non abbiamo personale.»

Seguono commenti di dissenso, anche a voce alta di fronte a cotanta organizzazione. Ma come? Già il fatto di dover prendersi la sedia e sistemarsela è di per sè una schifezza, me la devo pure rimettere a posto? Non esiste, non esiste per niente! C’è voluto l’intervento del presidente del Gruppo Polsi a trattenere qualcuno che già stava per andarsene. Riferisce di una coppia di turisti che dice “siamo venuti a Vasto per fare le ferie e dobbiamo rimettere pure a posto le sedie?”.

A Palazzo, non si vedeva l’ombra di un amministratore, di un dirigente, di un usciere che stesse lì a vedere quello che era successo.

Il Gruppo Folkloristico Polsi, il primo ad esibirsi, inizia il check sound, la sistemazione dei microfoni e delle spie, in attesa che qualcuno desse il Via alla rassegna. Il check sound termina e non c’è ancora nessuno che dicesse “uè animali, potete cominciare”. Verso le 21.30 il Gruppo inizia l’esibizione di sua iniziativa, anche perchè il pubblico iniziava a dare segni di spazientimento. Alle ore 22, a conclusione della prima esibizione, arriva bel bello il Sindaco.

Questo è quello che è successo e che posso raccontare poiché ero presente.

  • Signori amministratori, è questo il segnale che volete dare per il turismo e la cultura a Vasto?
  • Era questa l’organizzazione della Rassegna? Chissà come sarà l’organizzazione del resto…
  • Una Rassegna autogestita da pubblico e Cori, in cui un custode si permette anche di pensare di poter disporre del pubblico per rimettere a posto le sedie? Indice che ormai ognuno si sente autorizzato  a fare quello che gli pare.
  • Una Rassegna i cui scopi sono la pubblicità per Vasto (quindi Turismo) e l’espressione della nostra cultura (quindi Cultura)  in cui manca una presenza istituzionale di entrambe queste funzioni, che impressione vi darebbe, come semplici cittadini?

Che brutta figura…

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