Il mare a Punta Aderci


Copio e incollo da Notes from Abruzzo, sperando di fare cosa gradita.

Il mare a Punta Aderci

C’è un tratto di litorale lungo la riviera abruzzese dove la costa non e’ liscia e uniforme ma diventa selvaggia ed e’ sferzata dai venti come nel mar tirreno o in Sardegna. Questo luogo e’ punta Aderci, una riserva naturale che dal 1998 protegge uno dei posti più’ belli del mare abruzzese. Si trova a Vasto (CH) ed e’ facilmente raggiungibile dalla strada statale 16 Adriatica. E’ una piacevole sorpresa vedere alte scogliere sul mare e spiaggie selvagge con ampie zone dunali. Dall’alto il colore del mare ci mostra le sue varianti; scogli affioranti sono posatoi per cormorani e gabbiani reali, mentre le piante dunali diventano valido rifugio per uccelli di riva quali il fratino, simbolo di questa riserva.

Per arrivare a Punta Aderci si lascia la nazionale adriatica all’altezza di Vasto e si attraversa una zona industriale, serie di capannoni ormai sempre più’ comuni quale deprimente paesaggio di questi ultimi decenni. Ma la costanza di trovare il bello ha il suo sfogo arrivando sul mare, dall’alto. Il vento e i gabbiani ci danno il benvenuto, l’odore della macchia mediterranea e’ forte e pungente.

Nei pressi di un punto di accoglienza turistica, una dolce discesa fra i cespugli di ginestre ci invita a immergerci tra le dune. Un piccolo golfo delimita la spiaggia, a nord punta d’Erce (Aderci), avamposto sul mare, strategico e storico punto di osservazione, a sud il porto di Vasto delimitato da alcuni trabocchi. Più’ oltre, l’altro baluardo roccioso di punta Penna. In questo tratto non ci sono stabilimenti balneari, la macchina va lasciata lontano ed e’ l’occasione per godere del mare senza mediazioni.

Per gli appassionati questo e’ un buon luogo per il windsurf o per far volare un aquilone. Quando la stagione lo consente con maschera e boccaglio si può’ fare snorkeling nei fondali della riserva. Pesci quali occhiate e salpe, celenterati come i pomodori di mare, sono spesso la colorata compagnia nelle immersioni. Poi distesi sulla sabbia ricca di tracce marine, tra conchiglie, granchi e bianchi tronchi portati dal mare, vedremo magari volare freneticamente un limicolo tra la battigia: e’ il fratino, che tra le piante pioniere della duna adriatica, depone le sue uova. Siamo a casa sua, ed e’ una bella casa.

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