Non c’è futuro

Non c’è futuro

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Ho appena letto due notizie sulla nostra regione…questa del corriere.it e questa di piazzarossetti.it. Riassumendo: è probabile che non avremo acqua per tutti e i nostri amministratori si sono andati a fare una vacanza pagata da noi negli States. Perfetto.

Continuo la mia personale rassegna stampa sulla mia amata terra. Sabato ci sarà una manifestazione a Roma: i nostri compaesani colpiti dal terremoto torneranno nella capitale per dire che il Decreto AntiAbruzzo è uno schifo. Però possono solo farlo lì…a casa loro, perdón, nella loro tendopoli, non si può protestare, non si può manifestare. A Roma, tanto nessuno ne parlerà. “Mandati da sindaci di sinistra”, diranno.

Poi mi ricordo che il G8 (la peggiore beffa dei ‘potenti’ della terra a noi umili cittadini) si farà a L’Aquila. Il Trattato di Schengen sarà sospeso: “Rischio Black bloc tra volontari”, ci dicono. Black bloc tra i volontari. Black bloc…sappiamo chi sono: danni, aggressioni e violenze…Black bloc, negativo. Volontari…pure sappiamo chi sono: sudore e fatica, sostituendo le istituzioni. Volontari, positivo. Che bisogno c’è di fare questo accostamento? Perché mischiare il buono e il cattivo? Non sono solo parole…

Leggo più avanti che Guido ‘Superman’ Bertolaso dice: “Saranno due giorni sicuramente complicati a causa della presenza di trenta leader mondiali. New York, quando c’é l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è completamente paralizzata per settimane se qui all’Aquila vi sarà qualche limitazione per 48 ore mi auguro che nessuno voglia fare polemiche o critiche”.

Bertolaso sa o non sa che le limitazioni a L’Aquila già ci sono e che non finiranno con il G8? Se i due giorni “saranno complicati”, non era meglio non organizzare la festa privata dei ‘potenti’ da un’altra parte? Direi Villa Certosa, ma capisco che la Merkel non è la D’Addario e Sarkozy non è Topolanek. Inoltre, vuole farci credere il signor Bertolaso che New York si “paralizza” quando c’è un’Assemblea Generale delle Nazioni Unite? Quasi otto milioni e mezzo di persone non escono di casa per settimane? L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la riunione dei rappresentanti di tutti i Paesi membri dell’ONU. Tutti i Paesi, non otto Paesi…192, non 8, signor Bertolaso.

Tutto questo, il Decreto AntiAbruzzo, il G8, le limitazioni, la mancanza d’acqua, i viaggi, le parole offensive dell’intelligenza degli abruzzesi, le tende, le macerie…tutto ciò che si può dire oggi sull’Abruzzo, tutto ciò che oggi riguarda la mia gente, tutto ciò che oggi è (dovrebbe essere) notizia in Italia, non sarebbe niente se sapessi che qualcuno sta lavorando per noi, per gli abruzzesi. Se sapessi che qualcuno a cui io ho dato mandato siede in quei tavoli dove si prendono le decisioni e che difenderà fino all’ultimo gli interessi degli abruzzesi, sarei più tranquillo, mi rilasserei pensando che sono in buone mani. Invece no.

Quelle persone che decidono il futuro della mia regione, il futuro della mia gente, il mio futuro, ai nostri interessi non guarda. Uno, troppo occupato a fare bella figura con il capo; un altro, occupato a farsi la foto, pensando in un futuro a Roma; l’altro, il capo, pensando a come uscire dai suoi problemi… suoi, non miei, non degli abruzzesi, ma SUOI.

Allora tiro le somme e penso che tutta la merda che è caduta sulla mia regione non è niente. Il problema è che oggi l’Abruzzo non ha futuro. Nessun futuro. L’unica possibilità che abbiamo è che la povera gente, la gente comune, l’uomo della strada…quelle persone che si fanno il mazzo per arrivare a fine mese, gli abruzzesi che da anni vedono come gli amministratori locali fanno i loro comodi, chini verso Roma, verso i poteri forti, inizino a organizzarsi, a manifestare, a disobbedire e a gridare.

Parliamo seriamente: o loro o l’Abruzzo.


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