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Il 9 luglio avvio megaprocesso Bussi e acqua inquinata Val Pescara
Copio dalla lista di distribuzione Emergenza Ambiente Abruzzo il seguente comunicato inserito da Augusto De Sanctis:
Risultati delle analisi sulle acque di falda a Bussi su alcuni degli inquinanti cancerogeni e/o tossici trovati, così come riportato nella richiesta di rinvio a giudizio:
Cloroformio: fino a 3.220.000 volte i limiti di legge
Tetracloroetano: fino a 420.000 volte i limiti di legge
Clorometano: fino a 11.067 volte i limiti di legge
1,1 Dicloroetilene: fino a 24.000 volte i limiti di legge
1,1,2 tricloroetano: fino a 24.500 volte i limiti di legge
Cloruro di Vinile: fino a 1.960 volte i limiti di legge
Mercurio: fino a 1.240 volte i limiti di legge
Tricloroetilene: fino a 7.867 volte i limiti di legge
Il 9 Luglio a Pescara la più grande discarica abusiva europea di composti tossici e cancerogeni a processo.
Reati gravissimi come l’avvelenamento di acqua destinata al consumo umano contestati a decine di persone.
WWF e Abruzzo Social Forum chiedono giustizia e chiarezza sugli effetti sulla popolazione.
In contemporanea con il G8 la più grande discarica abusiva europea sotto accusa, in uno dei maggiori procedimenti in campo ambientale in Europa.
Giovedì 9 alle ore 9:30 sit-in presso il Palazzo di Giustizia.

Il prossimo 9 luglio si apre presso il Tribunale di Pescara il processo per uno dei più grandi scandali ambientali europei degli ultimi anni, quello del sito chimico di Bussi con le sue megadiscariche abusive, scoperto dal Corpo Forestale di Pescara guidato da Guido Conti e dalla Procura di Pescara nel 2007.
Con l’udienza preliminare si avvia il percorso per fare luce sulle responsabilità penali per un disastro ambientale senza pari nel continente, per discariche industriali abusive di 500.000 tonnellate, per l’inquinamento della falda acquifera più importante dell’Appennino e per la contaminazione con solventi dei pozzi S. Angelo destinati all’acqua potabile. Questi ultimi hanno dato acqua a tutta la Val Pescara con 500000 persone che, ignari fino all’ultimo, hanno bevuto acqua proveniente da pozzi inquinati da tetracloruro di carbonio, tetracloroetilene e tricloroetilene.
Con la prima udienza i giudici dovranno valutare se e per quali reati rinviare a giudizio alcune decine di persone coinvolte, secondo la Procura, in un vero e proprio disastro ambientale con costi di centinaia di milioni di euro per la bonifica a cui ora deve far fronte il Commissario Straordinario nominato dal Governo per il disinquinamento di quello che è diventato subito uni dei Siti di Bonifica Nazionali, al pari di Marghera e Priolo.
Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF, dichiara:
“Il WWF è parte lesa nel processo perchè è proprio grazie all’azione dell’associazione che due anni fa è emerso l’aspetto forse più inquietante della vicenda, quello della contaminazione dei pozzi S. Angelo, posti a valle del sito chimico di Bussi e che oggi sono chiusi definitivamente. Lo stesso Istituto Superiore di Sanità ha accolto in pieno le nostre argomentazioni dichiarando quell’acqua “non idonea al consumo umano”. L’associazione ha fatto scoprire un altro aspetto gravissimo, che va al di là dei rilievi penali: gli enti pubblici erano a conoscenza della gravissima situazione di inquinamento di Bussi e della stessa contaminazione dei pozzi fin dal 2004 e non hanno avvisato la popolazione né risolto il problema. Da questa storia, purtroppo, non è scaturita alcuna riforma della pubblica amministrazione abruzzese. Gli organi preposti alla sorveglianza e al controllo sembrano spesso inermi nell’affrontare i casi di inquinamento dell’acqua, dell’aria e del suolo; il coinvolgimento dei cittadini nella gestione di un Bene Comune come l’acqua è praticamente nullo così come il livello di trasparenza è rimasto quello di prima. Noi che abbiamo sollevato la questione dell’impatto di questo disastro sulla popolazione non sappiamo che fine abbia fatto l’analisi epidemiologica che abbiamo chiesto insieme con lo stesso consiglio regionale e diversi comuni. Avevamo chiesto un coinvolgimento e finora abbiamo partecipato ad una sola riunione dove, invece dei dati utili a capire, è emersa tutta la fragilità del sistema di sorveglianza sanitaria. Il processo deve dare giustizia per quanto è già accaduto; noi speriamo che serva anche per evitare il ripetersi di episodi del genere”.
Renato Di Nicola, dell’Abruzzo Social Forum:
“Nello stesso giorno dell’inizio del processo, a L’Aquila, il G8 discuterà del futuro dell’ambiente e questa vicenda, che coinvolge quella che era una delle più grandi multinazionali della chimica, dimostra come finora la ricerca del profitto a tutti i costi sia stata garantita dagli stati più dei diritti delle persone a vivere in ambiente sicuro e salubre e ad avere accesso ad un’acqua non inquinata. Tanti cittadini in questi anni si sono schierati con noi per difendere questo Bene Comune e hanno chiesto di potersi costituire anche individualmente nel processo. Questo è un bel segnale di partecipazione concreta, una risposta ai troppi politici che si lamentano per la scarsa partecipazione e che non fanno nulla per promuoverla. Il 9 mattina a Pescara con inizio alle ore 9:30 davanti al Tribunale allestiremo un sit-in simbolico per ricordare ai cosiddetti grandi che la Terra è malata di inquinamento e che le scelte di poche grandi corporazioni determinano condizioni di vita inaccettabili per la popolazione e per tutti gli esseri viventi del pianeta. Le megadiscariche di Bussi sono il simbolo di un sistema produttivo che ha fallito come e peggio del sistema finanziario, perchè lascia delle scorie che rimarranno per centinaia di anni”.
Disponibili per la stampa un dossier completo e immagini.
INFO: 3683188739, 3358155085, 3381195358
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giovedì 9 luglio 2009 ore 13:28 - Permalink al commento
Udienza rinviata…
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