Il leader della stampa
Non so se avete avuto modo di leggere o sentire la notizia del giorno…Anzi, so che avete avuto modo perché quasi tutti i nostri bravi, belli e chini giornalisti riportano la notizia. La notizia è che B. è contento degli elogi alla leadership italiana fatti dal presidente degli Stati Uniti d’America, Barak Obama. Si sente “ripagato delle amarezze”.
Bravi…bravissimi…peccato che la notizia è un’altra. La notizia è che B. ha usurpato le lodi al presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano. Obama parlava di lui quando diceva: “Voglio confermare che ogni cosa che ho sentito su di lui è vera: è uno straordinario gentleman e un grande leader di questo paese”, come pure riporta il corriere.it.
Il presidente è il garante della Costituzione della Repubblica e il volto del nostro Paese. Elogiarlo significa riconoscere che sta facendo un buon lavoro…un buon lavoro, perché? Questo avrebbero dovuto chiedersi i giornalisti. Napolitano ci sta salvando da qualcosa e da qualcuno? Perché Obama parla di leadership forte? perché usa le parole “leader di questo Paese”? Stiamo parlando del Presidente degli Stati Uniti, una persona che non fa niente per caso, che non improvvisa…
Tutta la stampa estera (giornali di destra inclusi) critica l’organizzazione italiana e si (ci) chiede come mai B. è ancora il presidente del Governo. Cioè, critica il Governo italiano, non l’Italia. Attenzione. Però a B. basta dire una frase, palesemente falsa, per uscire arioso e vittorioso dal fallimento del G8.
Mi chiedo, signori giornalisti, quando inizierete a guadagnarvi davvero il pane? Quando alzerete la schiena?
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