Storiella stupidella
di Don Cesare
Cari amici è tarda notte, non riesco a dormire e mi girano in testa strani pensieri. Da qualche minuto mi viene in mente una “metafora” e invecedi sprecarla, penso sia simpatico proporla a voi, sotto forma di storiella, per conoscere un vostro pensiero in merito.
Ad un cocchiere viene affidata una carrozza. Questa non cammina o procede con grande difficoltà. I passeggeri protestano, il cocchiere frusta i cavalli, ma la carrozza non si muove come dovrebbe. Il cocchiere inverte l’ordine dei cavalli, niente da fare anzi, questi si azzuffano tra loro. Allora superata da poco la metà del viaggio, si decide di fermare la carrozza per controlli, nel frattempo i cavalli sono liberati dalle briglie e sistemati nelle scuderie. I passeggeri protestano, i passanti osservano e ridono. Un vecchietto si avvicina alla carrozza e si accorge che il freno è completamente tirato. Tutto il viaggio condotto in quella maniera aveva anche danneggiato le parti meccaniche e queste andavano riparate o addirittura sostituite.
Tuttavia il viaggio doveva riprendere e non c’era tanto tempo per provvedere alle riparazioni necessarie. Intanto i proprietari della carrozza, continuavano a pretendere dal cocchiere di cambiare i cavalli e di frustarli a dovere. Forse il cocchiere non era tanto convinto di questa operazione, meditava addirittura di lasciare l’incarico, ma chiese comunque a questi proprietari di scegliere tra i cavalli a disposizione quelli da riutilizzare e quelli da sostituire. Il vecchietto pensava e il freno! Avrà pensato al freno?…
Scusate ma finalmente mi è venuto sonno. Se vi fa piacere, mi piacerebbe una vostra riflessione su questa storiella “stupidella”. Soprattutto su cosa rappresentano: la carrozza, il freno e gli ingranaggi.
Buona notte
'Storiella stupidella' ha ricevuto 18 commenti:
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lunedì 27 luglio 2009 ore 16:53 - Permalink al commento
Forse il freno è il voltagabbana?Pluripremiato con l’ennesima promozione.Perchè l’hanno premiato perchè è voltagabbana o perchè alle ultime consultazioni ci ha messo la faccia anche se era una sconfitta annunciata??
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domenica 26 luglio 2009 ore 09:43 - Permalink al commento
caro robdel79, pensa a cosa succede a vasto in questi giorni. ciao
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lunedì 27 luglio 2009 ore 12:30 - Permalink al commento »
Si ma la politica è fatta dalle persone, quindi ’sto freno deve avere un nome e cognome credo… no?
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martedì 21 luglio 2009 ore 09:52 - Permalink al commento
va bene ! vi siete arresi: una storiella meno stupidella: eletto un Sindaco (cocchiere) forma una giunta (cavalli da tiro) per amministrare la Città (carrozza) ma qualcuno (passeggeri) fa notare che le cose non vanno. Il sindaco allora, prima aggiunge assessori (cavalli), poi li cambia di posto ma le cose continano a non andare. Il sindaco azzera la Giunta, la gente (il vecchio) però si accorge che è la politica (il freno) il problema, non “solo” le persone, ed a causa di questa politica i dirigenti, i funzionari, il personale della macchina comunale (gli ingranaggi) non riescono ad operare, o non vogliono. L’Amministrazione è bloccata la Città è in subbuglio. Bisogna ripartire. Come ? A voi le soluzioni.
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martedì 21 luglio 2009 ore 20:50 - Permalink al commento »
quindi il freno sarebbe la politica in generale e non l’incapacità di taluno?
Mha! ..a me questa storiella sembra più stupidella di quello che mi era sembrata la sua metafora
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martedì 21 luglio 2009 ore 23:28 - Permalink al commento »
Io invece non ho capito perche il freno è la politica
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domenica 19 luglio 2009 ore 09:58 - Permalink al commento
vedo che questo notte siete andati a divertirvi, molto bene! vi chiedo però ancora qualche commento sulla storiella STUPIDELLA. Ciao
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sabato 18 luglio 2009 ore 14:08 - Permalink al commento
certo la poltrona ! quale quella del cocchiere (predellino) o dei passeggeri, oppure quella che spetterebbe al vecchietto. Forse quella dei padroni dei cavalli ? vedremo ! Certo il freno è qualcosa di più.
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sabato 18 luglio 2009 ore 13:39 - Permalink al commento
Eh caro don Cesare, saranno gli effetti della politica vastese e del modo sciocco con cui la storiella la raffigura. Forse il freno, in certi frangenti, si puo’ intendere come l’eccessivo attaccamento alla poltrona di taluni o anche la convinzione (errata) degli stessi di aver fatto il massimo che si poteva fare.
Purtroppo è l’argomento che si presta a risposte un po’ ruvide, se vuoi leggerezza forse conviene giocare con qualcos’altro, la situazione mi pare drammatica.
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sabato 18 luglio 2009 ore 01:35 - Permalink al commento
caro Luca non essere così brutale, è una storiella stupidella. non è così profonda come la tua che, colta dalla saggezza popolare vuole dare insegnamenti. E’ un giochino. Ritenta
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venerdì 17 luglio 2009 ore 11:57 - Permalink al commento
Secondo me il freno tirato è un’idea un po’ strampalata per imputare un dramma politico a un particolare che evidentemente è troppo banale.
Un mondo di idioti (cocchiere, passeggeri e anche i cavalli che nella trasposizione reale sono piu’ che dotati di intelletto e parola, quindi dubito si facciano frustare) con un solo uomo di comprendonio, il vecchio, forse venuto da un altro pianeta, avra’ sempre problemi, anche se qualcuno gli sblocca il freno. Se la metafora si compie, vedremo cosa cambia.
Nel frattempo vi propongo quest’altra storiella che ho trovato in giro.
“Un ragazzo passeggiava con il nonno lungo il ciglio di un viottolo, in aperta campagna. Osservando un campo di spighe biondeggianti, incantato da quel mare d’oro, si stupì nel vedere che alcune spighe piegavano in giù il loro stelo, toccando quasi terra, mentre altre se ne stavano ben dritte e slanciate verso il cielo. Chiese al nonno la spiegazione di quello strano mistero. Il nonno colse due spighe: una ripiegata, l’altra diritta. Stritolò la prima e disse: “Vedi, questa è ripiegata perché è carica di frutti”. Poi tentò di sgranare l’altra e disse: “Vedi, questa è vuota, per questo sta ben diritta…. Accade spesso così anche fra gli uomini ragazzo mio: le teste piu’ leggere appaiono sempre al di sopra delle altre…”
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giovedì 16 luglio 2009 ore 23:44 - Permalink al commento
ragazzi sono reduce da una entusiasmante partita di calcio. Penso che questa notte dormirò. Il freno certo il freno. piano piano la metafora si trasformerà in storia dal senso compiuto. Andiamo avanti non molliamo.
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giovedì 16 luglio 2009 ore 20:45 - Permalink al commento
Io dico che se uno non ha la stoffa non ha la grinta, non ha l’ingegno, non ha l’intelletto , se non sa farsi stimare, se non mantiene la parola data o perlomeno cerca di farlo ,se non ha il fiuto e soprattutto il coraggio…be e’ meglio che vada a casa e cerchi di fare spazio a chi ha la determinazione e le capacita’ di creare una squadra che riesca a portare Vasto fuori dallo stallo in cui e’ pionbata da una settimana. Io dico che oggi chi potrebbe rappresentare questa figura …non sia facile,ma come adesso non si puo’ andare avanti.Vasto e’ ai margini della Politica che conta…anzi conta come il due di coppe…Raga’ la politica e’ passione,ragionamento,e’ dare l’anima,duro lavoro per trovare qualche legge e creare nuove opportunita’ per i giovani…purtroppo anche cio’ non e’ nei programmi e nelle capacita’ degli attuali amministratori.Non e’ nel loro D.N.A. Certo non e’ facile…ma neanche si puo’ negare che attualmente non si va da nessuna parte cosi’ come siamo combinati.Fatevi servire…arriverema tra due anni che il centro-destra vince con il 65%…ammenoche’….
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giovedì 16 luglio 2009 ore 15:35 - Permalink al commento
Un’idea del tutto me la sarei anche fatta ma non riesco a capire il freno…
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giovedì 16 luglio 2009 ore 14:07 - Permalink al commento
Su, su! ragazzi rispondete. Molto poetico MAC, più vicino Spanish. Ma il freno, cos’è il freno?
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giovedì 16 luglio 2009 ore 15:34 - Permalink al commento »
Cos’è o chi è? Io dico che è una persona…tal NDP?
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giovedì 16 luglio 2009 ore 09:46 - Permalink al commento
Bah, sarà per ‘deviazione professionale’, ma a me sembra una metafora politica…
Provo a indovinare, don Cesare…le iniziale del cocchiere sono L.L.?!
Saludos!
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giovedì 16 luglio 2009 ore 09:34 - Permalink al commento
A me piace interpretarla in questo modo…
I cavalli rappresentano la nostra volontà, le nostre passioni.
Sono loro che ci aiutano a vivere decentemente, loro che spingono le nostre ambizione, loro che trainano e lavorano per i nostri desideri (la carrozza). Troppe volte però pretendiamo troppo e non ci accontentiamo (i proprietari). Per raggiungere un benessere fittizio ci dimentichiamo dei nostri “cavalli” li trascuriamo, li frustiamo e addirittura li abbandoniamo. Basterebbe, invece, solo vivere con un pò più di spensieratezza. Basterebbe mollare il freno: il proprio egoismo, la fretta….. Basterebbe guardarsi attorno per capire che appassionarsi e desiderare contempla necessariamnete il confronto con gli altri ( il vecchietto). Solo il confronto può aiutarci a trovare nuove soluzioni e a non snaturare i nostri desideri e le nostre passioni, e a tutto ciò che sottende al nostro essere uomini (ingranaggi).
Beh!!! Non credo di averci preso ma questa è una possibile lettura. Son curioso, però, di saperne di più.
Ciao!!!! Adesso vado a dormire anche io
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