Piano casa devastante per l’Abruzzo

Piano casa devastante per l’Abruzzo

Luca

Comunicato stampa WWF, Italia Nostra, FAI e Legambiente:

Appello al Consiglio Regionale per bloccare un Piano-Casa devastante per l’Abruzzo

Provvedimento che indigna chi ama i borghi, i parchi e il paesaggio abruzzese.
Altro che qualità per il turismo, qui sarà un florilegio di brutture e cemento dappertutto.
Diverse le norme incostituzionali secondo le associazioni.

Lunedì conferenza stampa delle associazioni a Pescara

Le associazioni ambientaliste hanno finalmente potuto esaminare la proposta di legge n.52/09 denominata Piano Casa approvata dalla Giunta Regionale Abruzzo e in questi giorni approdata al consiglio regionale abruzzese. Il complesso provvedimento è stato trasmesso alle associazioni soltanto ieri dal Consiglio Regionale dopo la richiesta di audizione, fissata per lunedì, in una corsa insensata all’approvazione di una legge che dovrebbe vedere la partecipazione di tutta la società abruzzese viste le pesantissime conseguenze che avrà sul patrimonio collettivo costituito dai centri storici, dal paesaggio agrario millenario, dallo scenario magnifico delle nostre montagne. Già di per sé questa procedura dimostra la totale volontà di non far conoscere agli abruzzesi cosa sarà del loro territorio.

Il giudizio sintetico delle associazioni sul testo licenziato dalla Giunta è molto semplice: devastante.

Il provvedimento contiene norme di deroga a tutta la pianificazione annullando nei fatti i Piani regolatori comunali e ogni altro strumento di regolazione dell’edilizia e del governo del territorio. Pone a rischio tutti i parchi e le riserve abruzzesi, dove si potrà costruire ex novo praticamente dappertutto per milioni di metri cubi.

La legge prevede la possibilità di allargare del 20% gli edifici, senza distinzioni tra quelli residenziali e quelli industriali, senza limiti di cubatura. Quindi, se un costruttore ha un palazzo di 10 piani potrà costruirne altri due. Il provvedimento, a differenza delle leggi approvate dalla altre regioni, dalla Lombardia alla Toscana, non pone quindi vincoli e non restringe alle sole villette mono e bifamiliari questa possibilità di ampliamento, premiando i grandi costruttori. Addirittura, in alcuni casi, il diritto a realizzare queste cubature può essere trasferito su altri siti diversi dall’edificio di partenza, permettendo di cementificare nuovo suolo.

Ai Comuni viene addirittura concessa la possibilità di restringere i perimetri dei centri storici permettendo l’allagamento del 20% degli edifici anche nei borghi di rilevante interesse storico e architettonico, superando così tutta la pianificazione preesistente come i piani di recupero dei centri storici. Il tutto con una semplice delibera di consiglio comunale, derogando a tutte le procedure di garanzia e partecipazione previste dalla normale pianificazione.

Ma non basta: si potrà costruire direttamente sugli edifici storici! In questo caso la Sovrintendenza potrebbe opporsi ma è lecito chiedersi come faranno gli uffici regionali e locali ad istruire tutte le migliaia di pratiche che potrebbero arrivare, visto che dopo 60 giorni scatta il silenzio/assenso. Il tutto in un momento come quello post-terremoto dove le sovrintendenze hanno altro a cui pensare.

Chi demolisce e ricostruisce potrà farlo in alcuni casi con premi di cubatura pari al +65% dell’edificio originario, potendo spostare le cubature in aree diverse.

Una chicca riguarda tutti gli edifici turistici che potranno chiudere verande, logge ed addirittura, terrazzi, con un “operazione collage” che sicuramente arricchirà di nuove fantasiose forme il paesaggio regionale.

Come abruzzesi prima che da componenti di associazioni ambientaliste, esprimiamo tutta la nostra indignazione per una legge che è sicuramente la peggiore tra quelle finora approvate in Italia.
L’indignazione diventa rabbia se si pensa alle dichiarazioni degli amministratori regionali che vogliono rilanciare il turismo fondandolo sul concetto di qualità. Riusceremo a convincere i turisti stranieri a soggiornare in un territorio deturpato da centinaia di palazzi arlecchino, da edifici nelle riserve più belle e da borghi riempiti di superfetazioni “fai da te”?
Le associazioni lanciano un appello al Consiglio Regionale Abruzzese affinchè rinvii l’esame di questo provvedimento garantendo la partecipazione della società abruzzese visto che nella predisposizione della legge hanno coinvolto solamente alcuni funzionari regionali e l’Associazione Costruttori abruzzese.
Lunedì 3 agosto alle ore 1100 presso il Caffè Letterario a Pescara in via delle Caserme le associazioni terranno una conferenza stampa per fare una disamina del provvedimento e per presentare tutte le richieste di modifica.

INFO: 3358155085 (Dante Caserta) 3478489363 (Angelo Di Matteo)



'Piano casa devastante per l’Abruzzo' ha ricevuto 10 commenti:
il più recente in testa

  1. Unregistered
    MAC
    martedì 9 marzo 2010 ore 18:04 - Permalink al commento

    http://www.agenzieimmobiliari......rgo/vasto/

    Metto questo link che non capisco
    Spero che si tratti di località canale. Spero perchè se voglionocostruire altrove sono dei criminali.
    Ma la cosa che mi fa più specie è perchp la gente non è informata dalle istituzioni.
    Ditemi che sono scemo è che non è cosi grave come penso.
    Un albergo a 100mt dal mare in convenzione con il comune.
    BOH

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  2. Luca
    Luca
    mercoledì 5 agosto 2009 ore 13:41 - Permalink al commento

    Riporto il comunicato successivo:

    COMUNICATO DEL 5 AGOSTO

    Legge Piano-Casa: fermato parzialmente il blitz estivo pro-cemento grazie alla vigilanza delle associazioni e al dibattito in consiglio regionale.

    Stupisce il ruolo giocato da singoli funzionari nel proporre scelte dirompenti senza promuovere la partecipazione.
    Ora si attende il testo finale per esprimere un parere definitivo perchè comunque questa è una norma che aumenta il cemento sul territorio.

    Fermato pazialmente un disastro urbanistico grazie alla denuncia e alla mobilitazione delle associazioni ambientaliste e al ruolo di mediazione svolto dal Consiglio Regionale.

    Le associazioni attendono ora il testo definitivo per valutare i singoli aspetti e la portata sul territorio delle norme approvate in una corsa contro il tempo che, comunque, non ha giovato all’ambiente abruzzese.

    Alcune delle norme più contestate, come quella relativa alle strutture turistiche che avrebbero potuto chiudere terrazzi, verande e logge, quella che permetteva di allargare del 20% non solo le piccole abitazioni ma tutti gli edifici, residenziali e non e per qualsiasi cubatura, e quella relativa alle aree e agli edifici da escludere che permetteva interventi finanche nei centri storici e sugli edifici vincolati, sembrano essere state cassate. Pur nel generale disappunto per una norma che aumenta la quantità di cemento sul territorio e per il tentativo di blitz estivo, su questi punti specifici le associazioni esprimono soddisfazione ricordando che grazie alla loro mobilitazione molti scempi saranno evitati.

    Per le associazioni appare evidente che l’obiettivo di ottenere un governo del territorio fondato sulla sostenibilità ambientale non può essere colto in questo modo, con tentativi di blitz estivi pro-cemento in cui spicca il ruolo giocato da alcuni funzionari nel proporre scelte dirompenti senza alcun confronto con la società abruzzese, se non con i costruttori.
    Su questo aspetto la Giunta deve riflettere, anche in vista del dibattito sulla nuova legge urbanistica. Vogliamo ringraziare il presidente della seconda Commissione Ricciuti e i singoli consiglieri regionali per il ruolo svolto nel determinare un ripensamento su alcune delle norme più contestate.

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    spappolato
    agosto 5th, 2009 ore 15:07 - Permalink al commento »

    Il terremoto non ha insegnato nulla. Invece di centellinare le licenze edilizie si concedono aumenti laddove la geologia impone ristrettezza e un buonsenso nell’adoperare calcestruzzo e cubature. Tutto in contraddizione proprio con quanto dichiarato dallo stesso Chiodi a Cupello che parlava dell’Abruzzo come di una citta’ dispersa su 10mila kmq. Ebbene, questa citta’ sembrerebbe assomigliare sempre di piu’ a Vasto, con quartieri artificiosamente creati per la gioia di palazzinari e sacra corona unita che qui ha riciclato gran parte dei denari illeciti con Bancapulia.

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  3. Unregistered
    spappolato
    mercoledì 5 agosto 2009 ore 02:43 - Permalink al commento

    scusatemi per l’OT,ma stasera mi sono parecchio indignato anche per questo:

    http://www.facebook.com/home.p.....amp;ref=nf

    Ma Sigismondi lo sa che questo è il governo che lui appoggia?

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    spappolato
    agosto 5th, 2009 ore 02:46 - Permalink al commento »

    Ovviamente non solo Sigismondi (sarebbe crudele oltre che troppo personalistico prendersela solo con lui), ma soprattutto la mia domanda è rivolta a tutti gli elettori che hanno coraggio a mettere la coce sul PDl, il partito che piu’ di tutti ha dentro indagati,inquisiti, pregiudicati e altro………..ebbene ,io spero che vi possa capitare cose come ai genitori di Federico Aldrovandi o fare la fine di Aldo Bianzino.

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    spappolato
    agosto 5th, 2009 ore 02:47 - Permalink al commento »

    Carson, dove sei?
    Adesso voglio vedere che cosa mi rispondi.

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  4. Luca
    Luca
    martedì 4 agosto 2009 ore 09:58 - Permalink al commento

    Non è per le prerogative turistiche che ci si deve indignare per tale devastazione. E’ un affronto alla cultura e alla storia del popolo.

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  5. Unregistered
    spappolato
    lunedì 3 agosto 2009 ore 21:29 - Permalink al commento

    DIpende dal tipo di turismo che si spinge. Se il modello rimane quel “Rimini” tanto osannato e cercato come feticcio iper capitalista dello sfruttamento del territorio allora concordo. Se invece si diversifica rispetto ad un modello “ABruzzo”, allora potrebbero svilupparsi bene i discorsi quali gli alberghi diffusi ecc… Non è la quantita’ di turismo a dire se staimo bene, ma che tipo di turisti riusciamo a considerare e ad attrarre……

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    Mario Franco Basilico
    agosto 3rd, 2009 ore 22:48 - Permalink al commento »

    Conivido il tuo pensiero, ma so tristemente che la maggioranza dei notri corregionali è per la confusione, sono stufi della noia dei pscoli.

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  6. Unregistered
    Mario Franco Basilico
    lunedì 3 agosto 2009 ore 21:15 - Permalink al commento

    Penso che i turisti verranno lo stesso, forse di più, loro abitano in zone più violate della nostra; il turismo incrementa notevolmente l’inquinamento, non lo diminuisce.

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