Lipu, Legambiente, Wwf e Abruzzo Social Forum su impianto rifiuti Chieti scalo

Lipu, Legambiente, Wwf e Abruzzo Social Forum su impianto rifiuti Chieti scalo

Luca

COMUNICATO STAMPA DEL 7 SETTEMBRE 2009

Rifiuti a Chieti scalo e progetto Siderferroplast (articolo Primadanoi qui, ndr):

Legambiente, WWF, LIPU e Abruzzo Social Forum scrivono agli Enti affinchè esprimano un netto no

Bene le prime dichiarazioni del sindaco Ricci. Dalle informazioni in possesso delle associazioni la lettera di convocazione della Conferenza dei Servizi di domani è stata inviata dalla Regione Abruzzo agli enti il 22 luglio 2009.

Progetto Siderferroplast di Chieti scalo: le associazioni ambientaliste Legambiente, WWF, LIPU e Abruzzo Social Forum scrivono agli enti convocati per la conferenza dei servizi che si terrà domani alle ore 9:30 presso la sede della Regione Abruzzo in via Passolanciano a Pescara affinchè esprimano subito parere sfavorevole all’intervento. Dalle informazioni raccolte sembra che la lettera di convocazione agli enti (tra cui ASL, Genio Civile, ARTA, Comune, Provincia di Chieti) riporti la data del 22 luglio 2009.

Le associazioni esprimono un forte dissenso al progetto in questione che prevederebbe la possibilità di gestire oltre 100000 tonnellate/anno di rifiuti pericolosi e non pericolosi, e sperano che la giusta presa di posizione contraria resa pubblicamente dal sindaco Ricci si trasformi poi in un parere negativo da parte della Conferenza dei Servizi.

Secondo le associazioni il sito scelto per l’intervento è palesemente inidoneo ad ospitare una tale attività per le seguenti ragioni:

a) una grande infrastruttura come la ferrovia Pescara – Roma è confinante (a pochi metri) con l’area. E’ evidente l’elevatissimo rischio connesso alla movimentazione di grandi quantità di rifiuti ferrosi con i relativi macchinari e ai possibili incidenti che possono derivare e coinvolgere la sede ferroviaria;

b) la zona è densamente abitata con decine di abitazioni, lo stesso Villaggio Mediterraneo, tutte le strutture universitarie e lo stesso Ospedale posti nel raggio di poche centinaia di metri (lungo l’asse della Tiburtina e quello verso l’Ospedale). Appare evidente che i rischi di un incidente che potrebbe coinvolgere una tale massa di rifiuti (tra i quali quelli contenenti PCB, amianto e oli) sono a parere delle associazioni scriventi inaccettabili, anche alla luce di quanto accaduto nell’ultimo anno nell’area di Chieti scalo (tre incendi di aziende che gestiscono rifiuti con relativa emissione di sostanze inquinanti);

c) l’area vasta potenzialmente impattata in caso di incidente riguarderebbe l’intera Val Pescara, la zona più densamente abitata della Regione. A tal proposito si rimanda alle aree colpite dalle nubi degli incendi avvenuti a Chieti scalo sopra ricordati che hanno interessato, secondo le mappe di ricaduta prodotte dall’Università di L’Aquila, zone vaste decine di migliaia di ettari;

d) l’area industriale di Chieti scalo è un sito perimetrato da un’ordinanza sindacale per l’elevatissimo rischio ambientale, con numerosi siti in cui sono stati superati i livelli delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione secondo quanto previsto dal Dlgs 152/2006.

Tutta la zona non può quindi sopportate altro stress ambientale e, anzi, deve avviarsi verso un processo di riqualificazione che certo non può passare per progetti di questo genere.


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