Movimento Nazionale di Beppe Grillo

Movimento Nazionale di Beppe Grillo

danilo prosperi

Ricordate le nostre conversazioni circa la proposta di Beppe Grillo di candidarsi alle primarie del PD?…proposta presto bocciata dallo stesso PD arrampicatosi sugli specchi di un codicillo del famigerato statuto…spuntato fuori all’ultimo momento!

Tra gli scenari immaginati in quella discussione va riconosciuto a Spanish il merito di essersi più avvicinato alla realtà…in modo un po profetico!

Finalmente Beppe Grillo scende davvero in campo e fonda un partito vero e proprio (anche se li non ama chiamarlo così!)

Riporto la prima frase del suo ultimo post e poi di seguito l’articolo per intero:

Il 4 ottobre 2009 nascerà il nuovo Movimento Nazionale a Cinque Stelle. Nascerà in Rete. Ogni cittadino italiano incensurato e non iscritto a un partito potrà aderire…

“Finalmente!” esclamerà qualcuno (ed io tra questi!) ma volendo concretamente proseguire quella discussione lasciata aperta vi propongo la seguente domanda:
1-”Quale sarà a questo punto il probabile scenario in vista delle elezioni regionali?”

2-”Nell’ipotesi (remota?) che il Governo Berlusconi cada e si debba tornare alle elezioni anticipate quanta fetta di elettori riuscirà a strappare al PD e al PDL il Movimento Nazionale di Grillo?”

3-”Ritenete possibile una eventuale alleanza tra l’IdV di Di Pietro e il M.N. di Grillo? e se “si” tale accordo potrebbe rappresentare concretamente la nuova alternativa di governo?”

Ecco l’articolo:

Il 4 ottobre 2009 nascerà il nuovo Movimento Nazionale a Cinque Stelle. Nascerà in Rete. Ogni cittadino italiano incensurato e non iscritto a un partito potrà aderire. Sono passati due anni dall’otto settembre 2007, dal primo V-day di Bologna e poco più di un anno dal secondo V-day di Torino. In quelle giornate milioni di persone INFORMATE dalla Rete hanno chiesto due cose: un Parlamento espressione dei cittadini senza condannati e con la possibilità di scegliere il candidato e una libera informazione. Queste persone INFORMATE sono state derise dai partiti, dalle televisioni e dai giornali, inclusi la Repubblica e l’Unità. La sinistra era troppo impegnata nella politica dell’inciucio di Topo Gigio Veltroni.
Abbiamo chiesto l’abolizione della legge Gasparri e del duopolio RAI-Mediaset e, per questo, siamo stati tacciati di populismo, di qualunquismo. Berlusconi, senza la concessione a prezzo di realizzo delle frequenze nazionali che gli è stata garantita dal PDmenoelle, avrebbe fatto compagnia a Gaucci a Santo Domingo. Se gli italiani avessero potuto esprimere la preferenza, in Parlamento avremmo veri deputati e senatori, non servi e serve di Berlusconi e del comitato di affari del PDmenoelle. D’Alema, Fassino, Violante, Gasparri, Bonaiuti, Capezzone e le Carfagne sarebbero stati spazzati via dal voto. Senza soldi, con il solo volontariato di migliaia di persone abbiamo raccolto centinaia di migliaia di firme per una legge di iniziativa popolare ignorata dal Senato, un milione e mezzo di firme respinte da Carnevale della Corte di Cassazione. Non importa, io vado avanti, noi andremo avanti. Una risata li seppellirà.
I partiti sono morti, non voglio fondare un “partito”, un apparato, una struttura di intermediazione, ma dare vita a un Movimento con un programma. Chi aderisce al programma si presenta agli elettori e chiede il voto. Come è successo per Luigi De Magistris e Sonia Alfano, eletti dalla Rete, votati in massa dalla Rete, che parlano e parleranno ai loro elettori, in modo diretto, attraverso la Rete. Servono persone come loro in Parlamento, alla presidenza di Regioni, sindaci di Comuni. Cittadini come i trentasei consiglieri comunali a Cinque Stelle eletti in molti capoluoghi di Provincia. Persone oneste e indipendenti che rispondono ai cittadini. Questa è la mia idea di politica.
Se in un Paese drogato dalla televisione e con la banda larga scarsamente diffusa, la Rete è riuscita a mandare a Bruxelles De Magistris con il maggior numero di voti di ogni deputato europeo di qualunque Paese, il futuro è dalla nostra parte. Il Movimento ha espresso un programma per i Comuni a Cinque Stelle l’otto marzo 2009 a Firenze. La Carta di Firenze sarà il riferimento per le Regioni a Cinque Stelle.
Siamo arrivati alle battute finali di una farsa. Dalla Papuasia alla Terra del Fuoco l’Italia è diventata sinonimo di puttanopoli, di mafiopoli, siamo derisi insieme allo psiconano in ogni angolo della Terra. Nei prossimi mesi si sbraneranno tra loro, hanno già iniziato, con dossier e controdossier, ma quando si mette la merda del ventilatore tutti ne hanno una parte. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.



'Movimento Nazionale di Beppe Grillo' ha ricevuto 2 commenti:
il più recente in testa

  1. Spanish
    Spanish
    venerdì 11 settembre 2009 ore 10:22 - Permalink al commento

    Movimento Nazionale…Hmm…un partito, quindi.

    Bisognerà aspettare i primi esami del Movimento per vedere la portata del fenomeno. L’alleato naturale di Grillo è l’IdV, non c’è dubbio. Però, ironia della sorte, la possibile alleanza dipende dal congresso del PD.

    Per come la vedo io, dobbiamo aspettare il congresso per sapere se il PD farà alleanze o no. Bersani ha già detto di sì e secondo me le farebbe a sinistra, potendo. Vediamo se si muove qualcosa lì, altrimenti nessuno sarebbe tanto stupido da allearsi con il vuoto…

    I vaticasini e i finiani si uniranno. È questione di tempo, quindi escluderei un’alleanza UDC-PD. Se a sinistra non c’è niente e se Fini fa fuori B. (conditio sine qua non per un’alleanza con Casini…), al PD non rimane che l’IdV…ma senza Grillo. Grillo non potrebbe allearsi con il PD e viceversa. E se io fossi Di Pietro e dovrei scegliere tra i due, sceglierei il PD…

    Staremo a vedere, ma tutto dipende dalla forza di Fini (altro partito? candidato del PdL? Tutto è possibile…) e dalle sinistre. Casini aspettarà fino all’ultimo momento (scuola diccí), ma è abbastanza chiaro che avrà un buonissimo risultato, se le cose continuano così. Secondo me, Casini sarà l’ago della bilancia…L’unico ostacolo possibile al trionfo della linea Casini sarebbe il risorgimento delle sinistre (che pure si sta avendo in Francia e Germania…), dovuto alla crisi, alla disoccupazione e al precariato. Problemi: prima di tutto, unire le sinistre; secondo, rompere il discorso xenofobo e populista della Lega (sembra strano, lo so…). E parlando di Lega…spero di non sbagliarmi, ma ha un margine di crescita abbastanza basso. Anzi, io scometterei su un ridimensionamento della Lega. Dovuto soprattutto alle necessità del PDL…Vedremo, vedremo!

    Aspettiamo di vedere come vanno i prossimi appuntamenti elettorali. Probabilmente ci saranno alleanze puntuali PD-UDC, ma con il naso tappato (da entrambi i lati). Forse a Grillo converrebbe fermarsi al livello locale…del resto la Lega così ha iniziato e a parte qualche particolare (importante, chiaro…) la Lega e Grillo hanno la stessa strategia politica…

    Saludos!

    PS: il PD non s’è arrampicato “sugli specchi di un codicillo del famigerato statuto” per far fuori Grillo…semplicemente ha usato lo statuto. L’iscrizione a un partito dipende dalla volontà del cittadino e del partito, da che mondo è mondo (vabbuò, non da tanto tempo…).

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    Spanish
    venerdì 11 settembre 2009 ore 11:40 - Permalink al commento »

    Riporto da unita.it parte di un’intervista a Letta. Mi sembra interessante per questa discussione…

    Secondo lei conl’Udc si può arrivare a qualcosa di più di accordi regione per regione la primavera prossima?
    «Dobbiamo lavorare perché sia così. Anche perché l’estate libertina che ha allontanato Berlusconi dal mondo cattolico apre un’opportunità in più. Le regionali potranno essere una tappa per arrivare poi a un’alleanza in vista delle politiche».

    Ne vede le condizioni? In Parlamento più volte avete votato diversamente e su molti temi, a cominciare dal testamento biologico, Pd e Udc sono su posizioni differenti.
    «Quello che dobbiamo fare è un percorso, che secondo me può arrivare a risultati positivi. Non dobbiamo su questo né avere fretta né immaginare di affastellare tutti i temi insieme. Il percorso però, seppur gradualmente, va fatto».

    Rompendo con l’Idv?
    «A Trento abbiamo vinto con entrambi, Idv e Udc. Quanto a Di Pietro, quello che abbiamo conosciuto come ministro del governo Prodi è un alleato col quale si può tranquillamente dialogare e fare un bel pezzo di strada insieme. Il Di Pietro anti- Pd dell’ultimo anno è strutturalmente avulso dalla costruzione di un’alleanza con noi».

    Serve un Pd più forte, diceva all’inizio: la discussione congressuale dice che va in questa direzione?
    «Il congresso ci sta obbligando ad affrontare i nodi irrisolti. Ora abbiamo 40 giorni per rendere ancora più interessante la discussione».

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