No all’Abruzzo petrolizzato
Salve,
copio qui in basso la lettera che ho scritto al Presidente della Regione Gianni Chiodi il 20 Ottobre 2009.
Per conoscenza l’ho mandata anche all’Assessore all’Ambiente Daniela Stati, all’Assessore Mauro Febbo e al Presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio.
Mi farebbe piacere se la faceste girare, perché si possa tenere alto il dibattito in merito al Centro Oli e agli impianti petroliferi in Abruzzo.
Grazie.
Ludovica Raimondi
Ill.mo Presidente Gianni Chiodi,
sono Ludovica Raimondi, cittadina abruzzese, nata a Giulianova.
Ho deciso di scriverLe questa mail, perché sono mesi che leggo e mi informo riguardo al Centro Oli e agli impianti petroliferi, che interesseranno la provincia di Chieti e il 50% del territorio abruzzese e che mi coinvolgono come cittadina. A poco tempo dal 31 Dicembre non abbiamo parole di rassicurazione sul futuro dell’Abruzzo né di quello dei suoi cittadini. Non è mia intenzione parlare delle ricerche portate avanti dalla Dottoressa Maria Rita D’Orsogna, che Lei conoscerà dettagliatamente, come neppure delle argomentazioni addotte da coloro che attivamente si adoperano, ormai da qualche tempo a questa parte, per informare educare e sensibilizzare tutti noi sui progetti politico-economici che stanno decidendo sulle nostre vite. Le voglio, invece, scrivere da semplice cittadina, che sta vivendo con ansia questa attesa, questo silenzio politico, avendo seriamente a cuore il futuro di questa terra, quello proprio e dei suoi conterranei.
Abito, come detto sopra, a Giulianova, una località che ha la fortuna di essere bagnata dal mare e abbracciata maternamente dalla montagna. Vivo in collina e ho sempre avuto l’opportunità di affacciarmi alla finestra e di guardare il mare, il porto, le case che ricoprono la pianura di Giulianova Lido: sono cresciuta facendo lunghe e piacevoli passeggiate sulla costa, d’inverno e d’estate, entrando in un mondo emozionale che difficilmente può essere spiegato e descritto a parole. Non ho mai dovuto fare km per raggiungere la spiaggia, per gustare il piacere di un bagno estivo, per respirare l’odore di salsedine e per ascoltare il rumore delle onde. Il mare per me non è una realtà onirica, al contrario è tangibile, visibile e vivibile. Esso mi ha offerto l’occasione di conoscere gente proveniente dal nostro entroterra, piuttosto che da altre parti d’Italia e d’Europa: i turisti affollavano e affollano le nostre spiagge, i nostri ombrelloni, i nostri alberghi incentivando l’economia locale. Tanta gente ama raggiungere i luoghi balneari della costa abruzzese per poter respirare aria pulita, sana, rigenerante. Il mare è il mondo in cui sono cresciuta e che mi porto dentro.
Il porto con le sue imbarcazioni è l’alcova di egregie dignità umane, come quelle dei pescatori, che vivono del proprio lavoro, ossia di ciò che il mare offre. Il mare è tutto per noi e so che non parlo solo come giuliese: la gente di mare che abita lungo la costa abruzzese è numerosa e ciò che ci accomuna tutti è la nostalgia e la contemplazione di questa distesa azzurra che, con i suoi colori sempre diversi, ricchi di sfumature, raggiunge i nostri cuori e le nostre anime. Non posso pensare a un “altro” mare se non a questo che vivo quotidianamente. Non posso immaginare che altri uomini possano “disturbare” una parte del mio mondo. Anticamente gli uomini credevano che la terra fosse intoccabile e che atti di tracotanza verso di essa fossero puniti dagli Dei: il nostro patrimonio letterario e culturale è pregno di storie esemplari a riguardo.
Perché toglierci il piacere di sognare, di immaginare, di vivere ammirando quello che la Natura regala quotidianamente ai comuni mortali? Perché accanirsi contro ciò che da sempre c’è e che per sempre sarà a prescindere dal Nostro esistere? Perché privarci del vanto di essere figli del mare, figli di questa terra? Perché privare la nostra regione della sua vitalità ed essenza?
Non è tollerabile e non è accettabile che esponenti politici, votati dal popolo perché migliorino e garantiscano il bene comune, la salute dei cittadini e la loro sicurezza rimangano indifferenti alla richiesta di tutelare il presente di questa regione e il futuro dei suoi abitanti. Non si può rimanere trincerati nei palazzi governativi, quando un’intera popolazione chiede di poter vivere di agricoltura, di pesca, di aria pura. Non si può tacere di fronte alla domanda di aiuto e di supporto.
Dov’è finito il senso della Bellezza e dell’ Estetica? Dove l’ Amore per l’ambiente che ci circonda? Dove il sentimento di giustizia sociale? Perché la politica non guarda più agli uomini che ogni giorno devono lottare per salvaguardare i posti di lavoro, le piccole proprietà, i guadagni che hanno accumulato con onestà e dignità? Perché sacrificare tutto questo per il guadagno di Altri? Perché cancellare l’Essenza di questo lembo d’ Italia, di terra, per scopi che sono lontani dall’interesse collettivo? Perché non si vuole ascoltare la gente che grida i propri diritti? Perché la politica non è più attenta (se mai lo sia stata) al volere della popolazione? Perché farci credere che da questo progetto se ne ricaveranno posti di lavoro e benefici economici? Perché non si informa il “popolino” dei rischi concreti e reali che scaturiscono da queste politiche economiche?
Ho letto la lettera che la Dott.ssa D’ Orsogna Le ha inviato al tempo della Sua campagna elettorale come anche la Sua risposta: cosa è cambiato da quel giorno ad oggi? Dov’è la sensibilità che accomunava il suo essere Abruzzese a quello della Dottoressa? Perché ha scelto la strada del silenzio? Ecco, vorrei richiamare la sua Abruzzesità, perché Lei dovrebbe sapere cosa rappresenta questa Regione per noi che l’abitiamo e anche per coloro che la ammirano da lontano. Sa che anche quando si vive altrove il cuore è rivolto a questa terra, che regala sempre amore e rigenera gli animi al solo sorgere e tramontare del sole. Sa che abbiamo l’enorme fortuna di vivere dei prodotti che la terra ci regala in ogni stagione, in ogni raccolto, in ogni pesca. Sa che i contadini, i pastori e i pescatori sono le risorse più genuine che possiamo vantare. I nostri ori sono il Vino, il Pane, il Pesce…..Non ce ne servono altri e per di più cancerogeni, nocivi e deleteri.
Mi rammarica vedere che proprio i nativi di questa regione non salvaguardino il “tesoretto” abruzzese, soprattutto in un periodo in cui si rivendicano sentimenti regionalistici e si preme per il federalismo fiscale. Come vivrà l’Abruzzo se e quando ogni regione dovrà provvedere a sé? In cosa si distinguerà l’economia della nostra regione? Oggi produciamo vino, olio, grano, ortaggi. Siamo ricchi di formaggi, di carne e di pesce. Ma domani? Di cosa vivremo noi che oggi abbiamo venti o trent’anni? Quale futuro erediteremo dalla “vecchia guardia”? Che prospettive avremo per noi e per i nostri figli? Si parla di salvaguardare i valori della famiglia e della società civile e poi si permette a grandi società di smantellare le nostre terre e i nostri mari. A che gioco si sta giocando? Quante domande si susseguono nelle mia mente!!! Anche se andassi via per sfuggire la tirannia delle centrali petrolifere o nucleari avrò sempre l’immagine di una realtà, la mia, che mi porto dentro sin dalla nascita, deturpata e logorata. Non lo voglio!!!!
Perché nega a noi cittadini la possibilità di conoscere le nostre sorti: ci farete affondare nelle paludi nere o ci aiuterete a costruire il nostro “domani”, perché un giorno anche i nostri figli possano godere delle bellezze che la Natura offre? Siamo in ginocchio a causa della crisi economica e della mala Sanità: è questo il momento per reagire con una politica atta promuovere il turismo e la sicurezza dei cittadini abruzzesi e di coloro che verranno a conoscere la nostra terra. Abbiamo panorami fantastici, una storia modesta ma importante. Nel periodo in cui ho vissuto a Milano ci sono stati due incontri fulminei che mi rimarranno a lungo nella mente: il primo è stato con una signora che, sentendo che ero abruzzese, mi ha detto: “Signorina cos’è venuta a fare a Milano? Avete un’aria così pulita…perché è venuta a respirare lo smog?”; l’altro ha visto protagonista un ragazzo che mi ha detto di aver visitato l’Abruzzo per caso e che lo aveva trovato davvero bello, ma ha aggiunto: “Peccato che sia poco conosciuto. Dovreste pubblicizzarlo di più dal punto di vista turistico”. Ecco, personalmente sono affezionata a queste due visioni esterne, ma non estranee.
Mi piacerebbe che ogni politico nato in questa bellissima regione la amasse fino al punto di proteggerla “con le unghie e con i denti”, perché credo che ciascuno abbia ricordi, emozioni, sensazioni ed esperienze per cui valga la pena lottare duramente, affinché sia legittimamente difeso questo gioiello. Si dovrà fare tanto per lo sviluppo economico, sociale e culturale, ma se i primi passi verranno guidati da voi che ne avete gli strumenti adatti…beh allora anche noi potremmo muoverci sereni e senza dover opporre continuamente le nostre convinzioni alle vostre per ottenere e condividere il bene comune.
Penso che la politica non debba essere appannaggio solamente di chi è chiamato a governare, ma anche del singolo cittadino, che ha eguali diritti e pari dignità nel partecipare attivamente alle cause che coinvolgono la sua esistenza e quella della comunità di cui fa parte.Grazie della cortese attenzione,
Distinti saluti
Ludovica Raimondi
'No all’Abruzzo petrolizzato' ha ricevuto 16 commenti:
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mercoledì 28 ottobre 2009 ore 16:02 - Permalink al commento
Illustrissimo Assessore
Sono un cittadino abruzzese residente nella città del Vasto.
Le scrivo a riguardo della sempre più nera questione del petrolio abruzzese.
Tra pochissimi mesi scadrà la legge 14/2008 e non avendo ricevuto informazione alcuna circa atti istituzionali regionali, volti a scongiurare la deriva petrolifera, ho ritenuto mio dovere interpellarla.
E’ mia premura ricordarle che durante la campagna elettorale sia il governatore Chiodi che il presidente Berlusconi si sono dichiarati contro il Centro Oli di Ortona. Inoltre, il 23 luglio 2009, dopo un movimentato convegno a Cupello (CH), i giornali locali titolavano: ABRUZZO, CHIODI GIURA: “NESSUN POZZO DI PETROLIO NEI PROSSIMI 10 ANNI”.
(ecco la fonte: http://pensierosuperficiale.il.....un_po.html )
Ora, se è vero come è vero che “L’onesta’ in politica e’ [...] mantenere gli impegni con gli elettori [...]” perchè la vostra giunta non interviene?
Durante l’ultimo G8 aquilano il video “le 7 vie d’Abruzzo” ha mostrato ai Capi di Stato ospiti le suggestive immagini di un Abruzzo Verde. Quello stesso Verde che, ad oggi, somiglia sempre più ad un verde petrolio. Non le sembra tutto una contraddizione?
Convinto di poter avere un suo gentile riscontro in merito
Le porgo cordiali saluti
Distinti saluti
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mercoledì 28 ottobre 2009 ore 16:02 - Permalink al commento »
ovviamente firmato con nome e cognome
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lunedì 2 novembre 2009 ore 11:30 - Permalink al commento »
Grazie per aver postato la tua lettera. Voglio chiederti se posso tenerne conto al momento opportuno, rispettando l’anonimato con cui hai scelto di commentare.
Ludovica
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mercoledì 28 ottobre 2009 ore 11:20 - Permalink al commento
Come prima cosa ringrazio Vastesi per aver pubblicato la mia lettera e poi Massimo D’Addario e Mario Franco Basilico per i loro commenti. Grazie Massimo per aver copiato la tua lettera: prima di segnalare la mia avevo fatto girare su facebook la nota che copio qui in basso. La cosa che mi piacerebbe si verificasse è la circolazione di tante lettere indirizzate ai piani alti della regione e poi pubblicate su internet. Creare una rete fitta di voci e parole, che possano far vedere che se loro non ci sono ci siamo noi.
Grazie.
Ludovica
Perché le parole possano salvare l’Abruzzo e noi cittadini
Il 31 Dicembre è vicino. Ad anno nuovo potrà aprirsi un capitolo importante per la Regione Abruzzo: l’ Eni entrerà nella nostra regione dal portone principale. Cosa significherà potrete immaginarlo. Penso che tutti più o meno sarete informati a riguardo. Ho avuto modo di vedere la proiezione del documentario a cura di Antonello Tiracchia, che mostra altre realtà italiane (Basilicata e Sicilia) già soggette agli impianti di raffinerie petrolifere, dove la vita è cambiata da anni. Malattie e malformazioni sono all’ordine del giorno, ormai. Personalmente ho paura che quel mondo possa presto essere il nostro mondo. Viaggiando in treno a Falconara si può notare come essa non sia una località turistica, ma il luogo della puzza e della bruttezza paesaggistica: una enorme raffineria di petrolio impiantata proprio a ridosso del mare. Anche lì la mortalità per tumori è altissima.
Non credo che abbiamo il diritto e il dovere di vivere nella malattia, nella paura, nell’angoscia. Non credo che sia giusto per noi ereditare il Brutto da chi non se ne frega nulla della nostra vita. Non credo sia giusto lasciare ai nostri figli un mondo che procura solo dolore. Credo, invece, che coloro a cui deleghiamo la tutela della nostra salute, dei nostri diritti, del miglioramento della condizione umana, debbano guidarci e camminare in mezzo a noi, per costruire un Mondo nuovo, sempre all’avanguardia e rispettoso dei suoi abitanti.
Ecco perché ho deciso di scrivere al Presidente Gianni Chiodi. Ecco perché mi piacerebbe che qualcuno condividesse la mia scelta, scrivendo in piena libertà parole che possano far conoscere la nostra esperienza di essere abruzzese, il nostro sentirci partecipe dell’evoluzione di questa terra. Penso che le parole possano aiutare noi stessi e la collettività a cambiare lo status quo in cui ci troviamo o potremmo trovarci. Penso che le battaglie individuali servano a poco se non sono condivise da altri e anche che dovremmo partecipare per non lasciare l’incombenza alle sole associazioni, alle sole personalità politiche che si stanno opponendo (vedi la provincia di Chieti), alla sola Dottoressa Maria Rita D’Orsogna, al solo Antonello Tiracchia (che non è Abruzzese di origine: lo è per scelta, quindi per adozione) e ad altri. L’Abruzzo è di tutti noi che lo viviamo e che ci abitiamo. Penso, quindi, che ognuno dovrebbe provare a non essere passivo.
Personalmente ci sto provando. Fino ad oggi ho letto, ho ascoltato, mi sono informata. Adesso sento il bisogno di prendere parte a questa grande opposizione e ho iniziato scrivendo una lettera, come ho detto sopra. Scrivere e far girare le nostre parole su facebook, sui siti online….PER NON SENTIRCI SOLI…in questa battaglia contro la mala politica che non ci sta aiutando a rialzarci dagli eventi che si sono abbattuti su di noi nell’ultimo anno….
Vi invito a prendere in considerazione questa possibilità e di poter coinvolgere anche altre persone, amici, bambini, cercando di rispondere a questo tema: COSA E’ PER VOI L’ABRUZZO E QUALI SONO I MOTIVI PER CUI VALGA LA PENA OPPORSI AL CENTRO OLI E AL PETROLIO NERO.
Parole libere, che possano coinvolgere emozionalmente le persone che in questi mesi dovranno darci una risposta.
Sul blog della Dottoressa Maria Rita D’Orsogna http://www.dorsogna.blogspot.com/
ci sono anche gli indirizzi e-mail degli Assessori Regionali, oltre alle informazioni sul tema.
Segnalo gli indirizzi a cui ho inviato a più riprese la “Lettera al Presidente Gianni Chiodi: No all’Abruzzo petrolizzato”: http://www.dorsogna.blogspot.com (di lato compare “Scrivi a Gianni Chiodi Email ufficiale di Gianni Chiodi: a questo link); enrico.mazzarelli@regione.abruzzo.it. Faccio notare che l’indirizzo presidente@giannichiodi.com non è attivo.
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giovedì 29 ottobre 2009 ore 01:31 - Permalink al commento »
Ludovica apprezzo il tuo gesto ma stai parlando di uno che a Cupello ha detto ai comitati di lotta che loro erano ideologici e che le mappe minerarie (del ministero delo sviluppo economico,non certo inventate da Emergenzambiente) da loro esposte non erano veritiere. Stai parlando di uno che è indagato per l’ampliamento della discarica di Teramo dalla quale usciva percolato ceh è finito dentro un lago. Stai parlando di uno che ha promosso MAsciarelli come consulente post terremoto. Per chi non lo sapesse tal MAsciarelli è indagato nella vicenda sanità abruzzese. Stai parlando di uno che permette l’ abbandono dell’aula consigliare da parte degli esponenti di maggioranza che fanno così mancare il numero legale ad una richiesta di mozione del gruppo dei Verdi in data 31 Marzo.L’unica azione viene dall’assessorato all’agricoltura presieduta da Mauro Febbo (con delega specifica sull’ argomento) che in una proposta di legge regionale prevede che il contributo compensativo del 15% (le cosidette royalties) sia ripartito tra la Regione ed i Comuni interessati e confinanti nei cui territori è prevista la coltivazione di idrocarburi. Poi idea ritirata di recente perchè in palese contraddizione con le sue parole. Ludovica ,osserva attentamente e chiediti: perchè invece di dare la vera delega all’assessore Stati ha dato la delega specifica a Febbo?
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domenica 1 novembre 2009 ore 17:10 - Permalink al commento »
Leggo ora questo commento. So a chi ho scritto la lettera. So chi sono i miei interlocutori: gente che non ho votato. Gente che penso stia lì solo perché fanno comodo per la loro debolezza politica, e se posso permettermi etica e morale. Con queste lettere, che spero giungano a toccare un numero considerevole, vorrei che fuoriuscisse l’Anima delle persone che abitano questo territorio, chiamato Abruzzo, e che sono state tenute all’oscuro di tutto questo piano “nero”. Di tutta questa vicenda sono venuta a conoscenza poco prima dell’estate e ho cominciato a informarmi e riconosco che allo stato attuale fatico ancora a rincorrere le migliaia di notizie che devono farci aprire gli occhi sul nostro futuro. Le dietrologie non le conosco e non sono acutissima nel capire i giochi di potere e di deleghe che si tengono dietro alle quinte. Quello che vedo è semplicemente assenteismo e quello che sento è Silenzio. Intanto l’ignoranza della gente, mia e di tanti altri, continua. Qalcuno si chiede perchè? Perché quasi dieci anni fa sono state fatte scelte, che ancora oggi vengono sostenute, nonostante il popolo inizi a capire e a non accettare. Non so perché la delega sia arrivata a Febbo e non alla Stati: forse perché l’uno è più abile della’altra; forse perché qualcuno pensa che ci siano prestanomi buoni per prendere voti, ma al momento opportuno scavalcabili nei loro ruoli. So solo che qui Destra e Sinistra si stanno rivelando creature della stessa pasta. Lo dimostrerà lo stesso Besrani col nucleare.
Comunque rinnovo l’invito a scrivere ed inviare lettere al Presidente Chiodi e ai suoi assessori, per il semplice fatto di dimostrare che Noi ESISTIAMO REALMENTE.
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domenica 1 novembre 2009 ore 18:53 - Permalink al commento »
Inviare le lettere non serve a niente. FIdati. Servono le azioni che hanno sempre continuato a fare il comitato natura verde,impronte, nuovo senso civico. Servono le osservazioni tecniche ogni qualvolta una compagnia petrolifera presenta un progetto. Ti parlo di strategie di cittadinanza.Bersani e il PD non sono la SInistra. C’è un concetto scorretto di Sinistra in italia. La vera sinistra va’ da Rifondazione in poi.Febbo ha la delega specifica perchè rispettoalla Stati è molto piu’ nagivato e furbo, più impastato nel mondo delle lobbies. La Stati l’unica cosa che ha fatto è promuovere la legge che sblocca gli inceneritori. DOmani pare si approvi. Cupello certamente si candiderà per ospitarne uno. GLi altri toccheranno Avezzano e una tra Scerne di pineto e Silvi. Il nostro territorio paga gia’ la presenza della turbogas a Gissi. L’unnica volta che ha prodotto energia a motori pieni si è formata una nube nera che è andata a finire su Guilmi. MA questo i siti di disinformazione locale non l’hanno detto………
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domenica 1 novembre 2009 ore 19:33 - Permalink al commento »
Il fumo della centrale che è finito fino a Guilmi è successo solo al momento dell’accensione, adesso il fumo non si vede, si vede solo vapore e la notte si sente rumore.
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domenica 1 novembre 2009 ore 20:06 - Permalink al commento »
Quando è accaduto non importa. Avevano provato a mettere a manetta ed ora viaggiano a meno di 550mw. Il fumo non lo vedi di giorno ma lo espellono di notte. é una tecnica utilizzata per rendere tranquilla la gente. Me ne accorgo quasi ogni giorno al Porto di Vasto quando,scendendo dal treno, si notano i fumi della Puccioni, inesistenti ala luce solare……..Quel vapore che vedi è gran parte PM 4,5. Te che sei della zona, ma funziona la centralina che dovrebbe essere controllabile in ogni momento da tutti? Hai deto ceh si sente del rumore. Non so se per te è forte o meno, ma provalo a immaginarlo al massimo regime che casino potrebbe fare.,
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domenica 1 novembre 2009 ore 20:23 - Permalink al commento »
Le centraline dichiarano le emissioni del giorno precedente e la gente non le guarda neanche più perché non ci credono, consapevoli della loro impotenza, tranne alcune eccezioni, il resto della popolazione non vuole sapere più niente, più volte la notte si sente un rumore forte in tutta la zona limitrofa, la notte si sente pure spesso delle forti espulsioni, o di gas o di aria; la verità non lo dice nessuno, per tentare di saperne di più ci vorrebbe almeno due persone interessate, altrimenti, bene che va lo sa solo uno.
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domenica 1 novembre 2009 ore 20:32 - Permalink al commento »
Grazie per le delucidazioni.
Il tuo prezioso commento ci parla di una territorio in via di deterioramento.
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domenica 1 novembre 2009 ore 21:24 - Permalink al commento »
Si penso che se si continua su questa linea politica, le persone originarie di Gissi saranno schiacciati dagli invasori.
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domenica 1 novembre 2009 ore 23:18 - Permalink al commento »
Non credo che mandare lettere non serva a nulla. Certo se la mettiamo sul piano della possibilità di persuasione che potrebbero avere su tali destinatari, le lettere probabilmente hanno scarsa utilità. Ma nel momento in cui sono tanti a leggerle e a spedirle, si crea un’attenzione sull’argomento che da un lato può sensibilizzare altre persone a dire la loro sull’argomento (come è avventuo con la lettera di Ludovica), dall’altro fa assumere al silenzio di presidente e assessori un carattere grottesco.
Detto questo, non significa che bisgona metterci tutti a scrivere lettere e lasciare perdere le altre forme di manifestazione e di informazione, ma una cosa non esclude un’altra. Anzi sono due modi per portare avanti una stessa causa. Dividersi è l’ultima necessità che abbiamo.
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lunedì 2 novembre 2009 ore 10:55 - Permalink al commento »
Ribadisco due concetti: il primo è che non voglio fare politica, visto che qui tutti hanno colpa, destra e sinistra; secondo che non voglio assolutamente interferire con le azioni di associazioni, comitati e gruppi di cittadini, che indiretteamente conosco. La mia è un’idea che non mi rende la “più brava” o la “più saggia”: la mia è un’iniziativa che nasce da una paura personale, dalla rabbia, dall’impotenza e ho voluto scivere come hanno fatto molti prima di me e come dimostra il fatto che qui ci sono postate altre due lettere. Quello che mi auguro è che possano esserci sempre forme di sensibilizzazione, di informazione. Imput che possano far chiedere alla gente:”ma cos’è questa roba? di che si parla?”. Purtroppo noi nel teramoano siamo quasi all’oscuro di tutto ciò ed è difficile entrare nelle teste delle persone, che forse vedono il problema lontano dal loro perimetro.
Ribadisco che non faccio parte di nessun parito, di nessuna associazione e sono una libera cittadina che si muove come tale. nessuno qui è il primo della classe e non credo che ergersi a migliori serva a cambaire lo status di degrado. ognuno agisca come crede e sulla base delle competenze che ha. Solo così forse riusciremo a far vedere che i cittadini ci sono e non TACCIONO.
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domenica 25 ottobre 2009 ore 18:57 - Permalink al commento
Gent.ma Sig.ra RAIMONDI
devo solo complimentarmi con Lei per quanto è riuscita a trasmettermi con la Sua lettera.
Ha il mio totale appoggio (anche se conterebbe di più quello di un politico, magari del nostro Presidente…).
Allego quello che ho inviato anch’io, tempo fa, senza ottenere risposta. Speriamo, almeno, che risponda con i fatti !
SALUTI
LETTERA APERTA APARTITICA
Egregio Presidente
E’ deprimente toccare con mano il livello di inciviltà che regna ancora dalle nostre parti.
Ci definiamo la Regione Verde d’Europa; in realtà siamo tra le più sporche e incivili ! (altro che “Abruzzese forte e gentile”…..siamo sempre più fessi e ignoranti !)
Basta fare una passeggiata in spiaggia (soprattutto quella libera), nei giardini pubblici o addirittura nei nostri siti archeologici per rendersene conto: una distesa di bottiglie, mozziconi di sigarette e cartacce; spesso lasciati a non più di dieci metri dal bidone della spazzatura….
Ed ancora: cumuli di immondizie che “tornano in bella vista” ai bordi delle strade
(e che strade !! ) quando ci si decide a far tagliare le erbacce.
Tra le penose e macroscopiche ineluttabilità negative del nostro territorio, c’è un dato di fatto: lo spazio pubblico è considerato una pattumiera; che si tratti di spiaggia, verde pubblico (quel poco che abbiamo…) o strade non ha importanza.
C’è tutto un universo umano che vive al nostro fianco mai minimamente intaccato da anni di dibattiti ecologici sulla tutela e la cura dell’ambiente, e sull’importanza che riveste anche in funzione turistica.
Com’è possibile che vi sia ancora gente che non ha mai diffidato i propri figli dal buttare rifiuti in mare, a terra o dal finestrino dell’auto ? Certo, se nessuna amministrazione ha mai promosso una seria campagna di educazione all’igiene pubblica o spedito un pubblico ufficiale a fare multe…..
E la formazione professionale e turistica ? Totalmente insufficienti.
Già, il turismo….una chimera…In questa regione si è ancora convinti che sia sufficiente un territorio bello e dotato di fascino storico e naturalistico: il resto verrebbe per magia, escludendo, invece, capitali e programmazione.
A cosa possiamo affidare una speranza di cambiamento ?
A mio modesto parere perseguendo il “culto” della qualità: della vita, del lavoro, della ricerca, dei servizi, delle infrastrutture, dell’ambiente.
Facile rispondere che dietro a tutto questo occorrono più risorse; è altrettanto vero che occorre avere lungimiranza, evitare gli sprechi e saper fare le scelte giuste.
In primis, sviluppare il senso di appartenenza degli abruzzesi verso il proprio territorio e le proprie tradizioni, non abbandonare i piccoli centri e dare a tutti i comuni le condizioni per mantenere alto un appeal naturale.
Poi, stimolare una crescita industriale nel rispetto del nostro patrimonio naturale.
In questo ambito si inseriscono l’artigianato, l’agricoltura, l’enogastronomia; tutti elementi che sostengono un altro straordinario pilastro economico: il TURISMO.
Ne va del bene della nostra economia, che sarebbe ora cominciasse a porre solide basi anche su uno sviluppo sostenibile del turismo, soprattutto visti i tempi che corrono per altri settori.
Perché il turismo non è un hobby estivo, ma una cosa seria, una risorsa industriale esattamente come le tradizionali attività produttive. Il turismo è una vera professione, che si esercita anche tenendo il territorio in uno stato decoroso. Tutto l’anno.
Prendiamo come esempio il nord dell’Europa o, per guardare in casa nostra, il Trentino-Alto Adige e cerchiamo di porre fine, indipendentemente dal colore politico, a questo degrado e arretratezza che, tra le altre cose, sono capaci solo di attrarre malavita dal Sud.
Grazie
MASSIMILIANO D’ADDARIO
veveymax@libero.it
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sabato 24 ottobre 2009 ore 14:13 - Permalink al commento
Speriamo che tanti altri residenti nella nostra regione invieranno ai vari politici una richiesta simile, anche se non tutti riusciamo a scriverla così bella e completa come la tua; personalmente, da molti anni, non credo più ai politici, so che si sono spartiti tutto terra, mare, aria e persone; spero pure che tutte quelle persone che credono ancora al politico che fa l’interesse dell’intera collettività, in questo momento, facessero sentire con più forza la loro richiesta.
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