Vasto…oggi

Vasto…oggi

Unregistered

Vivere a Vasto per noi Vastesi e’ ogni giorno piu’ arduo e vedere ogni giorno amici e conoscenti che rimangono senza lavoro non e’ molto appagante e per nulla gratificante soprattutto perche’ creano un senso di angoscia e paura di non facile soluzione in quelle famiglie .Quando in passato vedevo i miei amici andare via in altre Citta’ per trovare lavoro ,rimanevo sempre un po’ irritato verso di loro e pensavo come mai tra tanti lavori a Vasto,non c’e’ ne fosse uno che andasse bene …Pero’ oggi vedo che la situazione peggiora e il pensiero di trovare un lavoro in altre realta’ si fa sempre piu’ frequente nei discorsi dei giovani .Il perche’ non e’ difficile dirlo .Innanzi tutto l’assenza di una Universita’ a Vasto gia’ costringe a trovare casa in altre Citta’ e poi tanti ragazzi se trovano delle differenze sulla qualita’ della vita notevoli difficilmente resistono alla tentazione di partire. Rimanere in una Cittadina che e’ sempre piu’ indietro in confronto ad altre e che non da poi un lavoro stabile non lascia scampo .Sono stato sempre un convinto sostenitore di una cosa e cioe’ che chi ha le radici in un luogo da generazioni,perche’ dovrebbe partire e tornare solo per le vacanze (seppure), perche’ dare spazio a chi arriva da lontano e noi che una casa l’abbiamo ricominciare daccapo distanti dal luogo di appartenenza? In un recente passato Vasto e’ entrata in un contesto di sviluppo e di crescita entusiasmante e ha dato la possibilita’ a chi era emigrato all’estero (Germania,Francia,Belgio , Australia ecc. ) a tornare e a costruirsi una casetta,ma chi oggi deve partire da zero o quasi …oggi come deve fare? Chi lavorava in alcune fabbriche vicine ed e’ andato in pensione ha potuto “regalare” il suo posto al figlio ,chi ha avuto Santi Protettori e’ stato “graziato” ,ma effettivamente come non comprendere e come non capire oggi chi decide di lasciare Vasto per lavorare all’ Estero oppure in altre realta’.Allora il pensiero va a chi amministra e a chi puo’ determinare delle soluzioni e chiedo di considerare Vasto un ferito alle gambe che va con le stampelle e che se non curato puo’ aggravarsi e non camminare piu’.Chi ringraziare di questo ? La crisi,la politica,il menefreghismo,l’inettitudine di taluni ,la sfortuna o la superficialita’ ? Di tutto un po’! Se uno ha la possibilita’ di viaggiare quando torna ,spesso sento ripetere che Vasto non offre niente…sara’ vero?Io dico che se rapportato anche a solo venti anni fa…offre molto ,se rapportato a quaranta anni addietro offre tantissimo! Anzi e’ innegabile che Vasto non ha mai offerto cosi’ tanti servizi se rapportato al passato .Pero’ e’ innegabile vedere le differenze che oggi ci sono tra Citta’ vicine molto simili a Noi tipo Lanciano o Termoli e che ora , offrono servizi superiori sia in termini infrastrutturali, sia culturali .Questo crea allora dubbi sul lavoro politico e per di piu’ retribuito profumatamente in un passato recente e che non ci sia stato abbastanza localismo … Desiderare di avere un po’ di strade in piu’ e una Universita’ non penso poi che sia impossibile…per Vasto.

Davide Delle Donne



'Vasto…oggi' ha ricevuto 4 commenti:
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  1. MAC
    MAC
    lunedì 9 novembre 2009 ore 15:01 - Permalink al commento

    Il nostro territorio è troppo dipendente dallo “stato centrale”. Termoli come Vasto, come Lanciano non hanno saputo esprimere delle peculiarità imprenditoriali ed oggi questo si sente maggiormente data la crisi.
    Per intenderci…. Oggi non c’è più la SIV ed Il Vastese è costretto a lavorare solo sull’indotto di grandi aziende: Pinkilton, FIAT, Honda ecc.
    La locale politica dovrebbe dare la possibilità di creare impresa ma non ce la fa perchè priva di risorse economiche. Risorse dirottate al NORD ITALIA a livello nazionale, a Pescara e Chieti a livello regionale. Nasce cosi il malcontento e lo stallo.
    Le soluzioni sono tante ma a mio avviso non possiamo guardare a “assi” locali. Dobbiamo sprovincializzarci sapendo proporre ciò che abbiamo di unico. Dobbiamo puntare sui servizi, dobbiamo rendere mercato la carenza dello stato e della regione. Le nostre carenze, insomma, diventerebbero il nostro punto di forza. Se invece ci mettiamo a rimpiangere il posto in fabbrica, se continuiamo a giardare ad un passato che vedeva VAsto poco più che paese non usciremo mai dallo “stallo” di cui parla Davide.

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  2. Unregistered
    Davide1971
    domenica 8 novembre 2009 ore 19:30 - Permalink al commento

    Ciao Giuseppe,ciao Andrea…Vasto aime’ e’ precipitata .E’ attualmente in una fase di stallo e ver sentito Chiodi “Basta con il localismo”…mi ha fatto andare su tutte le furie.Questo e’ venuto a dire cosi0 a casa del morto! Purtroppo prendere la parola e farlo ragionare su questa affermazione da un nostro rappresentante e’ difficile,ma non impossibile.Allora Chiodi sappia che Vasto da quindici anni di localismo ne ha avuto poco e niente.Infatti siamo il fanalino di coda dell’Abruzzo che conta.Purtroppo di gente con i “cordoni” che sia capace e che abbia il potere di deviare risorse in questi luoghi (prima era il pattume ora neanche quello!)non ci sono.Momentaneamente assenti.P.S. Basta con il localismo a Noi!!!!Chiodi VERGOGNA!!

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  3. Andrea Smargiassi
    Andrea Smargiassi
    domenica 8 novembre 2009 ore 11:25 - Permalink al commento

    La Naturale continuazione di alcuni miei articoli…Davide mi sono battuto da sempre per questa questione. Qui su questo blog addirittura dal 4 luglio 2007 (vedi Questione universitaria vastese), e fuori da questo blog anche da molto prima. Ho incontrato amministrazioni comunali, scritto lettere a destra e a manca (amministratori comunali: Tagliente Pietrocola e Lapenna, provinciali: Febbo e Coletti, testate giornalistiche: Il Centro e informazione sul web: vedi esempio)
    http://www.histonium.net/focus.....NZIONE.php
    Poi anch’io sono dovuto andare via dall’Abruzzo…Dice bene Giuseppe, certe cose si fanno solo se c’è reale attivismo da parte della classe politica locale, ma questa città non riesce ad esprimere persone di un certo peso politico da diverso tempo ormai fino addirittura alla paradossale situazione attuale di essere completamente isolati
    (vedi altro mio post LA TERRA DI NESSUNO).
    Operazioni come la “scuola internazionale di studi rossettiani”, unica cosa che attualmente a Vasto può essere considerata di livello universitario insieme al corso di laurea infermieristica è lodevole perché si è cercato di battere una strada che poteva essere battuta con la “D’Annunzio”. Ma ovviamente è ancora troppo poco…deve essere solo un primo piccolo passo e non il nostro unico obiettivo per poi riposarci per chissà quanti anni ancora.
    E’ tutto vero: se i giovani non vengono trattenuti è difficile pensare ad una crescita culturale ed economica locale.
    Termoli ha alcune sedi universitarie locali e francamente dobbiamo ringraziare l’università del Molise se alcuni nostri giovani oggi restano a Vasto perché hanno una sede così vicina.
    Quello che voglio dire è che l’Abruzzo le sue scelte di centralismo economico l’ha fatte. Abbiamo avuto qualcosa dall’Abruzzo solo nel periodo dei “Protettori” locali Spataro e Gaspari poi nulla più anzi via via rallentati nella crescita e nello sviluppo perdendo terreno con le altre consorelle e peggio ancora con l’area Pescarese, quasi dovessimo pagare il conto per quello che c’era stato prima.
    Dobbiamo pensare ad un centro economico e culturale che sia alternativa a quello già prescelto. Un nuovo asse Vasto-S.Salvo-Termoli può essere la soluzione, così scontato se prendiamo una cartina, ma così su due rette parallele a causa di quel confine di regione. Ne deriva paradossalmente che Termoli è il centro di una Regione e il vastese ne sia una periferia con tutte le conseguenze che ne derivano, nonostante fra S.Salvo e Termoli ci siano 18 Km. Conosco la “D’Annunzio”, ne fui matricola e poi laureato e penso che sperare nell’università chietina sia sbagliato, non varcheranno mai non dico il Sangro, ma manco l’Alento. Chieti è rivolta a Pescara e di questa provincia e di questa regione siamo periferia e dormitorio e avremo solo briciole o comunque avremo solo quando tutto il resto è già stato sistemato perchè definito PRIORITARIO.
    Bisogna essere alternativi e pensare alla nuova area di sviluppo economico e culturale anche se passa un confine regionale di mezzo. Le unioni locali possono essere più forti dei poteri regionali e costringerle ad interessarsi di loro. E vedrete che L’università del Molise sbarcherà anche a Vasto, magari nel vecchio nosocomio che diventerà campus invece che essere dato in pasto ai privati.

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  4. Unregistered
    Giuseppe
    domenica 8 novembre 2009 ore 01:22 - Permalink al commento

    Caro Davide,
    sono un Vastese che vive all`estero però è sempre un Vastese che ama la sua città.
    Il problema è stato sempre lo stesso da sempre ed i politici che si sono avvicentati in questi anni, credo non abbiano fatto o non hanno potuto fare molto per far avanzare Vasto in un contesto di Citta di riferimento.
    Citi a Lanciano e Termoli, ebbene se queste due cittadine hanno progressato più di Vasto, una risposta deve esserci e credo sia stata la capacità della loro dirigenza.
    In vasto questo è possibile? I fatti hanno dimostrato che no per adesso, comunque speriamo che qualche illuminato Vastese possa portare avanti prossimamente, per lo meno il progetto di creare una Università.

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