Abruzzo nero, problema nazionale

Abruzzo nero, problema nazionale

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La questione della petrolizzazione dell’Abruzzo ormai è una questione nazionale. Vari giornali se ne sono occupati, adesso lo fa anche il ‘Corriere della Sera’.

Io sottolineo e memorizzo la dichiarazione dell’Assessore all’Ambiente, Daniela Stasi:

“…Il presidente Chiodi e lo stesso Berlusconi sono stati chiari: non ci sarà nessuna petrolizzazione dell’Abruzzo. [...] Stiamo mettendo in piedi una serie di iniziative per portare avanti quello che il presidente Chiodi ha promesso in campagna elettorale. [...] Io non voglio pensare a fermare le trivelle, io voglio pensare che non ci sarà bisogno di fermarle perché in una regione verde non si deve correre questo rischio”.

E riporto una frase dell’articolo:

“Il presidente della provincia, Enrico Di Giuseppantonio, ha espresso da tempo la sua ferma contrarietà al progetto puntando il dito contro «la mancanza quasi totale di collegamento tra istituzioni nazionali e locali»”.

Diamo atto a Di Giuseppeantonio: aveva detto che era contrario e contrario è rimasto (bravo!). Però lo stesso Presidente sottolinea un problema gravissimo: “la mancanza quasi totale di collegamento tra istituzioni nazionali e locali”. Gravissimo problema che, spero, non diventi una scusa per Di Giuseppantonio.

Infine, una speranza: visto che il pericolo lo merita e il problema è grande (ne va del nostro futuro), davvero è l’occasione giusta per vedere i nostri rappresentanti unirsi e fare fronte comune: maggioranze e minoranze si alleino, per questa volta.

È ora che gli abruzzesi decidano sul loro futuro: referendum!

Saludos!



'Abruzzo nero, problema nazionale' ha ricevuto 8 commenti:
il più recente in testa

  1. MAC
    MAC
    domenica 15 novembre 2009 ore 10:43 - Permalink al commento

    Leggendo l’articolo mi vengono i brividi. Un assessore regionale all’ambiente che pensa che L’abruzzo sia immune da rischi solo perchè è regione verde d’europa. Questi sembrano avere la segatura in testa. Non ci si pone l’obbiettivo di salvare la regione ci si fregia solo di titoli. Questi politici vivono in una realtà virtule.

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  2. Unregistered
    Mario Franco Basilico
    venerdì 13 novembre 2009 ore 21:47 - Permalink al commento

    Se fosse vere quello che affermano i nostri politici Regionali, Provinciali ed alcuni locali, non accuserebbero di catastrofismo i comitati e i cittadini che sono per davvero contro la petrolizzazione dell’Abruzzo ma li ringrazierebbero, se non tutti, anche qualcuno privatamente, per averli salvati da una gravissima colpa che peggiorerà la qualità della vita di gran parte della popolazione Regionale.
    Sono convinto pure che quando vogliono, i collegamenti, con il Governo Nazionale, li sanno trovare.

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  3. Spanish
    Spanish
    venerdì 13 novembre 2009 ore 11:49 - Permalink al commento

    Ho dimenticato di dire che, per me, le parole di Berlusconi non hanno la minima credibilità (pare che faccia ciò che dice solo quando interessa a lui…) e Chiodi è un leader debole come poche volte ho visto: ha delegato la gestione della regione al Governo e al suo fido scudiero prossimo alla pensione (per fortuna!).

    Ora, invito davvero a mettere da parte questioni ideologiche e centrarci sul problema: se davvero le giunte regionale e provinciale vogliono fermare il petrolio, non possiamo dargli scuse. Mi spiego, la mia idea è che tutti coloro che sono contrari alla petrolizzazione si uniscano per passare dalle parole ai fatti. Solo così si vedrà chi è bravo solo a parla’ e chi vuole salvare la nostra terra.

    PS: secondo me, l’assenza di collegamenti è grave e purtroppo vera, tanto da giustificare il dibattito sull’utilità delle provincie…

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    spappolato
    novembre 13th, 2009 ore 12:50 - Permalink al commento »

    I comitati di lotta stanno spingendo per chiedere la moratoria trentennale. Uno strumento ceh a livello locale [ utilissimo [ la definitiva perimetrazione del Parco Nazionale che pero’ nessun politico vuole.

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    Spanish
    novembre 13th, 2009 ore 13:41 - Permalink al commento »

    Sinceramente, la moratoria trentennale non serve se l’obiettivo è identificare una via di sviluppo per l’Abruzzo che non sia il petrolio, compito dei nostri rappresentanti.

    Il ‘no’ alla petrolizzazione dev’essere ragionato anche da un punto di vista economico, altrimenti non avremo mai l’appoggio di tutte le classi abruzzesi.

    La moratoria trentennale è la soluzione ecologista, identificare un’altra modello economico e assumerlo è la soluzione politica.

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    spappolato
    novembre 15th, 2009 ore 00:59 - Permalink al commento »

    Si vabbe’ ma nel concreto te che proponi?

    Quali strumenti metteresti in campo?

    Qui non si ragiona sui processi dell’ economia ma di come fronteggiare il pericolo.

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    Spanish
    novembre 16th, 2009 ore 15:40 - Permalink al commento »

    (“Tu che proponi”, non “te che proponi”…)

    In sintesi, penso che se ad un abruzzese va un tipo e gli dice: “ti riempio di soldi se mi lasci inquinare”. E poi va Spappolato e gli dice: “firma per chiedere che per 30 anni questo non ti può riempire di soldi”, quello (l’abruzzese) dice: “riempimi di soldi!” e sbatte la porta in faccia a Spappolato. Se bisogna inquinare per vivere, perché aspettare?

    Faccio un discorso diverso, ma mi pare di averlo già detto e comunque si torna sempre ad una questione che a me pare importantissima: usare gli argomenti giusti e le parole giuste.

    Chi è favorevole alla petrolizzazione dell’Abruzzo fa un ragionamento semplicissimo: gli abruzzesi hanno da tempo un problema di sviluppo ed il petrolio è la soluzione a questo problema. A questo discorso, mi pare, non si può rispondere “no, il petrolio inquina…facciamo la moratoria”, perché così si da l’impressione di bloccare l’unica possibilità di salvezza per la regione.

    Allora, presentiamo la petrolizzazione per quello che è : la condanna dell’Abruzzo a rimanere ‘Regione in via di sviluppo’, per così dire (io arriverei alla colonizzazione ma non voglio dare spazio a regionalismi…). Dico, presentiamo la petrolizzazione non come un problema degli ecologisti, ma come un problema economico perché distrugge ogni possibilità di sviluppo per la regione. Possibilità che passa per quel progetto che si è cercato (solo a parole) di proporre negli ultimi 10-15 anni: Abruzzo, regione verde d’Europa.

    Se presentiamo la petrolizzazione e le altre attività industriali altamente inquinanti come un pericolo economico, prima che ecologico, la gente avrà più voglia di ascoltarci: non stai parlando del futuro del fratino, ma del futuro di suo figlio. ‘Abruzzo, regione verde’, non significa che hai tanti posti per fa’ la Pasquetta, ma che fai tanti soldi grazie alla lungimiranza che hai avuto: salvaguardare e valorizzare quello che la natura ti ha dato.

    Adesso non voglio buttarla sulla polemica politica, ma credo che lo sforzo che fece Desiati per il turismo abruzzese quando era assessore regionale sia stato l’unico vero tentativo di sviluppare questo modello economico per l’Abruzzo. Sforzo, tra l’altro, che la giunta Del Turco ridimensionò fortemente, quando a parole predicava ben altro. Sforzo, per tornare ad oggi, che l’attuale giunta Bertolaso…perdón, Chiodi…l’attuale giunta Chiodi ha messo da parte.

    Insomma, va bene parlare di ambiente e del povero fratino, ma agli abruzzesi (come te e me) bisogna dargli un futuro. La petrolizzazione è un attacco a questo, al futuro dei giovani abruzzesi…

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  4. Unregistered
    spappolato
    venerdì 13 novembre 2009 ore 11:28 - Permalink al commento

    Il presidente Chiodi e lo stesso Berlusconi sono stati chiari: non ci sarà nessuna petrolizzazione dell’Abruzzo.

    Dove sono le iniziative. Quali intendete portare avanti.Non avete fatto ricorso al consiglio di stato contro l’ impugnatura del governo e avete sitematicamente fatto mancare il numero legale alla proposta Caporale e quelle di Rifondazione. Non avete mosso un dito contor il DDL/ter di Maggio. Buffoni.

    Stiamo mettendo in piedi una serie di iniziative per portare avanti quello che il presidente Chiodi ha promesso in campagna elettorale.

    L’ unica iniziativa e’ stata di Febbo che voleva aumentare le royalies e basta. Durante la campagna elettorale Chiodi si e’ ben guardato dal promettere mari e monti e ha sempre strattato l’argomento stizzito e dando dei catrastrofisti ai comitati. Vergogna!!

    il presidente della provincia, Enrico Di Giuseppantonio, ha espresso da tempo la sua ferma contrarietà al progetto puntando il dito contro «la mancanza quasi totale di collegamento tra istituzioni nazionali e locali

    Cosa ci azzeccano i collegamenti. Semmai collega il tuo cervello. Hai detto che la provincia non poteva presentare osservazioni dichiarando falso ideologico. A parte la firmettina del cacchio sul trabocco come sindaco hai dato il peggio di te facendo cementificare mezza Fossacesia Marina e poi cone presidente provinciale sei sempre stato alla finestra. A Cupello ti sei cacato in mano, non sapevi che dire: e ci credo, pensavi che la gente fosse fessa come nel periodo di Gaspari.

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