Viva, viva, la Volkswagen

Viva, viva, la Volkswagen

redazione

di Francescopaolo D’Adamo

Tempo fa, ho seguito, su un telegiornale nazionale, la notizia inerente un mini generatore di energia elettrica …. “E qui, si continua ancora a parlare di pale eoliche e centrali”.
Perché parlare di “centrali”, non si potrebbero usare altri termini?
Quindi riporto di seguito un articolo di Andrea Tarquini, apparso qualche tempo fa, su Repubblica.it.
Di questo articolo lascio il commento al lettore.

Entro il 2010 mini-centrali domestiche col motore della Golf

BERLINO – Dopo l’auto del popolo, ecco l’energia del popolo. La Volkswagen, il numero uno europeo e big global player mondiale dell’auto, l’azienda nata inventando col Maggiolino la vettura per tutti, si lancia a sorpresa nel mercato dell’energia con una trovata rivoluzionaria, che in Germania secondo Der Spiegel già fa tremare i produttori tradizionali. La trovata rivoluzionaria è appunto la mini-centrale elettrica in casa, in cantina o nello sgabuzzino, che produce l’energia per l’appartamento o il villino dove vivi, e trasmette l’esubero di produzione di energia a un accumulatore, il quale la redistribuisce in rete.

Almeno centomila mini-centrali in domicili privati, interconnesse tra loro, possono fornire la stessa produzione di energia di due reattori atomici o di due grandi centrali elettriche a carbone. A prezzi molto interessanti per l’utente, e con alta efficienza nel rapporto consumo-produzione di energia.
L’accordo è stato raggiunto tra Volkswagen e Lichtblick, un’azienda che produce e fornisce energia elettrica nel nordovest della Repubblica federale.

E’ un’intesa che il colosso dell’auto e il piccolo, dinamico produttore-outsider di elettricità hanno firmato con validità da adesso per tutto il mondo. Entro il 2010 le mini-centrali domestiche saranno disponibili. E. On, Rwe, gli altri big del comparto energia in Germania, e forse oltre i confini tedeschi anche colossi come Edf, già si preoccupano: è una sfida che probabilmente non si aspettavano. E’ la prima volta che Volkswagen, produttore d’auto “puro”, si lancia alla grande in un altro comparto.

Funziona così. La mini-centrale, a prima vista, sembra un enorme frigorifero, o congelatore, o una piccola moderna caldaia. Dunque può facilmente trovare spazio nella cantina, nel locale-sgabuzzino, o in qualsiasi altro posto di una casa unifamiliare o di un appartamento. Il cuore dell’apparecchiatura è un motore Volkswagen a metano, derivato dai propulsori di serie della Golf, che produce energia di per sé e muove un generatore. La mini-centrale Volkswagen-Lichtblick fornisce l’energia necessaria al consumo domestico, con un’efficienza di produzione di circa il 94% nel rapporto consumo-produzione e produzione-utilizzo possibile di energia. Molto di più del 40% circa delle moderne centrali nucleari o a carbone.

Volkswagen e Lichtblick vogliono installare centomila mini-centrali in Germania in un primo momento, poi dare la caccia ad altri clienti. Ma non è tutto, appunto. Il resto, la produzione di energia residua, non utilizzata in casa, viene convogliata insieme alla residua produzione delle altre 99mila 999 centrali domestiche e immagazzinata in un accumulatore, con cui poi Lichtblick redistribuisce la corrente ai suoi utenti in rete.

Tutto senza costruire costose nuove grandi centrali, solo interconnettendo come tanti mini-computer collegati grazie a Internet le centomila (e forse domani i milioni) di mini-centrali domestiche. Interessantissimi anche i costi d’acquisto ed esercizio per l’utente: l’installazione viene fornita per 5000 euro, poi si paga un canone mensile di 20 euro più il consumo mensile d’energia secondo le tariffe ufficiali, pubblicamente imposte, del gas. In più il produttore paga all’utente 5 euro mensili di “fitto” e 0,5 cent per ogni chilowatt immagazzinato nell’accumulatore. Riparazioni e manutenzione gratis.



'Viva, viva, la Volkswagen' ha ricevuto 13 commenti:
il più recente in testa

  1. Unregistered
    mac
    venerdì 20 novembre 2009 ore 16:58 - Permalink al commento

    Questo progetto non mi convince. Bisogna prima investire sul solare e poi sul resto. Attenzione parlo di un Solare usato con razocinio (nei prossimi giorni capirete del perchè di questa affermazione). Per le piccole centrali e l’autoproduzione vi informo che ci siamo vicini alla loro realizzazione. La possibilità di delocalizzare l’energia anticiperà le leggi e abbaterà gli enti preposti alla produzione dell’energia come quel mostro dell’ENI. Forse è presto per cantar vittoria ma vi propomgo un interessante link.
    Penso che i cittadini prima o poi saranno in grado di superare lo stato ed i tanti cavalieri e baroni.
    http://www.jacopofo.com/indice.....elettriche

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  2. Unregistered
    advocatus
    venerdì 20 novembre 2009 ore 15:04 - Permalink al commento

    Ma di discutere serenamente non vi riesce proprio?

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    Luca
    venerdì 20 novembre 2009 ore 15:07 - Permalink al commento »

    zitt tu ca si n’addr appicciafoche…
    :lol:

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  3. Unregistered
    francescopaolo d'adamo
    venerdì 20 novembre 2009 ore 10:55 - Permalink al commento

    Mi piacerebbe conoscere il parere degli “ambientalisti” su quanto ho pubblicato. Non credo che l’ambiente sia “solo” una passerella a punta d’Erce.

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    Luca
    venerdì 20 novembre 2009 ore 11:33 - Permalink al commento »

    Premesso che non mi sento un’ambientalista, se leggi i commenti su passate discussioni in tema energetico (nucleare et similia) scoprirai che ho piu’ volte espresso il concetto che la vera svolta in campo energetico sarebbe potuto essere quella delle piccole produzioni “distribuite” sul territorio, sia con impianti residenziali (privati) sia con impianti per usi industriali.
    Non entro nel merito tecnico della questione poichè questo paradigma viene automaticamente escluso dall’attuale sistema speculativo italiano, per questo il condizionale al passato. La rete distributiva è stata immolata all’oligopolio di pochi speculatori, il bene comune è andato a farsi fottere. Andrebbe prima invertita la rotta tornando ad una gestione pubblica della distribuzione energetica, ma se sono arrivati a privatizzare (non a “liberalizzare” come raccontano) un bene fondamentale come l’acqua è chiaro che si tratta ormai di un’utopia.
    Sulla passerella non fare come Davide, non si tratta di ambiente ma di furbizia all’italiana e di legalità, ho già detto (e pure troppo) come la penso da un’altra parte.
    Non c’e’ bisogno di essere ambientalisti per indignarsi.

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    francescopaolo d'adamo
    venerdì 20 novembre 2009 ore 12:13 - Permalink al commento »

    grazie Luca, spero rispondano anche altri, cosi da far giungere alle orecchie di chi non “vuole” sentire che le strade da seguire sono varie.

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    spappolato
    venerdì 20 novembre 2009 ore 13:58 - Permalink al commento »

    Ciao sono un ambientalista,

    Al momento sono impegnato in una campagna ben piu’ importante e imediata del tuo miracoloso motore. Il petrolio. Sono anni che vado parlando di democrazia energetica e di certo non devi essere tu a insegnarla a gente che, come me, da un po’ di anni produce attivita’ in tal senso.Se vogliano dirla tutta la tua soluzione col motore a metano e’ obsoleta perche’ ancora legato ad un idrocarburo.Esistono dalle mattonelle solari alle tegole solari in modo da sfruttare tutto il tetto. Su Punta Aderci ti dico solo che se non ci fossero stati altri “ambientalisti” prima di me, nessun politico si sarebbe sporcato le mani a farla diventare riserva. Riflettiamo quando scriviamo.

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    francescopaolo d'adamo
    venerdì 20 novembre 2009 ore 14:40 - Permalink al commento »

    Egregio Signor Spappolato premesso che il motore non è mio, con l’articolo volevo solo sollevare un problema, così che anche persone totalmente a digiuno dell’argomento potessero interessarsi e magari informari. Anzi avrebbero potuto addirittura diventare profeti o predicatori come Lei che da anni vai parlando dell’argomento. Io chiedo scusa umilmente a tutti coloro che pensano chi io possa o voglia insegnare qualcosa. Non si mettano pena. Rifletterò prima di scrivere, per il solo motivo che esistono persone che, usando toni arroganti come Lei (il lei è d’obbligo,)mettono in condizione coloro che timidamente potrebbero avvicinarsi ai problemi della società attuale, di non farlo. Purtroppo queste persone intimidite dai saccenti come Lei si convincono di non poter esprimere opinioni, perchè non all’altezza. Mi scuso fin da ora con Lei se qualche volta mi permetterò ancora di cercare di “dialogare” su qualche argomento.

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    RobDel79
    venerdì 20 novembre 2009 ore 16:42 - Permalink al commento »

    E’ pure vero che chi di sarcasmo ferisce… no?

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    spappolato
    venerdì 20 novembre 2009 ore 17:06 - Permalink al commento »

    Ma dai non fare la vittima. Il mio tono era sicuramente non saccente, ma come ti permetti a scrivere cose del genere. Arrogante ci sei tu che parli di passerelle a Punta Aderci. Se semini vento raccogli la tempesta. Io non profetizzo nulla, ne ho intorno a me dei discepoli. Sono un cittadino che si impegna a non avere il petrolio, vadop alle conferenze delle associazioni, studio i comitati, appoggio le loro inziative ma vista la gente come te mi chiedo se vale la pena sbattersi.

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    spappolato
    venerdì 20 novembre 2009 ore 17:09 - Permalink al commento »

    Sei stai inacidito con il sindaco non te la prendere con gli altri. Se sei stato trombato e ora butti guano su chiunque ti tiene testa nei post allora prenditi la tua dose di pazienza e non dare luogo a infantilismi degni di psicologi come Piaget. Sfogati come vuoi ma lascia stare la parte della cittadinanza che lavora senza clamori.

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    francescopaolo d'adamo
    venerdì 20 novembre 2009 ore 17:56 - Permalink al commento »

    a parte che vi sarete accorti che il sindaco non mi tange proprio.(linguaggio pulito)Io ho solo fatto notare con lo stesso tono rivoltomi che il mio sforzo sta nel divulgare più notizie e commenti possibili, per allargare il dibattito a tutti, non solo a quelli che seguono conferenze, dibattiti,comitati (conosci il cartoon Babar?)ecc. “L’infantilismo di un trombato” potrebbe essere il titolo di una canzone da cantautore o di un racconto breve. Non certo la mia colonna sonora poichè forse potrei, a volte, sembrare infantile, ma non trombato. Trombato è chi si sente arrivato in cima alla torre e buttato giù. Non è un mio problema questo. (Leggere Aristotele atto e potenza)Sfogati come vuoi ma lascia stare la parte della cittadinanza che lavora senza clamori. Spiegami cosa significa.

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  4. Unregistered
    Vincenzo
    giovedì 19 novembre 2009 ore 20:52 - Permalink al commento

    Favoloso ! sarebbe una ottima soluzione per l’intera umanità.
    ripetiamo tutti insieme lo slogan di Francescopaolo:
    “Viva, Viva la Wolkswagen” Ciao! Vincenzo.

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