Un pluriomicida sepolto in Vaticano
Il popolo ha gridato “santo subito”, la Chiesa sta apprestando un rapido processo di beatificazione. Noi laici non pretendiamo di avere competenza in materia. Ma pensiamo, molto sommessamente, che un papa vada giudicato anche sul suo pontificato, sulle sue luci e sulle sue ombre. Siamo stati conquistati dalla sua vis comunicativa , dal
suo carisma, abbiamo visto piazze piene ed entusiaste, conosciuto tanti nuovi santi come mai in tutta la storia della Chiesa, abbiamo gioito per la caduta del muro di Berlino e per la Polonia libera, ma ci hanno turbato anche tanti misteri. Gli scandali del banco Ambrosiano e della banca del Vaticano, lo Ior di Marcinkus, che gestiva i capitali dei corleonesi, e la scia di morti eccellenti, ” i banchieri di Dio” Roberto Calvi e Michele Sindona, il giudice istruttore Emilio Alessandrini e l’avvocato Giorgio Ambrosoli.
Sono di queste ore le novità sul rapimento della giovane Emanuela Orlando.
L’ex amante di Renato De Pedis, capo della banda della Magliana, torna, in maniera più convincente, a rivelare che il rapimento fu perpetrato dalla stessa banda e il corpo fu gettato in una betoniera. E riprende a tormentarci il mistero di questo pluriomicida incredibilmente sepolto come un romano pontefice – su decisione del vicario di Roma, il cardinale Poletti – accanto a vescovi e santi, nella cripta della chiesa vaticana di Sant’ Apollinare, adiacente a piazza Navona. Una sepoltura contraria ad ogni etica e alle leggi canoniche, che prevedono che “i cadaveri non siano seppelliti in chiesa, se non si tratti del Romano Pontefice o di Cardinali o di Vescovi”.
Ezio Pelino
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