G8 a L’Aquila, tante promesse ma la ricostruzione è a zero

G8 a L’Aquila, tante promesse ma la ricostruzione è a zero

Unregistered

Fu veramente bella la gara di generosità fra i capi di stato al G8 dell’Aquila. Nessuno si tirò indietro. Tutti adottarono un monumento danneggiato dal terremoto e promisero che avrebbero provveduto a restaurarlo.

Ora potremmo dire, con il poeta, “di tanti che mi corrispondevano non è rimasto neppure tanto”.
I potenti della terra, fuori del palcoscenico mediatico mondiale, sono stati presi da amnesia.
Nemmeno un euro o una pietra per la cinquecentesca Fortezza spagnola, uno dei simboli della città, e per le tante chiese e palazzi che la fecero bella e fiera.
Sono solo quattro i Paesi che hanno sottoscritto i protocolli di intesa.

Tant’è che il Consiglio regionale abruzzese ha pensato bene di dare la sveglia agli smemorati attraverso il ministro degli esteri.
Ma la sveglia dovrebbe suonare alta e forte anche per il nostro governo.
Se infatti si è provveduto a dare un riparo agli sfollati, la ricostruzione, dopo otto mesi, è a zero, e alla distruzione violenta è subentrato il lento degrado prodotto dall’abbandono e dalle intemperie.

Ezio Pelino



'G8 a L’Aquila, tante promesse ma la ricostruzione è a zero' ha ricevuto 3 commenti:
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  1. Spanish
    Spanish
    martedì 1 dicembre 2009 ore 09:34 - Permalink al commento

    Altra segnalazione: le mummie rimaste allo scoperto per il crollo di una chiesa.

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  2. Spanish
    Spanish
    lunedì 30 novembre 2009 ore 14:01 - Permalink al commento

    Interessante articolo su questo tema…

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  3. Unregistered
    bologna adriano
    martedì 24 novembre 2009 ore 20:29 - Permalink al commento

    Ezio, mi son trovato per caso a leggere il tuo articolo,mi congratulo con te perchè metti in modo semplice il dito sulla piaga ,in effetti non solo in questo triste caso dell`Aquila ma nella vita comune di tutti i giorni,a livello di servizi e di diritti che lo Stato dovrebbe darci,siamo sullo stesso livello dei paesi del Sud-America.Sono abruzzese,vivo da quaranta anni in Germania.La Germania è riuscita nel giro di 5-6 anni a ricostruire una intera nazione(vedi vecchia DDR),fosse successo in Germania il terremoto dell `Aquila dopo massimo 6 mesi, tutti avrebbero avuto di nuovo casa,le opere d` Arte sarebbero di nuovo ripristinate.Le somme anche se stanziate, da noi non arrivano mai alla base,perchè i ministeri hanno dei buchi neri che inghiottano somme destinate ad un determinato fine,per poi deviarle in altre direzioni.All` estero il nostro stato non riscuote assolutamente credibilità, i trattati che lo Stato Italiano firma ,in Europa in Italia poi non li mette in pratica a discapito del comune cittadino,io propongo in Italia di sciogliere le due Camere( Parlamento e Senato) di soggiocarci a livello Costituzionale e Legislativo alla Germania.In Europa i politici ,quando gli Italiani non sentono ci chiamano,la Nazione delle banane. ciao Adriano

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