Nessuna voce in difesa del cardinale
Il ministro della Repubblica Calderoli attacca, nel nome del cristianesimo, il cardinale Tettamanzi per la sua difesa della dignità degli emigranti accusandolo di “cattocomunismo” e di essere un corpo estraneo per la città di Milano, come un sacerdote mafioso in Sicilia. Sarebbe, peraltro, colpevole di non aver partecipato alla crociata per il crocifisso promossa dalla Lega e dal centrodestra. Lo segue “La Padania” che arriva addirittura a mettere in dubbio l’autenticità cristiana del cardinale domandandosi se si tratta di un vescovo o un iman.
Che la lega sia rozza e ignorante è risaputo, ma le accuse sono così violente, toccano l’ufficio stesso di un vescovo e sono mosse nel nome del popolo cristiano e nella convinzione di interpretarne il sentire, che nasce la domanda di come ciò sia possibile.
Viene da chiedersi quanti siano i cristianesimi.
C’è quello autenticamente evangelico, “scandaloso”, del cardinale Tettamanzi, dell’amore per il prossimo, della parabola del buon samaritano, dell’ “ama il tuo nemico”, del “porgi l’altra guancia” e il cristianesimo che si è fatto potere, abitudine, tradizione. A nome di quest’ultimo parla la Lega e di avere il suo sostegno si preoccupa costantemente l’attuale governo.
Mentre il cardinale Tettamanzi viene attaccato, i rapporti fra Chiesa e Stato sono, per dichiarazioni di entrambe le parti, eccellenti, come non lo sono stati mai. Lo stesso Calderoli lo sostiene : “Tra le nostre posizioni e quelle della maggioranza dei vescovi, della Chiesa romana fino alla Cei c’è la massima assonanza”. E la Chiesa lo conferma con il suo silenzio. Nessuna voce si è alzata finora per difendere il suo cardinale.
Ezio Pelino
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