Chi protegge Il Cavaliere?

Chi protegge Il Cavaliere?

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Come troppo spesso accade nel nostro Belpaese, per capire dove sta il dibattito o dove dovrebbe stare, il quid della questione, bisogna guardare all’estero.

I fatti li conosciamo. Un uomo con problemi mentali lancia una copia in miniatura del Duomo di Milano verso la testa del presidente del Consiglio italiano e lo ferisce, pur non gravemente. Nei Paesi civili che ci circondano il problema sarebbe di sicurezza; nel nostro, il problema è politico. Mistero.

Riporto una pezzo di un articolo intitolato “Chi protegge Il Cavaliere?” pubblicato da ‘El País’, autorevole giornale spagnolo (la traduzione è mia). Miguel Mora si chiede come è possibile che succeda quello che è successo.

Il motivo è che il mix tra pubblico e privato che caratterizza l’azione politica di Berlusconi si applica anche alla sua sicurezza. Anche se formalmente la AISI (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna) è una struttura dei servizi segreti, il dispositivo è formato da un miscuglio di carabinieri e scorta privata.

“Ci sono un centinaio di uomini al suo servizio. La maggior parte sono militari, però il nucleo di fiducia è formato da una quindicina di guardie private che arrivano dalle sue aziende”, spiega un giornalista che segue Berlusconi. “Alcuni hanno lavorato a Mediaset, altri nei supermercati Standa e tutti lavorano per Finivest. Berlusconi obbliga i servizi segreti a contrattarli”.

(…)”Lavorano seguendo una logica aziendale. Chiudono un occhio quando devono chiuderlo, eseguono gli ordini del capo e non sono responsabili dinanzi a nessuno”, segnala una fonte della polizia.

(…)Ufficialmente, il Governo getta acqua sul fuoco. Però un deputato del PdL, Carmelo Briguglio, l’ha detto forte e chiaro. “Si è dimostrato che l’attuale dispositivo di sicurezza è inadeguato e pieno di lacune e dev’essere modificato radicalmente”.

Ecco, questi sono i termini della questione. Il presidente del Consiglio italiano dev’essere protetto nel miglior modo possibile perché è il capo del Governo d’Italia, non perché è Silvio Berlusconi. Allora, se il sistema non funziona, va cambiato. E se per farlo funzionare Berlusconi deve rinunciare ai suoi ‘fedelissimi’ o a dormire a Villa Certosa o ad evitare il bagno di folla, bene, è un sacrificio che dovrà accettare per il bene del Paese.



'Chi protegge Il Cavaliere?' ha ricevuto 2 commenti:
il più recente in testa

  1. Unregistered
    lu malament
    giovedì 17 dicembre 2009 ore 13:32 - Permalink al commento

    Beh meno male, pensavo di essere il solo ad essersene accorto. Il problema, però, è che se decidi di andare a salutare la folla è impossibile avere la sicurezza!! E qui possimao porgi una serie di domande…
    Non so se è ot, ma avete notato la reazione?? Non avrebbe dovuto esserci più scompiglio, più sorpresa, non si sarebbe dovuti correre in ospedale anzichè sostare in macchina, far riuscire Berlusconi tra la gente (a fre che??).
    E che dire del sangue che colava…non è istintivo pulirsi, anche solo con la manica del cappotto…Non c’era un fazzoletto disponibile??
    Poi ti chiedi perchè è un problema politico…Bravo!!
    Hai notato che il fatto è: un folle ha colpito Berlusconi improvvisamente in piazza duomo. Su questo non ci piove.
    Immaginiamo un cittadino ibernato che si risvegli in questi giorni. Dai tg e dai giornali (e dalle dichiarazioni dei politici) cosa capirebbe?? Ve lo dico io e non sto scherzando:
    Capirebbe che Di Pietro e Rosy Bindi hanno fatto un attentato (non capirebbe con che arma perchè non lo dicono!!!) per fare un golpe!!
    Aizzati da tutta la sinistra italiana!!!
    Siete liberissimi di ridere se volete (E SE NE AVETE IL CORAGGIO!!) , ma osservate con oggettività e sarete d’accordo con me!!!!

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    Spanish
    giovedì 17 dicembre 2009 ore 15:34 - Permalink al commento »

    Nell’articolo che segnalavo l’altro giorno, il giornalista scriveva sull’impressione che ha avuto vedendo la reazione di B. Del resto anche la Guzzanti ne ha parlato, usando la parola “fierezza“.

    Io credo che non sia stata né fierezza, come dice la Guzzanti, né incredulità, come dice il giornalista de ‘El País’. Io credo che sia stato un calcolo.

    So che non è politicamente corretto scrivere quello che sto per scrivere, ma m’hai aperto la strada…credo che quando lui abbia capito quello che stava succedendo e che non correva troppi rischi, abbia voluto “dare il titolo”, come si dice in gergo.

    Se fai caso, le sue guardie personali lo spingono in macchina, ma lui resiste, s’affaccia, non scende, ma guarda appoggiandosi al bordo dell’auto… e muove la testa più volte da destra verso sinistra, poi guarda a sinistra (la sua), dove già stavano arrestando Tartaglia (logico che guardasse da quel lato, quindi…). Ora, o il colpo l’ha lasciato stordito e non sapeva quello che stava facendo o stava “dando il titolo” a giornali e televisioni.

    Del resto, se c’è in Italia qualcuno che ha capito il potere della comunicazione, quello è il presidente del Consiglio nominato (come vuole la nostra Costituzione) dal presidente della Repubblica.

    Su come i giornali stanno trattando la vicenda, stenderei semplicemente, ancora una volta, un velo pietoso…

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