- .: A Vasto
Forum sul turismo. Impressioni
di Francescopaolo D’Adamo
… e ci mancherebbe che non fossimo nemmeno il “caposaldo turistico della provincia di Chieti”. Con chi dovremmo competere visto che abbiamo due immense spiagge, una lunga scogliera e una riserva naturale. Abbiamo un centro storico che aldilà delle sue emergenze architettoniche, presenta dei panorami stupendi. Ancora resiste un minimo di paesaggio agreste che tuttora produce prodotti genuini. Abbiamo un ampio elenco di pietanze caratteristiche e prodotti gastronomici tipici. Abbiamo musei, pinacoteche,
gallerie d’arte secondi a nessuno. Abbiamo un caratteristico entroterra.
Abbiamo, abbiamo ed ancora abbiamo … e siamo contenti per il semplice fatto che restiamo “il caposaldo turistico della provincia di Chieti”?
Si vergogni chi è soddisfatto di questo.
Il Consigliere Comunale Simone Lembo, quando dice: Le motivazioni prevalenti tra i flussi turistici di provenienza nazionale sono strettamente legate alla fruizione delle risorse balneari, anche se è in costante crescita il segmento del turismo culturale, rientato soprattutto alla fruizione del patrimonio archeologico.
Da non sottovalutare anche le motivazioni di ordine ambientale, connesse cioè alla fruizione delle aree naturali protette. Fortemente in crescita, invece, risultano le motivazioni di natura eno-gastronomica, “ tra una fruizione e l’altra”, cosa vuole esprimere?
Chi lo ha detto che il turista preferisce il patrimonio archeologico alla pinacoteca o alla galleria d’arte moderna. Perché specifica il termine “archeologico”. Chi lo ha detto che il turista preferisce le aree naturali “protette” alle altre scogliere o alle altre spiagge. Perché specifica la parola “protette”. E quando si parla di eno-gastronomia, passi per la gastronomia, ma il primo elemento di questa parola composta, “eno” sta per “Enotria”?
Vuoi vedere che questa parola composta lascia intravvedere le “passioni” di alcuni componenti questa amministrazione? Valorizziamo solo quelle? Allora diciamo che c’è richiesta di quel tipo.
Mi scuseranno gli amici che gestiscono la riserva di punta d’Erce o quelli che si apprestano a gestire Palazzo d’Avalos (che non è solo il museo archeologico), se penso male.
Il futuro? E’ necessario incrementare la logica di sistema e la qualità dell’offerta turistica, far percepire l’offerta nel suo insieme, curare i collegamenti e credere fortemente nel progetto di polo turistico della costa dei trabocchi”. Mi spiegate, per esempio, perché chi possiede un trabocco nel territorio di Vasto subisce un forte ostracismo? Ribadisco che è solo un esempio, se ne potrebbero citare altri. Il primo cittadino pare abbia concluso il forum dicendo: “Il turismo balneare era e rimane la nostra forza anche se da qualche anno a questa parte Vasto può puntare anche sull’ambiente e sull’enogastronomia”. Come se il turismo balneare prescindesse da questi elementi … “Molto è stato fatto. A cominciare dal miglioramento della pulizia della spiaggia ed al servizio di salvamento nei tratti di spiaggia libera. Il nostro è l’unico Comune in Abruzzo che fa questo servizio”. Chiedo al lettore se il “miglioramento” della pulizia della spiaggia e il servizio di salvamento nei tratti di spiaggia libera, possono essere considerati “molto”. Secondo me è solo un normale miglioramento dei sevizi, niente a che vedere col turismo.
Francamente dal forum sul “turismo”, mi aspettavo di più.
A gennaio 2010 spero si concludano le storie infinite del piano spiaggia e delle recinzioni e degli accessi al mare. Si programmi la stagione estiva. Quantomeno si propongano le linee guida, per trovare un vero significato da dare alla parola “turismo” nella nostra Città.
'Forum sul turismo. Impressioni' ha ricevuto 21 commenti:
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lunedì 25 gennaio 2010 ore 22:19 - Permalink al commento
Metto qui l’articolo di histonium.net relativo alle analisi di Desiati.
http://www.histonium.net/news_.....A-2009.php
Penso che il diminuito afflusso turistico denunciato possa essere spiegato per gran parte dalla crisi economica e dal terromoto. Nell’estate 2009 l’unica regione ad aver incrementato il turismo sono state le Marche. Tutto spiegato dalla paura terremoto e dai prezzi molto competitivi oltre che dalla vicinanze alle regioni del Nord (meno Km = meno spesa) . A sentire i balneatori marchigiani il rischio di villeggiare tra i terremotati avrebbe spinto molti turisti a disdire le prenotazioni in Abruzzo per migrare al di là del Vibrata. Quindi i toni allarmistici non sono giustificati.
Ciò che è vero però è che la costa Abruzzese sta perdendo attrattiva. Il parco nazionale dei trabocchi è un progetto abbandonato, il rischio di piattaforme petrolifere è concreto, le opere verdi sono inesistenti e i servizi (vedi stazione ferroviaria) sono stati tagliati.
Quello che io chiedo a Desiati è uno sforzo anche informativo sul “verde”.
1 parco nazionale
2 ex tracciato ferroviario
3 MORATORIA PER PETROLIO
4 turismo congressuale
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lunedì 25 gennaio 2010 ore 22:38 - Permalink al commento »
In generale quest’anno l’Abruzzo ha perso 1 milione di presenze, dati della Federturismo. . Ed una media Desiati utilizza il solo dato parziale di Vasto per screditare l’amministrazione. I dati vanno presi nella loro globalita’ e cercati di essere analizzati per tali. Fortunatamente internet ci dice che non e’ proprio come vorrebbe far intendere l’ex assessore pro inceneritori:
http://tgabruzzo.blogspot.com/.....versa.html
http://www.clandestinoweb.com/.....o-del.html
http://docs.google.com/viewer?.....x0S5FopUaA
Inoltre bisogna assolutamente aggiungere che erano presenti negli alberghi vastesi circa 600 terremotati che chiaramente hanno influito sul fatto che gli hotels non potevano ovviamente mandar via gli aquilani ( e ci mancherebbe) e nello stesso tempo non potevano ospitare le normali richieste. Insomma, quando si danno dei dati bisogna essere epistemologicamente corretti. COsa dubbia quando a darli e’ un esponente di una corrente che deve cmq cercare di utilizzare strumentalmente dei dati. E questo lo dico anche diffidando un attimo dai dati che mi potrebbe fornire un Simone LEmbo, che e’ sia consigliere di maggioranza che lavoratore in un’associazione di categoria turistica. Col dovuto rispetto per entrambi, la cosa migliore e’ cercare io personalmente di andarmi a prendere e analizzare i dati in un modo equidistante ma soprattutto rigoroso.
Intanto l’anno scorso e’ nato un altro albergo diffuso:
http://www.tuttoabruzzo.it/ind.....Itemid=853
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mercoledì 23 dicembre 2009 ore 03:04 - Permalink al commento
Ha ragion il signor Spadaccini. Infatti copio e incollo dalla mia relazione di tirocinio presso il Centro di Ricerche Sociali:
………..il riferimento alle tradizioni contadine e la ricaduta delle iniziative sui paesi, contribuiscono, e
sarebbe bene approfondire tale questione, alla rinascita delle attività e al risorgimento dei centri periferici, abbandonati per l’effetto fagocitante dei grossi agglomerati urbani.
Si pensi, a questo proposito, che addirittura in un paese dell’hinterland aquilano, esattamente a Santo Stefano di Sessanio, un imprenditore svedese ha acquistato delle case disabitate e le ha ristrutturate sia per riutilizzarle che per attrattive turistiche………
Da questa ricerca sulle sagre e su tutto l’apparato socio antropologico circostante ne e’ nato questo libro:
http://www.libreriauniversitar.....8895992099
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sabato 26 dicembre 2009 ore 09:37 - Permalink al commento »
Ripeto, la scelta dell’albergoi diffusso non è un risorgimento ma la commercilizzazione e la ridicolarizzazione del carattere di una popoloazione. La qual cosa è un estrema ratio per piccoli paesi con indici di natalità pati allo 0,001/ anno. Vasto, invece, non ha bisogno di questo ma di investire sul proprio centro storcio con interventi architettonici e culturali. La rinascita potrebbe partire anche da una semplice pista di pattinaggio messa a piazza marconi per 3 mesi. I piccoli commercianti da tempo denunciano la situazione di stallo e nessuno spiega loro che una zona pedonale con attrattive per pedoni è il miglior centro comemrciale del mondo.
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domenica 27 dicembre 2009 ore 17:14 - Permalink al commento »
Per sostenere la tesi della ridicolizzazione dovresti quantomeno spiegarne la tua ratio. Ci si fanno anche le tesi di laurea sugli alberghi diffusi e rientrano perfettamente nella scelta di uno sviluppo sostenibile del turismo. COsa proponi, altri alberghi e colate di cemento? Invece cosi’ si riduce l’emorragia montagna/costa e si rida’ dignita’ al tesusto dei borghi. Vai a Santo Stefano e chiedi se si sentono ridicolizzati.
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lunedì 28 dicembre 2009 ore 16:22 - Permalink al commento »
Il fatto che si facciano delle tesi di laurea non vuol dire che l’albergo diffuso sia il bene assoluto. Questa esperienza è stata una buona iniziativa a Santo Strefano ma non credo che sia altrettanto una buona idea a Vasto. Perchè?
Semplice, il centro di Vasto non può vivere di un gusto retrò, abbiamo bisogno di integrare il nuovo con il vecchio, di far ripartire la vita cittadina del centro storico e non unicamente per i turisti. A Santo Stefano l’attenzione è esclusivamente proiettata su colui che visita e non su quelli che ci abitano (sono 120). Insomma bisogna trovare uin modello vastese e non proporre come al solito esclusivamenyte delle copie.
Penso che si potrebbero restrutturare case e proporle ai turisti ma creare l’idea di albergo diffuso e cioè di ricostruire spazzi e scorci anacronistici sarebbe solo una finzione che non renderebbe giustizia alla complessiotà di una città come la nostra.
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martedì 22 dicembre 2009 ore 18:48 - Permalink al commento
Non so se Lei ha attività inerenti al turismo.
In ogni caso “pessima professionalità…” non era rivolto alla Sua persona. Mi dispiace se ha frainteso.
Sono d’accordo con quello che dice riguardo alla pulizia della spiaggia ed al decoro urbano e comunque non mi riferivo ..”agli ALTRI”..per scaricare colpe. Nel mio piccolo (condominio o ombrellone in spiaggia) cerco sempre di dare il buon esempio con azioni concrete, spendendo anche molto del mio tempo per pulire le immondizie degli…ALTRI.
Mi cadono le braccia quando, poi, titolari di stabilimenti balneari (ad esempio) mi rispondono letteralmente così (..qui traduco dal dialetto all’ italiano..): ” A me non interessa. Non posso farci nulla”.
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martedì 22 dicembre 2009 ore 12:46 - Permalink al commento
I forum qundo si vogliono fare si fanno in orari non lavorativi altrimenti non possono essere ritenuti tali.
Poi,scusate se vi contraddico ma Vasto non è assolutamente il punto di riferimento turistico della provincia di Chieti. In tante cose siamo superati persino da Rocca San Giovanni e non pretendo di parlare di Parco Nazionale della Majella solo per pudore.
Non illudiamoci di avere quello che non abbiamo ossia TURISMO perchè finiremo per sbattere la testa al muro.
Comunque le potenzialità ci sono tutte ma bisogna segnalare le priorità di questa città perchè se volete il trurismo è normale che si eviteranno Inceneritori, ambiguità nucleari, false delocalizzazioni, ampliamenti del porto anche quando turistico…
Se volete essere turismo diventerà importante l’università con la congressualità, le feste e le sagre, i concerti, le processioni, la creazione di una zona fiera, delocalizzazione della zona industrila, eventi natalizzi, festival del cinema, della letteratura e del teatro, rievocazioni storiche, pulizia, restauri di vecchi palazzi, piano regolataore che si avvalga e obblighi a costruire in un certo modo, obbligare i proprietari dei castelli e dei palazzi a restaurare, far partire il parco nazionale……..
Vasto invece sembra aver perso la bussula, non ha capito che non è più possibile scegliere tutto ed il contrario di tutto. La parolo sostenibile non significa “stare nel mezzo di due posizioni opposte” ma fare scelte a favore della qualità della vità.
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martedì 22 dicembre 2009 ore 15:22 - Permalink al commento »
Proprio oggi ho saputo che Anversa degli Abruzzi ha l’Albergo diffuso. A Vasto, oltre io e MAc, chi sa di cosa si tratta???
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martedì 22 dicembre 2009 ore 16:43 - Permalink al commento »
Dai non scherzare..santo Stefano di Sessanio è stato il capostipite…gli altri si stanno adeguando e il centro storico di Vasto potrebbe rappresentare un punto ideale per un progetto simile…ma ci vogliono i soldi dei privati che ci credono. Dove stanno?
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martedì 22 dicembre 2009 ore 20:24 - Permalink al commento »
Mi dici qualosa che non sapevo….
Comunque grazie a Dio a Vasto non abbiamo bisogno dell’albergo diffuso ma di senso di responsabilità da parte di chi è nel mondo del turismo e da parte di chi amministra.
Anche una cagata richiama gente basta aver la voglia di organizzare…
Vogliamo provare, ci diamo un tempo massimo e organizziamo un evento che costa 4 soldi, ci mettiamo anche un budget. Poi vediamo se siamo riusciti a “creare turismo”.
Che ne dite dell’esperimento??
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mercoledì 23 dicembre 2009 ore 08:56 - Permalink al commento »
Per esempio “la dolce cultura” ? due anni e … finito. Il presepe vivente? … finito. Le giornate al Genova-Rulli? … finito. Purtroppo è vero che “la banda di lu Vaste. gna si fa si sguaste”. Comunque quando volete sono disposto a collaborare a qualsiasi iniziativa.
Auguri di buon Natale.
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sabato 26 dicembre 2009 ore 09:29 - Permalink al commento »
Si ma tutte manifestazioni costose e di poco attrattiva per il turista/cittadino.
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martedì 29 dicembre 2009 ore 20:32 - Permalink al commento »
Pure io sono disposto a collaborare però deve essere promozione turistica vera. Non vale fare il palio remiero il 15 agosto e dire che si è riempita la spiaggia, oppure far venire il cantante e dire che vasto marina è colma per quello!!!!!
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lunedì 21 dicembre 2009 ore 12:50 - Permalink al commento
Caro Francescopaolo, il tema per me è così sentito ,che mi permetto di fare un esempio.A livello di Hobby, mi interesso di Archeologia.Anni addietro,venne trovato da uno studente inglese,in Kalkriese (Germania) la maschera in bronzo di un Legionario Romano.Siccome si presume che in quel posto avvenne la battaglia dove Varus perse le sue tre Legioni contro i barbari (Keruschen),fu costruito nel tempo più veloce possibile(un anno) un Museo per il valore di 6 milioni di Euro.Nel Museo non ci sono altro, che la maschera ed alcune monetine del periodo Augusteo,il Museo è visitatissimo.Immagina cosa farebbero se avessero i nostri siti archeologici.I templi italici di Schiavi d` Abruzzo in Germania avrebbero a fine settimana 5000 visite,ma le strade per arrivarci sarebbero tali.Tanti saluti
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lunedì 21 dicembre 2009 ore 19:45 - Permalink al commento »
purtroppo, dice il proverbio: “dove è sempre festa, non è mai festa”.
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lunedì 21 dicembre 2009 ore 11:16 - Permalink al commento
Carissimo Francescopaolo,nessun altra nazione al mondo ha una storia di 3000 così completa come la nostra,anche nella provincia di Chieti o a Vasto e nell` alto vastese,ma chiedo scusa,penso proprio che non siamo degni del nostro passato.Provi a guardare il grado di degrado(chiedo scusa cacofonia) delle strutture,per esempio ,palazzo d`Avalos o castelli alto vastese,castello di Carpineto,iniziato ristrutturazione da 10 anni poi abbandonato.Ci sono persone che dovrebbero prendere l` Ergastolo per quell che è successo con i fondi per il castello di Carpineto.Oppure, si metta in macchina e faccia il tratto Vasto -GIssi-Carpineto -Tornareccio(importantissimo sito archeologico) una vergogna.Se quello che abbiamo noi l` avesse la Germania,tutti i Tedeschi vivrebbero di Turismo e chiuderebbero le fabbriche,noi lasciamo la nostra immensa Storia deteriorare senza trarne nessun profitto.Ci salva il sole, perchè al sole fino ad adesso non abbiamo potuto metter mano. Buon Natale.
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lunedì 21 dicembre 2009 ore 11:37 - Permalink al commento »
Caro Adriano, ti racconto una storia di Natale. Un giovane architetto, per errore (un caso di omonimia), fu chiamato in una riunione politica dove bisognava proporre progetti per utilizzare alcuni fondi. Il giovane architetto, propose di restaurare il castello di … (non voglio dirlo). La proposta scompigliò i piani di molti perchè, nonostante ritenuta inutile da tutti, trovò terreno fertile nella intuizione dell’Onorevole che allora “comandava”. Il castello proposto dall’architetto però faceva parte di un comune non amministrato da quella “fazione politica” di cui l’Onorevole era “capo” (assoluto) . Quindi fu scelto un’altro castello. Quello di Palmoli. L’architetto, che ora ha i capelli color argento e bianco) è ancora in attesa del saldo per quel lavoro. Ti ringrazio di aver puntualizzato la situazione locale ed avermi messo in condizione di raccontare questa storia, che non è una favola. Buon Natale
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venerdì 18 dicembre 2009 ore 21:48 - Permalink al commento
Spero che qualcuno spiegherà (magari con esempi pratici) ai pochi operatori turistici presenti ieri, il senso di queste parole: “sistema”, “qualità”, “progetto”……io aggiungo “professionalità”. Tutte caratteristiche che mancano in questa città, piena di presunzione e arroganza.
Propongo una…. gita turistica in Alto Adige (per non andare troppo lontano) per far capire a qualcuno di questi operatori il senso delle parole QUALITA’, ACCOGLIENZA, PROFESSIONALITA’ . Ed a questo aggiungerei: DECORO URBANO e PULIZIA !!! (ma avete davvero visto quanta immondizia e sigarette sono sparse in spiaggia d’estate ? Personalmente non ho mai notato un operatore turistico “richiamare” un suo cliente ad una maggiore educazione, nè un vigile urbano fare multe….).
Cominciamo dalle piccole cose, visto che le basi (paesaggio, mare, archeologia ecc…) abbiamo la fortuna di averle già.
MAX D’ADDARIO
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martedì 22 dicembre 2009 ore 16:55 - Permalink al commento »
Volevo dire a proposito della professionalità e dell’accoglienza che se sono “pessime”, dovremmo prendercela con chi ne è l’arteficie. Io non lo so. Posso affermare che la pulizia della spiggia dovrebbe essere fatta a spese e cura delle concessioni che “godono” i benefici e le concessioni dovrebbero provvedere in maniera sistematica, a pulirla.
Il decoro urbano poi, da chi dipende?
Non siamo forse noi che lasciamo le carte, sporchiamo, passeggiamo coi cani? Non è che dipenda sempre dagli altri..se si tratta di DECORO ognuno di noi è responsabile.
Il fatto è che non siamo abituati a considerare le strade della nostra bella cità, come le strade di casa nostra.
Da Vasto vogliamo solo i vantaggi. La sfruttiamo pressocché in tutte le maniere e non diamo mai niente in cambio.
I banefici ce li prendiamo, i servizi li vogliamo dal comune.
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mercoledì 23 dicembre 2009 ore 09:55 - Permalink al commento »
Nel nostro ‘Solco delle idee’, abbiamo parlato anche di questo.
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