Forti e gentili? No, fessi e ignoranti…
E’ deprimente toccare con mano il livello di inciviltà che regna ancora dalle nostre parti.
Basta fare una passeggiata in spiaggia, nei giardini pubblici o nei nostri siti archeologici per rendersene conto: una distesa di bottiglie, mozziconi di sigarette e cartacce; spesso lasciati a non più di dieci metri dal bidone della spazzatura. E cosa dire degli “esemplari”di esseri umani che lasciano ovunque le feci dei loro amici a quattro zampe ?
Ed ancora: cumuli di immondizie che “tornano in bella vista” ai bordi delle strade quando ci si decide a far tagliare le erbacce.
Tra le penose e macroscopiche ineluttabilità negative della nostra città, c’è un dato di fatto: lo spazio pubblico è considerato una pattumiera; che si tratti di spiaggia, verde pubblico (quel poco che abbiamo…) o marciapiede non ha importanza.
C’è tutto un universo umano che vive al nostro fianco mai minimamente intaccato da anni di dibattiti ecologici sulla tutela e la cura dell’ambiente, e sull’importanza che riveste anche in funzione turistica.
Com’è possibile che vi sia ancora gente che non ha mai diffidato i propri figli dal buttare rifiuti in mare, a terra o dal finestrino dell’auto ? Certo, se nessuna amministrazione ha mai promosso una seria campagna di educazione all’igiene pubblica o spedito un pubblico ufficiale a fare multe…..
E cosa vogliamo dire di Vasto Marina d’inverno, del Parco Muro delle Lame e della nuova pista ciclabile in località Maddalena ? Semplicemente uno scempio.
E l’elenco potrebbe continuare, soprattutto se aggiungiamo i luoghi delle discariche abusive.
Ed ancora: rotatorie agli incroci spesso inguardabili, segnaletica (verticale ed orizzontale) pessima, atti di vandalismo verso il patrimonio artistico; scempi urbanistici consentiti dal piano regolatore.
Non tocchiamo poi il tasto della educazione stradale: gare notturne di velocità (soprattutto in Via del Porto e Circonvallazione Histoniense), semafori non rispettati (basterebbero telecamere e autovelox per scoraggiare i “furbi”).
E la formazione turistica ? Totalmente insufficiente !
Già, il turismo….una chimera…In questa città si è ancora convinti che sia sufficiente un territorio bello e dotato di fascino storico e naturalistico: il resto verrebbe per magia, escludendo, invece, capitali e programmazione.
A cosa possiamo affidare una speranza di cambiamento ?
A mio modesto parere perseguendo il “culto” della qualità: della vita, del lavoro, dei servizi, delle infrastrutture, dell’ambiente.
Facile rispondere che dietro a tutto questo occorrono più risorse; è altrettanto vero che occorre avere lungimiranza, evitare gli sprechi e saper fare le scelte giuste.
Innanzitutto, sviluppare il senso di appartenenza dei vastesi (e non solo) verso il proprio territorio: occorre capire che siamo tutti proprietari/azionisti (pagando le tasse) dei luoghi pubblici già al di fuori della porta di casa. In fin dei conti come si può essere così stupidi da deturpare il proprio territorio ? (neanche gli animali lo fanno !)
Ed ancora: bisogna che privati ed enti pubblici condividano progetti e strategie di sviluppo.
Ne va del bene della nostra città e della nostra economia, che sarebbe ora cominciasse a porre solide basi anche su uno sviluppo sostenibile del turismo, soprattutto visti i tempi che corrono per altri settori.
Perché il turismo non è un hobby estivo, ma una risorsa industriale esattamente come le tradizionali attività produttive. Il turismo è una vera professione, che si esercita anche tenendo la città in uno stato decoroso. Tutto l’anno.
Prendiamo come esempio il nord dell’Italia e dell’Europa e cerchiamo di porre fine, indipendentemente dal colore politico, a questo degrado e arretratezza che, tra le altre cose, sono capaci solo di attrarre fenomeni malavitosi.
Grazie
MAX D’ADDARIO
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mercoledì 6 gennaio 2010 ore 12:27 - Permalink al commento
Sono molto d’accordo con il messaggio lanciato da D’Addario che ringrazio per aver puntato i riflettori in maniera puntuale su precise criticità della nostra città. Devo però precisare alcune cose. Non voglio mettere le mani annanze pe nun casca’ come dicono a Pordenone ma far presenti alcune cose. Credo che proprio nell’attenzione all’ambiente la nostra amministrazione abbia promosso nuove e ben definite azioni. L’attenzione ai temi della mobilità sostenibile (le due piste ciclabili, l’istituzione della prima ZTL, la pedonalizzazione di via Adriatica), la gestione integrata della riserva di Punta Aderci, la sostituzione di buona parte della pubblica illuminazione con il sistema a led, i bus elettrici, ma soprattutto l’avvio della raccolta differenziata, scelta importantissima che ci coinvolge tutti e che necessita della convinta collaborazione di tutti per una sua buona riuscita. D’altronde la partecipazione fattiva non solo di sostegno all’iniziativa dell’Unesco per la promozione dell’educazione allo sviluppo sostenibile con mostre, dibattiti, iniziative con le scuole, culminata con la domenica ecologica che ha visto la partecipazione di tanti cittadini alle biciclettate, alle visite ai nostri monumenti e ad altre iniziative non puo’ certo lasciare dubbi sul nostro grado di impegno e di attenzione a questi temi. Certo ci sono moltissime criticità ancora sul tappeto, c’è sempre il modo per fare di più e meglio soprattutto nelle nostre pubbiche amministrazioni che non brillano spesso per efficienza e dinamismo, ma imputare sempre e solo all’amministazione pubblica determinate responsabilità avalla un retaggio borbonico, una logica che favorisce la deresponsabilizzazione dei singoli. Una società civile si costruisce dall’alto certamente, atraverso scelte, obiettivi, stimoli chiari. A tutto ciò deve però seguire un’adesione da parte dei cittadini senza la quale non andiamo molto lontano. Guardiamo ogni tanto il bicchiere mezzo pieno: ogni tanto i segnali confortanti arrivano come quello sull’esito positivissimo della raccolta differenziata nella prima fase. Una popolazione come quella del centro storico per la più parte anziana ha regalato alla nostra città un primato unico raggiungendo l’80% di materiale diffrenziato, dati esposti alla fiera Ecomondo a Rimini nel mese di novembre, risultato tra i migliori della nostra regione. Grazie molte ai nostri cittadini del centro storico e a tutti quelli che amano non solo a parole ma nche con i fatti la città.
Anna Suriani Assessore all’Ambiente Comune di Vasto
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giovedì 7 gennaio 2010 ore 12:14 - Permalink al commento »
Cara Anna siamo stanchi della propaganda di voi politici.
le chicchiere stanno a zero, hai un’opinione (una qualsiasi!) sul raddoppio del porto? Sai che fine ha fatto l’ex tracciato??
Sui fatti non ti chiedo niente perchè già lo so e lo dico a tutti i vastesi. Di concreto per (leggasi contro) l’allargamento del porto e per tutelare l’ex tracciato non hai fatto propio nulla!!!
I bus elettrici nessuno sa quando passano. Ho chiesto al commerciante davanti il cui negozio si ferma il bus, mi ha detto che alle volte passa alle volte no e cmq sempre in orari diversi. Ho chiesto all’autista mi ha detto di passare all’ufficio di tessitore. Risultato: continuo ad andare in macchina.
Per la differenziata quante famiglie coinvolge?? quanti abianti ha Vasto?? fatti due conti.
Fattene una ragione gli specchietti per le allodole, almeno per quanto mi riguarda, non funzionano più!
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martedì 29 dicembre 2009 ore 15:50 - Permalink al commento
Sono d’accordissimo ma gli esempi che citi non sono azzeccati. Il nord Italia pulisce solo i centri storici, brucia la munnezza e ha risorse economiche molto ingenti. Per il Nord europa la cosa è bene diversa ma sono molto meno di noi in un territorio gigantesco.
Bisogna pensare ad un modello abruzese e vastese. Per tener più pulite le città basterebbe un semplice segno di buona volontà da parte dell’amministrazione e delle case produttrici. Il vuoto di plastica e di vetro ha un costo. E’ materia prima con un valore che va pagato a chi la ricilca. Cosi facendo il consumatore recupera soldi e che sia in macchina, in aereo o in mare non sporca. Su questo sito si era fatta anche una proposta un pò più articolata ma non tutti erano d’accordo…..
P.S. Ovvio pensare che in Italia tale raccolta dovrebbe essere proposta dagl’enti locali. Ci si mette d’accordo con chi compra il materiale del valore di una bottiglia di plastica e/o vetro e si fissa il rimborso per singola bottiglia. Si aumenterebbe il riciclo, si diminuirebbe i costi della raccolta porta a porta e la percentuale di differenziata aumenterebbe mettendo il comune a ripara da sansioni. Questo, per esempio, potrebbe essere un modello che pure se è nordico potrebbe andar bene anche qui.
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martedì 29 dicembre 2009 ore 15:52 - Permalink al commento »
P.S scusate i numerosi errori ma non sono in forma
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domenica 3 gennaio 2010 ore 17:40 - Permalink al commento »
SCUSA….NON VOGLIO PROPORMI COME SANTONE CHE PREDICA, MA CERCHIAMO DI NON RIDURRE SEMPRE E TUTTO A SCUSE DEL TIPO: “L’AMMINISTRAZIONE NON FA NULLA”, “NON CI SONO RISORSE “, “SIAMO PIU’ NUMEROSI DEGLI ALTRI”..Ecc….SONO DISCORSI UN PO’ SORPASSATI.
E’ VERO TUTTO, MA LA REALTA’ E’ CHE NON C’E’ EDUCAZIONE E RISPETTO PER CASA NOSTRA. COMINCIAMO DA NOI STESSI, E PROVIAMO A SENSIBILIZZARE I NOTRI VICINO E METTERE IN RIDICOLO CHI COMPIE GESTI MALEDUCATI DAVANTI AI NOSTRI OCCHI.
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mercoledì 23 dicembre 2009 ore 21:06 - Permalink al commento
Non so perché i peggiori popoli occupano i territori favolosi; forse da sempre i migliori, hanno constatato l’impossibilità di poter far prevalere il Senso Civico, non si sono rigenerati, altri hanno preferito abbandonare il letamaio e quelli rimasti vivono e dovranno vivere da diversi perché questo modello di società giova “indispensabilmente” alle classi dominanti?
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mercoledì 23 dicembre 2009 ore 20:44 - Permalink al commento
Max,la generazione dei forti e gentili è ormai nei cimiteri dei paesi abruzzesi,comunque non dobbiamo rassegnarci e cercare di migliorare di nuovo.Una generazione degrada,quando il rapporto e il rispetto degli anziani e della propria terra finisce.Il livello culturale dalle nostre parti con l` avvento della industrializzazione dagli anni settanta in poi si è abbassato di molto.Mi auguro fortemente che dalle nostre parti si torni ad essere poveri,perchè con le mie esperienze di vita ho capito che avere di meno significa avere di più, si tornerebbe ad apprezzare i valori, quelli veri e si tornerebbe ad essere amici.Negli anni settanta nei paesi dell`alto vastese non esistevano i bidoni dell` immondizia io ricordo di non aver mai visto,carte o cicche di sigaretta per strada.Comunque credere positivamente in un futuro migliore,bisogna educare di nuovo i figli e portarli a conoscenza della nostra storia e sperare che si torni di nuovo a essere forti e gentili.saluti,un felice Natale.
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