La Chiesa è contraria all’aborto, ma…

La Chiesa è contraria all’aborto, ma…

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La Chiesa è contraria all’aborto. Posizione ideologica legittima. Ma arrivare, come fece tempo fa, a condannare i genitori che fecero abortire la figlia bambina incinta a seguito di una violenza sessuale è un’altra cosa. Come è del tutto inaudito ciò che ha sentenziato l’Arcivescovo di Granada nell’ Omelia del 20 dicembre scorso. L’Arcivescovo, gridando la propria indignazione ha affermato letteralmente: “uccidere un bimbo indifeso e che lo faccia la propria madre! Questo dà ai maschi licenza assoluta, senza limiti, di abusare del corpo della donna.” La sua dichiarazione assurda stravolge del tutto il rapporto di causalità logica fra i due comportamenti, e soprattutto si configura come una sorta di incitamento alla violenza contro le donne che hanno abortito. Un reato. Sono dichiarazioni incredibili che non avremmo tollerato se fossero state pronunciate da rappresentanti di altre religioni. Ma i nostri vescovi godono evidentemente di una immunità estranea ai comuni mortali.

Ezio Pelino



'La Chiesa è contraria all’aborto, ma…' ha ricevuto 11 commenti:
il più recente in testa

  1. Unregistered
    Rachele
    lunedì 28 febbraio 2011 ore 16:37 - Permalink al commento

    Scusate ma ho visto che a rispondere sono stati tutti uomini (credo guardando i nick).. Certo un bambino si concepisce in due ma credo sia giusto, parlo da madre felice, che sia la donna in ultimo a dover decidere. D’altra parte so che se le donne che decidono in tal senso avessero ricevuto maggior sostegno psicologico prima (e dopo per quelle che lo hanno fatto)e a volte maggiori aiuti materiali (non parlo solo di soldi ma anche di oggetti usati da altri bambini o di una qualche rassicurazione di trovare un posto al nido e poter continuare a lavorare)dopo la gravidanza)molte non avrebbero compiuto questo passo dolorosissimo che le segna per sempre. Non credo vada rivista la legge sull’aborto ma i sostegni e gli aiuti alle donne in gravidanza e post gravidanza con asili nido e tutto il resto.

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    Byabany
    martedì 1 marzo 2011 ore 23:54 - Permalink al commento »

    @Rachele,

    Perche’ la decisione deve essere sempre per forza dolorosa? Di contro pero’ non ci hai messo le donne che magari erano li li per farlo e poi, convinte falsamente dai movimenti per la vita che le promettevano 150 euro al mese fino ai 18 anni , non hanno abortito, salvo poi essere lasciate nella merda dai suddetti movimentisti che bene farebbero invece a fare volontariato in Africa.

    Questo concetto pietista in salsa patogena va rigettato in faccia agli estremisti cattolici.

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    Rachele
    giovedì 14 aprile 2011 ore 01:07 - Permalink al commento »

    @Byabany,
    perché dolorosa? Perché di tutte le donne che conosco che hanno praticato l’aborto non ce n’è una che non lo definisce una scelta devastante, che l’ha segnata per sempre. Poi per rispondere al resto, non ci ho messo le donne che ci hanno ripensato perché non credo che 150 euro al mese possano fare chissà che differenza tra stare nella m.. o meno. E se una decide di tenersi un figlio e lo fa’ solo per i soldi forse non ha capito niente della maternità. Ma non conosco UNA donna pentita per non aver abortito mentre il ocntrario è, praticamente, la regola.
    PS.
    Non so se ti riferisci a me ma non appartengo a nessun movimento per la vita né sono una una cattolica estremista, non mi reputo nemmeno cattolica pensa un po’.

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  2. Unregistered
    er zeppanna
    mercoledì 13 gennaio 2010 ore 13:43 - Permalink al commento

    E perchè mai Spanish??
    Cmq io non sono contrario acchè la donna decida dico soltanto due cose: a) non si può trattare di un aborto come se fosse l’estrazione di un dente o l’asportazione di un neo. Quale aiuto psicologico diamo alle donne in questo caso?? b) pensate che il padre di un nascituro non abbia il diritto di vedere un prorpio figli nascere? non potrebbe essere anche per lui un peso che si porterà per tutta la vita???

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    Spanish
    mercoledì 13 gennaio 2010 ore 14:32 - Permalink al commento »

    Ma perché l’aborto è fenomeno, un fatto (o una possibilità, vedila come vuoi) che va legiferato. Del resto anche tu, non parli dell’aborto, ma di come trattarlo…

    Comunque, prima di parlare della modifica della legge, bisognerebbe chiarire una cosa: cos’è che non va nella legge attuale? Altrimenti, che parliamo a fa’?

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  3. Spanish
    Spanish
    mercoledì 13 gennaio 2010 ore 09:28 - Permalink al commento

    Quoto Mac. L’unica discussione possibile è sulla legislazione, non sull’aborto.

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  4. Unregistered
    mac
    martedì 12 gennaio 2010 ore 23:03 - Permalink al commento

    Se volete se ne può parlare.
    Certo è che non si può essere favorevoli o contrari.
    E’ comunque una legge che permette alla donna di decidere

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  5. Unregistered
    er zeppanna
    martedì 12 gennaio 2010 ore 22:55 - Permalink al commento

    Questa volta condivido in pieno Davide.

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  6. Unregistered
    Davide 1971
    martedì 12 gennaio 2010 ore 21:53 - Permalink al commento

    Bisogna rivedere la legge sull’aborto.Conosco donne che prima fanno l’aborto e poi si portano i conti di quanti anni avrebbe il figlio…Argomento veramente troppo grande …da trattare in un blog.

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    John Rawls
    mercoledì 13 gennaio 2010 ore 03:27 - Permalink al commento »

    Per rivedere cosa intendi, abrogarla? CHe c’entrano i calcoli di quanti anni avrebbe il figlio? Allora da questo vorresti pasare a rivederla e non eventualmente in base a studi seriamente scientifici? Lo sai che una bambina brasiliana di 10 anni ,stuprata dal padre, ha dato al mondo due gemelli?

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    Minuccio
    mercoledì 13 gennaio 2010 ore 09:25 - Permalink al commento »

    Il fatto che ci siano donne che dopo aver abortito, fanno il conto degli anni degli anni che avrebbe avuto il bimbo nel caso avesse portato a termine la gravidanza e partorito, dovrebbe far riflettere sul dramma personale delle donne che abortiscono.
    Questo per confutare quanti sostengono una certa leggerezza femminile nei confrotni dell’aborto.
    Per le modifiche alla legge, a cui hai fatto cenno, condivido la domanda di John Rawls: cosa si intende per rivedere? Dietro certa parte politica, con questo termine si nascondeva una volontà a limitare l’autodeterminazione delle donne.

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