Lo struzzo, o della politica
riceviamo da Francescopaolo D’Adamo
Lo struzzo, o della politica. (Prima parte)
In questi giorni si dovrebbe parlare di canguri, visti gli echi provenienti da Perth. A furia di parlare e sentir parlare di sabbia e cave di sabbia invece, mi viene in mente … lo struzzo.
Questo uccello, nell’immaginario collettivo viene indicato come quell’animale che per sottrarsi alla vista o per non vedere, nasconde la testa nella sabbia. Da qui l’associazione con la politica.
Vuoi vedere che la “crociata” (come la definisce Tagliente) contro il progetto di aspirazione di sabbia dal fondo del mare antistante Vasto, serve a nascondere qualcosa o a nascondersi da qualcosa?
Tutto questo bailamme intorno all’argomento ci sta distraendo dalla soluzione del problema del piano spiaggia e delle recinzioni. Se ne riparlerà in prossimità dell’estate quando sarà tardi per trovare soluzioni e si rinvierà ancora il problema. Ci distrae dal trovare soluzioni contro l’impianto delle antenne e dai problemi urbanistici. Distoglie l’attenzione dall’ex Panoramic e dal complesso immobiliare Rossetti (Ledda). La sabbia copre l’interesse per la programmazione della stagione estiva che sarà organizzata, in maniera raffazzonata, all’ultimo momento. Parlando della cava di sabbia, non si parlerà dell’ospedale, di varianti della statale 16 e di altre grandi opere.
Acclarato che io sono contro tutte quelle operazioni umane che non danno benefici certi, rilevo che nessuno ha dato spiegazioni scientifiche sul problema che “eventualmente” sarebbe causato da questo intervento (Il sottoscritto ha propagandato il “quesito del bentonico” ma solo qualcuno ha “timidamente” sottolineato il problema, parlando di “novellame”), a differenza di quanto scritto e detto sul centro oli, sull’estrazione petrolifera e sulle pale eoliche, altri problemi passati in secondo piano che invece meritano estrema e continua sorveglianza.
E cosa dire poi della stazione ferroviaria, tutto finito?
La raccolta differenziata dei rifiuti è passata di moda?
Nessuno si guarda in giro e guarda che fine sta facendo il nostro patrimonio storico culturale? Torri ed antichi palazzi transennati e puntellati, complessi edilizi costruiti in adiacenza con antichi monumenti. Mi fermo, c’è anche troppa roba.
Troppo facile sfruttare l’onda emotiva, il campanilismo. Dove sono le proposte? No alla cava, no all’ampliamento del porto, no alle antenne, no al petrolio, no all’eolico, no al taglio di due pini, no alle multe, no al trabocco di Punta d’Erce no al … come la bambolina che fa no, no, no.
La politica vastese (di tutti i colori) dimostra ogni giorno i suoi limiti.
Lamentarsi e piagnucolare, addirittura attribuire un problema a uomini politici che per ritorsione verso la città fanno scempio della nostra natura. Siamo arrivati anche a questo. Veramente siamo così piccoli?
Ed ora, a mio modo di vedere, come uno struzzo, nasconde la testa nella …sabbia.
Fine prima parte.
'Lo struzzo, o della politica' ha ricevuto 2 commenti:
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giovedì 4 febbraio 2010 ore 16:54 - Permalink al commento
Ma perchè il trabocco di Aderci a chi li da i benefici certi?
Io penso che i cittadini fanno e faranno bene a fare sempre le bamboline no no no tutte le volte che qualcuno pensa di poter decidere senza interessare la cittadinanza su questioni che impattano il territorio.
I limiti (e i pericoli) della politica (non solo vastese) sono sotto gli occhi di tutti, basti vedere cosa va dicendo in giro per il mondo il ns mirabolante presidente del consiglio, ma non credo che tocchino i cittadini gli scambi di accuse fra chiacchieroni della politica o che tocchi per forza a loro proporre qualcosa per scongiurare le aggressioni.
Struzzi lo si è anche e soprattutto da cittadini quando senza fare sforzi, si soggiace e si acconsente anche solo per menefreghismo o disinteresse.
Poi la rivalità che si coglie in questi giorni fra politici e pseudo politici è veramente comica, io le mie battaglie, tu le tue, ora quelle di lui, no sono le mie, ma che dici l’ho detto prima io…. Alla gente non glie ne frega na mazza di chi le dice le cose, se ci sono fatti concretamente rilevanti le coscienze si animano da sole e i partiti vanno dietro dopo. Una volta il rapporto di causa effetto era invertito.
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mercoledì 3 febbraio 2010 ore 09:24 - Permalink al commento
Direi due o tre cose…
Prima di tutto faccio il domandone: dal gemellaggio con Perth, a parte i dovuti legami con i tanti vastesi che sono dovuti emigrare lì, Vasto ci guadagna qualcosa? Siamo in grado di averne un ritorno economico per la città?
Seconda questione, si dice l’articolo “sono contro tutte quelle operazioni umane che non danno benefici certi”, quindi, si presume, è contro la cava a Punta Penna: lontano da non dare benefici certi, farà danni. Se non si vuole credere a chi parla di danni ambientali, si pensi al turismo…chi andrebbe in una riserva dove a pochi metri dalla riva c’è una cava?
Ultima questione, fa bene D’Adamo a fare un breve elenco di altri problemi che affliggono, ahimè, la nostra città. Ovviamente, il buon amministratore non tralascia nessuno, non è che sceglie uno e si dimentica degli altri.
Saludos!
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