Sulle ali della memoria

Sulle ali della memoria

Unregistered

“Sulle ali della memoria”. Il nuovo libro della collana sulla Brigata Maiella

E’ piuttosto raro che i politici mantengano promesse e propositi e perseverino nel realizzarli. Suscita per questo ammirazione l’Amministrazione provinciale dell’Aquila che ha preso l’iniziativa di curare una collana editoriale di testimonianze dei protagonisti della Brigata Maiella e che ogni anno puntualmente dà alla luce un nuovo libro di memorie. La presidente Stefania Pezzopane, avendo compreso la specificità tutta abruzzese della Brigata Maiella, ha voluto che il ricordo di quegli uomini e della loro singolare esperienza non andasse disperso. Si tratta , infatti, dell’ unica formazione partigiana che non si è limitata a combattere per la liberazione del proprio territorio, ma ha proseguito la sua missione accanto agli Alleati risalendo la Penisola, paese dopo paese, battaglia dopo battaglia, fino a Bologna. L’unica formazione a non essersi caratterizzata per il colore politico, come le pur gloriose formazioni comuniste, socialiste, mazziniane, cattoliche. Ebbe una sola connotazione, di carattere istituzionale: era repubblicana ed antimonarchica, tanto da rifiutare il rituale “saluto al re”, ritenendo quest’ultimo complice del fascismo e corresponsabile della disastrosa guerra. Anche i simboli la facevano diversa. Esibiva sul bavero, al posto delle stellette, le mostrine tricolori e sul braccio lo scudetto su cui campeggiava la Maiella innevata, sullo sfondo azzurro del cielo. E’ stata, infine, l’unica unità partigiana ad essere insignita della medaglia d’oro al valor militare. Nel triennio 2006-2008 sono state pubblicate le memorie dei reduci Marcello Liberatore, del più giovane membro della Brigata, Ennio Pantaleo, e di Giovani Ricottilli. Nel 2009 avrebbe dovuto vedere la luce il libro del tenente Gilberto Malvestuto. Ma in quell’ anno di morte e distruzione, il sisma non ha risparmiato nemmeno il libro che, pronto per la presentazione in occasione del 25 aprile 2009, è finito sotto le macerie di un palazzo della dannata via XX Settembre. Anche la tipografia GTE , che curava la collana, è rimasta danneggiata, tanto che la ristampa è stata affidata ad un’ altra tipografia, la Fabiani Stampatori. Ma sono andate perdute le numerose fotografie di guerra che lo arricchivano. Il libro di Gilberto Malvestuto è prezioso anche perché riproduce in gran parte, cioè fino al febbraio del 1945, il suo diario di guerra. Il racconto, quindi, conserva la freschezza e la suggestione propria della cronaca diretta. E la guerra vi è narrata quasi giorno per giorno. C’è la morte, la fame, la sporcizia, i pidocchi, il freddo, la pioggia, il fango, la stanchezza, la nostalgia dei luoghi e delle persone care. C’è l’eroismo, la “follia” di quei giovani volontari che rischiano la vita per un ideale patriottico, un ideale risorgimentale, che oggi , purtroppo, appare molto appannato. Si dorme in case private offerte generosamente dalla popolazione. Ma si dorme anche, e forse più spesso, nelle stalle, nelle mangiatoie , come Gesù Bambino. Solo uno stralcio del diario: “ Giorno 11 (dicembre) a riposo per alcuni giorni a Brisighella. Doccia fredda e cambio di abiti dopo ben ventinove giorni senza spogliarsi mai. Il 16 dic. 44 conquista di Monte Mauro, dove cade eroicamente combattendo alla testa dei suoi uomini il Capitano dott. Mario Tradardi, sostituto procuratore del Re presso il Tribunale dell’Aquila.[…] Il 18 dicembre partecipo ai funerali del Giudice Tradardi, portandone il feretro a spalle con altri tre ufficiali della Majella dalla Chiesa del Suffragio di Brisighella. Il 20 torno al fronte, in linea a casa Crivellari. Qui la notte sul 21 il 3° plotone della 2^ Compagnia è attaccato ed accerchiato dai tedeschi. Mio intervento alle 10 del 21 con le mitraglie poste ai Crivellari per spezzare il cerchio nemico. Nebbia fitta e piovigginosa. Sotto la pioggia in postazione. I tedeschi ci contrattaccano con i micidiali “spandao”. Con una pattuglia della 2^ Compagnia, il 3° plotone si sgancia con tre feriti.” Vengono rinvenuti tredici tedeschi morti, si provvede alla loro sepoltura. “La notte sul 21 sempre in piedi in postazione e sempre in allarme vicino al telefono da campo. La sera del 21 alle ore 19, cambio con i cinesi ed indiani che prendono le nostre posizioni. Verso le ore 22 raggiungo, attraverso Monte Mauro con venti centimetri di fango e grandi fossi e ripide discese, la Villa Spada con i miei mitraglieri e i mortaisti”. E così, puntuale, quasi minuto per minuto, procede la sua cronaca di guerra. Quando liberano un paese, c’è la popolazione che li accoglie, li “ospita con affetto” e “ammirazione” e offre loro “ristoro e conforto”. Si tengono , nelle case, persino feste danzanti, e vi vengono “ invitati con intenso calore”. Ma il diario di Gilberto è anche una testimonianza d’amore per la sua fidanzata, conosciuta sui banchi di scuola. Sono pagine struggenti in cui lo assale la nostalgia per la sua città, per la mamma e, soprattutto, per la sua Leda, un amore profondo che lo accompagnerà per tutta la vita. Festoso, trionfale, commovente è l’ingresso in Bologna liberata. La Maiella è fra le prime formazioni ad entrare e Gilberto è in testa alla Brigata. Una folla enorme. Si fa fatica a farsi strada. “Dalle finestre e dai balconi migliaia di bandiere e drappi tricolori sventolano al vento di primavera” mentre migliaia di volantini che inneggiano alla Resistenza e alla libertà “coprono il cielo”. La gente piange anche, mentre una ragazza, fendendo la folla lo raggiunge di corsa e lo stringe forte a sé e poi gli dice: “Grazie, tenente”. Lo bacia a lungo e poi scompare, mentre suona per la prima volta dopo tanto tempo il campanone del capitano del popolo.

Ezio Pelino



'Sulle ali della memoria' ha ricevuto 31 commenti:
il più recente in testa

  1. Unregistered
    NLC
    sabato 20 febbraio 2010 ore 08:29 - Permalink al commento

    Salve,

    qualcuno saprebbe darmi delle indicazioni riguardo l’uscita di questa collana editoriale?

    [Rispondi]

  2. Luca
    Luca
    sabato 20 febbraio 2010 ore 01:04 - Permalink al commento

    Adriano, la storia dei partigiani tutti rossi è una teoria strampalata assieme al tono sibillino del tuo primo commento.
    Abbiamo avuto un grande PRESIDENTE della Repubblica, Sandro Pertini. Persone come lui non sono un’eccezione del fenomeno su cui stai sputando.
    Le storie di disperazione e delinquenza in tempo di guerra lasciano il tempo che trovano e non possono consentirti di disonorare la memoria della Resistenza. Che dobbiamo fare contare chi ha piu’ testimoni degli orrori?
    I giudizi ed i paragoni che fai sono troppo grossolani e non serve citare un libro o dire che tanto senza i partigiani gli alleati avrebbero liberato lo stesso. Per rimanere sullo stesso piano grossolano del discorso potremmo dire pure che anche gli interventi degli alleati hanno causato morte e distruzione. A che serve? Parli di servitori dello stato quando invece siamo ancora sudditi degli alleati dopo piu’ di 60 anni.
    Manchi di rispetto alla categoria dei lavoratori statali italiani come fossero un popolo di rubastipendio, ma come cazzo ti permetti? Sei un fan di Brunetta?
    Fai una cosa, ecco, evita di scrivere altre cose disonorevoli sui partigiani perchè se c’e’ qualcosa di macabro e schifoso è il fascismo che ancora serpeggia in Italia e vive travestito nella politica italiana, altro che rossi. E’ meglio che parli degli Oski.

    [Rispondi]

    adriano bologna
    sabato 20 febbraio 2010 ore 07:23 - Permalink al commento »

    Senti, Luca ,voglio risponderti con garbo,perchè tocchi temi estremamente importanti,al limite importanti per tutti noi, direi determinanti.Ho doppia cittadinanza, Italiana soprattutto e costretto,tedesca.Ho 59 anni e me ne vanto sempre,non ho mai votato in vita mia,ne sono orgoglioso,potrei spiegarti il perchè,discorso troppo lungo.Il problema che ho,è, che posso fare continuamente,per il tipo di attività che svolgo,un parallelo tra burocrazia per esempio tedesca e italiana.Potrei farti mille esempi, ne scelgo uno.Prima di farlo, una affermazione.Per la nostra posizione geografica dovremmo essere tra i primi tre Stati ricchi al Mondo.Esempio:Vivo in una città della grandezza di Vasto,circa 50.000 abitanti.Se vado,nell`ufficio delle entrate ,dal Fisco,nella mia città in Germania all` entrata c`´E un compiuter dove dai il tuo problema,ed istantaneamente ti viene indicato l`ufficio addetto dove tu parli del tuo caso, fai riferimento ai trattati europei.L` Impiegato statale,prende l`ultima versione dei trattati,se conforme a quel che sostieni ,istantaneamente accetta la tua richiesta,.A Vasto,Ufficio Entrate,nell`atrio 6 impiegati,vai su in Ufficio specifico,lunga attesa,all`arrivo dell` impiegato,ti senti dire che della norma di cui tu parli,libro in mano,non ne sa niente e che eventualmente dovresti parlare con il direttore di area che oggi non c`é,a Vasto come in tutta Italia nella messa in pratica dei trattati,che sono sovrani,siamo rimasti fermi al 1992.Caro Luca mi sono preso la briga ,un gran lavoro,se l`Italia rispettasse l` obbligo che ha di attuare i trattati che sono sovrani ,l`operaio italiano avrebbe 500 Euro in più al mese e la nostra economia sarebbe in continuo sviluppo.Smetto, discorso lunghissimo,abito a 20 Km da Strassburgo.Dimenticavo,se il nostro impiegato,facesse rispettare i trattati,l` italiano sarebbe INDIPENDENTE dalla corrotta politica italiana.

    [Rispondi]

    NLC
    sabato 20 febbraio 2010 ore 08:48 - Permalink al commento »

    Non vedo le colpe dei partigiani in tutto questo.

    [Rispondi]

    Luca
    sabato 20 febbraio 2010 ore 11:07 - Permalink al commento »

    Si va bene, ma non puoi generalizzare e dire che sia retaggio della Resistenza. Non so se sia piu’ ridicolo o piu’ offensivo.

    [Rispondi]

    adriano bologna
    sabato 20 febbraio 2010 ore 15:11 - Permalink al commento »

    Luca, ti prego non deludermi,ti spiego cosa c entra: prima i posti dirigenziali statali dati dai Sindaci del dopoguerra per Decreto, ai partigiani.Vedi,Capocantoniere,Guardia Comunale,segretario comunale,ècc.,a quei tempi posizioni molto importanti, poi i posti di responsabilità statali,dati dal clientelismo (Democrazia Cristiana),poi le pensioni regalate per raccomandazioni dei partiti, hanno formato,il tipo di impiegato statale che abbiamo oggi.A Carpineto c`è un detto(sta bene Rocco, sta bene tutta La Rocca) gli impiegati statali italiani, sono quattro volte ,il necessario,ed accettano passivamente quello che viene imposto dall` alto anche se illegale.Non si è al servizio del cittadino,ma fautori dello Stato contro sacrosanti Diritti legislati dal Parlamento Europeo.Il sesto libro dei trattati Europei, è un testo Europeo di Paragrafi Fiscali, degli ottocento Paragrafi,non uno, viene messo in pratica in Italia,ma dallo Stato italiano trasformati a piacimento.I`impiegato statale responsabile dovrebbe condannare,dopo essersi documentato,ed agire per il cittadino.Il tutto nacque con la creazione dei posti cuscinetto del dopoguerra.Lo Stato italiano nei confronti del Parlamento Europeo è uno Stato illegale.

    [Rispondi]

    Luca
    sabato 20 febbraio 2010 ore 16:01 - Permalink al commento »

    Adrià’ un conto è parlare delle inefficienze di oggi un’altro è portarne le accuse al fenomeno della Resistenza. Mi dispiace ma non sono per niente d’accordo.

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    NLC
    sabato 20 febbraio 2010 ore 16:22 - Permalink al commento »

    Concordo con quanto detto da Luca, accusare i partigiani di aver creato un sistema di inefficienze nella pubblica amministrazione, mi sembra azzardato.

    A questo punto, molto ironicamente, la colpa la dovremmo scaricare sul fascismo, perché senza di esso, non ci sarebbero stati i partigiani e quindi i mali di cui Adriano parla.

    [Rispondi]

    Viandante
    lunedì 22 febbraio 2010 ore 02:38 - Permalink al commento »

    ahahahahah.Pazzesco.
    Signor Adriano. Provi a chiedere a qualsiasi europarlamentare il seguente quesito:

    A cosa vi servono due parlamenti perfettamente uguali pagati da noi cittadini europei in due citta’ diverse?

    Come vede le storture esistono anche nell’amatissima Unione Europea, dove si permettono porcherie come la direttiva Bolkstein e la possibilita’ di fare il cioccolato senza burro di cacao. O grazie a scappatoie legali si permette si evitare severi controlli sugli OGM o continuare alle banche europee di continuare ancora a investire in armamenti. E questo non certo per giustificare la situazione italiana, ma per demitizzare questa Europa tanto cara ai massoni dela Rothschild. Si legga il Trattato Di Lisbona. RImarra’ inorridito nel sapere che vi potrebbe essere per insurrezioni la pena di morte degli insorgenti e la possibilita’ di mascherare le guerre chiamandole missioni di offesa.

    [Rispondi]

  3. Unregistered
    adriano bologna
    giovedì 18 febbraio 2010 ore 21:29 - Permalink al commento

    Viandante ,dimenticavo,possiamo fare un esperimento.Andiamo insieme, nelle vecchie sezioni comuniste dell`Abruzzo,ci facciamo dare i nomi dei partigiani che sono molto orgogliosi,poi chiedamo della professione svolta dopo la guerra, vediamo chi di noi due ha ragione.

    [Rispondi]

    Viandante
    venerdì 19 febbraio 2010 ore 21:42 - Permalink al commento »

    Questo non dimostrerebbe assolutamente nulla della tua teoria strampalata. Hai asserito che e’ per colpa dei partigiani che si sarebbero ficcati nei luoghi statali che l’italia non ha una burocrazia funzionante. O meglio era questo il tuo messaggio intrinseco. Strano. Io avrei giurato che piuttosto che la burocrazia italiana fosse utilizzata soprattutto dalla Democrazia cristiana come ricettacolo clientelare elettorale. Fai na bella cosa, vai al centor servizi culturali di Vasto e comincia a studiare i libri di storia locale cosi’ come ho fatto io, o in alternativa c’e’ sempre la zappa dei nostri nonni che ti aspetta entusiasta.

    [Rispondi]

    adriano bologna
    venerdì 19 febbraio 2010 ore 22:38 - Permalink al commento »

    viandante,ad un piccolo cafone, povero di animo,come te,nella tua vita sei sicuramente un “NUMERO”io non rispondo più,fai parte di quel gruppo che l`Universo ha già messo da parte,quando morirai, tu morirai per sempre,non sei previsto per l`evoluzione,la natura si è pentita averti creato.

    [Rispondi]

    adriano bologna
    venerdì 19 febbraio 2010 ore 22:53 - Permalink al commento »

    Dimenticavo,in quanto a titoli accademici,incontriamoci da un Notaio che puoi scegliere tu,porta con te minimo 50.000€ mettiamo io e te i titoli sul tavolo, chi ne ha di più si prende i100.000€,ti prendo sulla parola, fammelo sapere facciamo subito un appuntamento,così impari e la fisci di dire cazzate.

    [Rispondi]

    Viandante
    sabato 20 febbraio 2010 ore 02:42 - Permalink al commento »

    Ma perche’, i titoli accademici devono essere controllati da un notaio? Non sai leggere?

    [Rispondi]

    Viandante
    sabato 20 febbraio 2010 ore 02:44 - Permalink al commento »

    Ovviamente non sapendo cosa rispondere sul merito della storia si decade nell’offesa personale. Tipico atteggiamento del revisionista in difficolta’. Ma vergognati tu piuttosto di sputare fango e veleno sui partigiani. Sei un condannato della storia. E ora paga la tua condanna e silenzio.

    [Rispondi]

  4. Unregistered
    adriano bologna
    giovedì 18 febbraio 2010 ore 21:22 - Permalink al commento

    Viandante, quando si fanno affermazioni,bisogna essere documentati,io posso farti nomi, tu no.Se non conosci i fatti cerca di fare domande,ma non affermazioni.Su Storia romana,storia contemporanea, faccio referati alle Università di tutta Europa,le mie lezioni vengono pagate ad alto indice,perchè allego ai fatti testimonianze vere e ricerche di anni di lavoro.Se vuoi sapere cose pesanti,facendo nomi,per esempio, posso spiegarti cosa succedeva nei paesini, abitati solo da donne e vecchietti,perchè gli uomini veri erano al fronte,quando arrivavano di notte i cosiddetti partigiani.Ripeto testimonianze di gente ancora viva spero ,di cui posso darti gli indirizzi e persino il numero di telefono.Se vuoi sapere la verità devi poi essere disposto a scusarti su questo sito, per la gente massacrata per colpa dei partigiani.

    [Rispondi]

    Spanish
    venerdì 19 febbraio 2010 ore 09:23 - Permalink al commento »

    Eh, se bastassero i soldi per garantire l’assoluta verità e IMPARZIALITÀ…quel ‘professorone’ che va in giro a negare la shoa prende soldi e non mi pare che sia importante per garantire la veridicità di quello che dice.

    Ma a parte, “gli uomini veri erano al fronte”? “uomini veri”? che significa? “uomini veri”…boh. Neanche la propaganda fascista faceva questa distinzione, vedi tu!

    Al fronte? Quando? dopo l’8 settembre? perché prima al fronte ci stavano praticamente tutti. Anzi, meno fascista eri e più al fronte stavi.

    Saprai meglio di me che, dopo l’8 settembre, dopo l’ennesimo pasticcio (per non usare termini più forti) della classe politica di allora, molti soldati, abbandonati dagli alti ufficiali e dalla corona, dovettero inventarsi una maniera per tornare a casa. E sai meglio di me che molti soldati decisero di combattere contro i nazifascisti invece di tornare dalle loro famiglie. E saprai meglio di me che queste persone non erano sempre e solo i comunistoni che volevano fa’ la rivoluzione (ammesso che la volevano fa’…). Saprai meglio di me anche che i nazifascisti ai regolari dell’esercito li mettevano in campi di prigionia.

    PS: Sono quasi sicuro che stai facendo riferimento a una teoria già affrontata e analizzata in passato. Una teoria che definirei l’ultima spiaggia del revisionismo…

    [Rispondi]

    adriano bologna
    venerdì 19 febbraio 2010 ore 13:27 - Permalink al commento »

    Cosa intento, per uomini veri: Mio zio,fratello di mia madre,a cui un giorno, farò costruire un monumento in piazza a Carpineto,di nome Donatelli Gaetano,morto qualche anno addietro a Chieti,grande Leninista,conosceva tutti i discorsi di Lenin a memoria,a me da bambino ,ogni tanto ne recitava qualcuno,fece fatto prigioniero dagli Inglesi in Grecia.Siccome lui aveva il compito di Radio trasmettitore in codice segreto,dell` Esercito iItaliano, fu portato in un campo di prigionia in Inghilterra, dove rimase per sei anni.Veniva regolarmente torturato e gli veniva promesso la libertà,avesse tradotto il codice per gli Inglesi.Lui sebbene convinto Comunista,era un nemico dell`allora Stato Italiano, per il rispetto della “PATRIA”e di tutti gli Italiani prigionieri ,non parlò e rimase, ripeto prigioniero per sei anni, trattato in modo `d` isumano.Quando fu liberato,ed arrivò in treno alla stazione di Vasto,fu legato su un mulo e portato a Carpineto.Legato, perchè era diventato demente,impiegò anni, prima che potesse rientrare in vita normale.Questo, per me è uno splendito esempio di Italiano vero,sebbene ripeto, mio zio fosse un convinto Leninista.

    [Rispondi]

    Spanish
    venerdì 19 febbraio 2010 ore 21:06 - Permalink al commento »

    Purtroppo moltissime famiglie italiane hanno avuto tragedie in famiglia per colpa della dittatura e della guerra. Ciò però mi sembra che non tolga niente né alla Resistenza, né a chi l’ha organizzata e realizzata…e meno ancora a chi oggi fa lo sforzo di fare Memoria ed educare agli ideali che hanno fatto (ri)nascere la nostra Patria.

    [Rispondi]

    Viandante
    venerdì 19 febbraio 2010 ore 21:44 - Permalink al commento »

    Si infatti Adriano, questi racocnti sono molto appassionanti, anche mio nonno usci’ infermo di mente dopo i combattimenti a Tirana, nella spedizione di Albania, ma questo mi dimostra solo la tua grande confusione nel cercare di argomentare girando su argomenti che non si sa quali siano.

    [Rispondi]

    Viandante
    venerdì 19 febbraio 2010 ore 21:53 - Permalink al commento »

    Viandante, quando si fanno affermazioni,bisogna essere documentati

    QUello che dico anche io. Tu da dove ti documenti, dai testi riscritti da Vittorio Feltri de Il GIornale?

    e mie lezioni vengono pagate ad alto indice,perchè allego ai fatti testimonianze vere e ricerche di anni di lavoro

    Cioe’ tu insegni storia? e con quale titolo accademico? Gran Cerimoniere di Topolinia? AH no, forse ho intuito, qualche onorificienza massonica, sai, la distorsione della storia va tanto di moda da certe parti…….

    Se vuoi sapere cose pesanti,facendo nomi,per esempio, posso spiegarti cosa succedeva nei paesini, abitati solo da donne e vecchietti

    Ma i nomi li potevi fare pure prima, mica mi spavento.

    perchè gli uomini veri erano al fronte,quando arrivavano di notte i cosiddetti partigiani.

    AHhhh, e qui che ti volevo. Eccolo il piglio fascista che e’ in te. Allora dillo che sei uno di quelli che vuole equiparare i repubblichini saloniani ai partigiani. Ah,embe’, e alora dillo che sei un anticomunista e che questo tuo odio contro i partigiani e’ esclusivamente ideologico.

    Ripeto testimonianze di gente ancora viva spero ,di cui posso darti gli indirizzi e persino il numero di telefono.Se vuoi sapere la verità devi poi essere disposto a scusarti su questo sito, per la gente massacrata per colpa dei partigiani.

    Beh si certo, scommetto che chiameresti ,tanto per cominciare, quelli delle foibe. Ma vatti a nascondere va, fascista nostalgico.

    [Rispondi]

  5. RobDel79
    RobDel79
    giovedì 18 febbraio 2010 ore 12:01 - Permalink al commento

    Grazie spanish. Quindi Bologna ha detto una cosa inesatta dicendo “I partigiani in tutta Italia,sono stati sempre di colore politico,rosso molto forte”….

    [Rispondi]

    Viandante
    venerdì 19 febbraio 2010 ore 21:56 - Permalink al commento »

    Rob lo abbiamo sgamato chi e’ cussu’. E’ un nostalgico di mezza eta’ che va attaccando l’antifascismo. Uno di quelli che in cabina elettorale metteva la X su MSi, poi AN o comunque sempre nel satellite dei partiti come La Destra,Destra Sociale, forse Lega ecc… Un revisionista delle nostre parti.

    [Rispondi]

  6. Spanish
    Spanish
    giovedì 18 febbraio 2010 ore 11:09 - Permalink al commento

    Sì, Rob, c’erano comunisti, socialisti, repubblicani, cattolici, monarchici, liberali…che poi, quando le sorti dei nazifascisti erano già segnate, ci sia stata una lotta interna per il potere è storia. Ma così come i comunisti spingevano da una parte, i cattolici, con l’aiuto degli alleati (e non mi sembra poco…) spingevano dall’altra.

    I partigiani hanno commesso errori? certo…non erano mica perfetti o santi. La politica (partitica) ha ’sporcato’ la Resistenza? certo…(il PCI ha la colpa, dal mio punto di vista, di aver cercato di monopolizzare la Resistenza). Dopo la guerra ci sono state vendette, questo lo sanno tutti e nessuno lo giustifica, però si spiega facilmente: 20 anni di dittatura, di soprusi e di violenze fasciste (20 anni di ferite fisiche e morali, di arresti e omicidi politici…).

    Da qui a mettere in dubbio la Resistenza (come azione e come ideale), c’è un passo troppo grande, che non si può fare ora e non si potrà fare tra 100 anni.

    Non dimentichiamo mai, dico mai, che mentre alcuni italiani lottavano per cacciare i fascisti e i loro alleati nazisti e ridare dignità al Paese, altri ingrossavano le fila dell’esercito della Repubblica di Salò al fianco di Hitler e del governo fantoccio di Mussolini. Si poteva scegliere da che parte stare (come sempre)…

    [Rispondi]

  7. RobDel79
    RobDel79
    giovedì 18 febbraio 2010 ore 10:51 - Permalink al commento

    Ammetto la mia ignoranza in materia ma non c’erano pure partigiani cattolici che si battevano per il ritorno della monarchia?

    Scusate

    [Rispondi]

  8. Unregistered
    adriano bologna
    giovedì 18 febbraio 2010 ore 10:38 - Permalink al commento

    Spanish,è chiaro che non tutti i partigiani vanno giudicati con lo stesso metro,ma le menti,avevano intuito che la guerra stava per finire,pensavano già al proprio futuro,non a quello degli altri.Vai nei paesini dell`interno della Toscana e senti cosa dicono le persone anziane “sui partigiani”.Ripeto evito di entrare in temi molto più scottanti,ma se vuoi ne possiamo parlare.

    [Rispondi]

  9. Unregistered
    adriano bologna
    giovedì 18 febbraio 2010 ore 07:50 - Permalink al commento

    Signor Pelino ,lei dice cose non vere ,che creano confusione storica.Fra cento anni i partigiani avranno un giudizio molto negativo dalla critica.I partigiani in tutta Italia,sono stati sempre di colore politico,rosso molto forte.Non dimentichi,ormai dimostrato,che spesso collaboravano con i Tedeschi,provocando stragi di paesi interi,perseguendo lo scopo dell`annientamento di vecchi avversari politici,provocando la morte di migliaia di innocenti.La Storia partigiana è paragonabile, alla storia del brigantaggio fine ottocento.Oppure pensa lei,che senza i partigiani gli Alleati non avrebbero liberata l`Italia.Al contrario migliaia di italiani sarebbero ancora in vita.Se vuol capire ,il periodo partigiano in Italia, provi a leggere il testo tedesco di Helmut Schulz “La Ritirata”.A proüposito senza i Partigiani oggi avremmo uno Stato con meno impiegati statali che tramandano”la sicurezza di stipendio di generazione in generazione”a costo di Italiani che da sempre si fanno il mazzo per sopravvivere.Io glorificherei molto più a buon ragione da vero Abruzzese i novemila alpini morti nella guerra del 15-18 sulle montagne dolomitiche assiderati, per la vera libertà senza colori politici o strumentalizzazioni di potere.I partigiani alla fine della seconda guerra mondiale sono diventati tutti,servitori dello Stato, con retribuzioni sicure,al contrario della povera gente ,manodopera,che ha continuato a soffrire la fame.Potrei scrivere sui partigiani cose ancora più macabre e disonorevoli evito!!!!!

    [Rispondi]

    Spanish
    giovedì 18 febbraio 2010 ore 08:34 - Permalink al commento »

    Adriano…parti male e finisci peggio. “I partigiani in tutta Italia, sono stati sempre di colore politico, rosso molto forte” questo è la prima, ma forse meno importante, ‘imprecisione’ che dice. Credo che le altre derivino da lí.

    Saludos!

    PS: non credo ci sia bisogno di dire che senza Resistenza, stavamo ancora a gridare eialalá! (che poi a qualcuno farebbe pure piacere è un’altra storia…)

    [Rispondi]

    Spanish
    giovedì 18 febbraio 2010 ore 09:59 - Permalink al commento »

    Dimenticavo di dire che sei la dimostrazione che Ezio fa bene a scrivere e a aiutare a fare memoria. Ricordare chi siamo e da dove veniamo, non c’è bisogno di spiegarne l’importanza.

    [Rispondi]

    Viandante
    giovedì 18 febbraio 2010 ore 20:14 - Permalink al commento »

    e dove sarebbe la dimostrazione collaborazionista coi tedeschi? Questo suo vomitare addoso ai partigiani e’ disgustoso.

    [Rispondi]

    Viandante
    giovedì 18 febbraio 2010 ore 20:20 - Permalink al commento »

    i tuoi deliri sull’Italia che va male perche’ ci stavano i partigiani che poi si sono sistemati e’ una affermazione da querela.

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