Una trota da 12.000 euro al mese
In un anonimo sito internet si legge che il figlio di Bossi, quello da lui definito “una trota” per tacitare chi non sopportava che fosse il suo delfino, è stato nominato membro dell’Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico delle fiere lombarde e che viene retribuito addirittura con 12.000 euro mensili. Recentemente in coda ad un articolo de “La Repubblica” si confermava la notizia senza però accennare alla retribuzione. La cosa, anche se siamo ormai abituati a tutto, vedi il caso Bertolaso già venerata icona della Repubblica, appare incredibile e, se fosse vera, scandalosa. Il giovane Bossi è lo stesso che l’anno scorso fece per la seconda o terza volta l’esame di diploma e il padre – i figli so’ pezz e’ core – se la prese con professori. Sono meridionali, disse, con lo stesso disgusto con cui i leghisti si riferiscono agli africani o ai musulmani. Che un giovane senza competenze, senza qualità, se non quella di essere figlio di un novello Masaniello, possa ricoprire un incarico del genere con una retribuzione che non percepisce nemmeno un dirigente di livello medio-alto è uno scandalo intollerabile, per giunta in un’ Italia di disoccupati laureati con il massimo dei voti. Per questo mi aspetto che la stampa faccia chiarezza. Noi tutti abbiamo diritto di sapere.
Ezio Pelino
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