Ridotti ad elettori dimezzati
Il consigliere regionale abruzzese del Pdl, Riccardo Chiavaroli, deve vivere nell’iperuranio, in un mondo altro, nella quarta dimensione, se vuole estendere a livello regionale la legge elettorale nazionale, quella che il loro sodale leghista, Calderoli, in un impeto di lealtà, ha definito “una porcata”. Qualcuno lo informi che noi elettori non siamo tutti ciechi e sordi, che non accettiamo lo scippo dei nostri diritti, e che anzi rivendichiamo il diritto costituzionale di eleggere i nostri rappresentanti sia a livello nazionale che regionale.
Siamo stati ridimensionati, ridotti ad elettori dimezzati. La Costituzione è stata violata. Non è necessario essere giuristi per capirlo. Basta leggerla. All’art. 1 dichiara che la “sovranità appartiene al popolo”, all’art. 56 precisa che “La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto”. Benedetto Dio , che vorrà dire “diretto”, se non eletto direttamente dai cittadini? Altrimenti avrebbe detto indiretto! L’art. 58, per l’elezione dei membri del Senato, è ancora più preciso: “I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età”. La sovranità, quindi, appartiene al popolo, il voto appartiene direttamente a tutti i cittadini-elettori, non ai partiti o ai leader. Eravamo convinti che tutto questo fosse definitivamente acquisito, doverlo ricordare ci fa rivivere il tempo dei sovrani per diritto divino. Questo strappo costituzionale, questa forzatura oligarchica fa dei vertici dei partiti i padroni assoluti del Parlamento. I parlamentari, infatti, non rispondono più al popolo, ma al capo. E’ lui che li fa eleggere, che li riconferma o li fa scomparire dalla scena politica. La gestione cesarista fa guasti tremendi alla democrazia: esalta la fedeltà al capo, spegne la dialettica interna, aumenta la corruzione, promuove la disaffezione popolare per la politica. E’ tempo che qualcuno torni a suonare la mitica tromba di Fontamara e risvegli le coscienze democratiche.
Ezio Pelino
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