Intorno al monsignore per baciargli la mano

Intorno al monsignore per baciargli la mano

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Da ragazzino, nella mia cittadina di provincia capitava che il vescovo, accompagnato dal vicario o da un prete di curia, passasse per la mia strada di periferia per una passeggiata. I miei compagni, allora si giocava per strada, come obbedendo ad un ordine, interrompevano immediatamente la partita e assumendo l’atteggiamento penitente del chierichetto si accalcavano intorno al monsignore per baciargli la mano. Anche i più “cattivi”, anzi questi erano i primi. Io come tutti ero di famiglia cattolica, ma in quel momento li vedevo e sentivo diversi da me per quel gesto che non avrei mai fatto. Ero un ragazzino, nessuno me lo aveva insegnato, ma baciare la mano di un uomo, vescovo o no, senza averne piena consapevolezza, mi era sgradevole e mi respingeva. Oggi vedere non un compagno di giochi, ma il presidente del consiglio del mio Paese che si genuflette e bacia l’anello del papa, peraltro capo di uno stato straniero, e la mano di Don Verzè, mi procura un’impressione che si può immaginare. Soprattutto se confronto l’innocenza di quei miei compagni d’infanzia con la strumentalità opportunistica di questo. Parigi vale bene una messa.

Ezio Pelino



'Intorno al monsignore per baciargli la mano' ha ricevuto 2 commenti:
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  1. Unregistered
    adriano bologna
    giovedì 18 marzo 2010 ore 07:43 - Permalink al commento

    Ezio,hai parlato di un gesto, che racchiude in se servilismo ed educazione al soggiogo fatta impunemente dalla chiesa per secoli.Gesù non ha mai chiesto,che venisse baciata la sua mano,dirò di più da noi in paese per la prima Comunione quando veniva il Vescovo,il parroco ci faceva persino fare esercitazioni per l`inchino ed il bacio della mano,gesto da profondo medio evo.

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  2. Unregistered
    Pino D'Erme
    martedì 16 marzo 2010 ore 14:48 - Permalink al commento

    Caro Ezio
    Le tue osservazioni sul baciamano sono un chiaro esempio di attuale servilismo al potere e regressione sociale rispetto a pochi anni fa quando le lotte, tanto per il maschio che per la donna, erano indirizzate ad ottenere altri più concreti obiettivi. Questo chiaro atto di servilismo veniva richiesto agli schiavi magari seguito anche dalla genuflissione con conseguente baciapiedi tanto nella Roma repubblicana che nella Roma imperiale. Preciso che l’atto era dovuto dagli schiavi ma non dal cittadino che godeva di altri ben concreti diritti, oggi purtroppo il potere pretende il baciamano e la genuflissione da parte di tutti non esclusi le maggiori cariche delo Stato, istituzionali od eletti che siano.
    Pino D’Erme

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