L’ultima farsa di Berlusconi a piazza San Giovanni


Berlusconi quando era solo imprenditore televisivo si lasciò andare ad una confessione. Disse che aveva voluto che le sue tv fossero calibrati su un’età mentale media di 12-13 anni. In piazza S. Giovanni ha dato magistrale scenografica applicazione a questi propositi. Dopo una premessa di slogan gridati in cui ha contrapposto, come un vecchio refrain, il partito dell’amore a quello dell’odio, del fare a quello della critica e del catastrofismo, della libertà a quello dei giudici e delle manette, ha iniziato un colloquio con il pubblico, tutt’altro che oceanico. Niente di nuovo, anzi di antico. Una versione farsesca dei dialoghi truculenti con la folla di Mussolini, e, ancor prima, bellicosi del D’Annunzio di Fiume. I candidati presidenti non hanno avuto la parola. Chiamati uno ad uno sul palco come obbedienti scolaretti afasici. Il grande padre, al centro dell’immenso palco bianco, nelle vesti del consumato imbonitore, li ha presentati al pubblico esaltandone le straordinarie riposte doti. Lo spettacolo si è concluso con il giuramento collegiale dei candidati di un patto, manco a dirlo, “per l’Italia e la libertà”.

Ezio Pelino

Comments

comments

Lascia un commento