Anche a Sulmona si studia come soddisfare il Sultano…


La moglie lo ha svergognato pubblicamente come frequentatore di minorenni e prostitute. A palazzo Grazioli le sue serate romane erano (erano?) allietate da animatrici gentilmente traghettate dal maneggione Tarantino. Scoperto, avrebbe dovuto vergognarsene. Ma lui non conosce la vergogna, è il più strafottente degli uomini. Proprio per questo, forse, seduce la maggioranza degli italiani, che vorrebbero essere come lui. Moralmente anarchici, senza limiti, liberi anzi libertini, con salvacondotto e benedizione del cardinale. E’ un disco rotto che riproduce chiacchiere da bar su donne e calcio. Le donne hanno sempre e solo quella funzione. Le non belle possono essere villanamente derise. La Bindi è “più bella che intelligente”, la Bresso dovrebbe rattristarsi guardandosi allo specchio. Ieri, comizio di Alfano a Sulmona, città alla disperazione, con l’agricoltura che non c’è più e l’industria che delocalizza e chiude. Berlusconi per telefono da Bari infiamma il pubblico. Cinguetta con la deputata locale. “ Ti voglio bene, ti aspettiamo quanto prima in città”, le dice lei. “Verrò appena avremo vinto le elezioni per una cena di festeggiamenti…con le più belle ragazze di Sulmona”, risponde lui. Il pubblico applaude. In città si studia come soddisfare il sultano. Ragazze in fiore fatevi avanti, non avete nulla da perdere, se non la decenza, ma un mondo da conquistare.

Ezio Pelino

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