La lettera di Maria Rita D’Orsogna alla manifestazione di S. Vito

La lettera di Maria Rita D’Orsogna alla manifestazione di S. Vito

redazione

Riceviamo e pubblichiamo

In allegato la lettera che Maria Rita D’Orsogna ha inviato alla manifestazione del 18.04 a San Vito, essendo stata bloccata dal vulcano islandese….. la lettera è molto appassionata è va applicata a tutto … ALLA CAVA, AL PETROLIO, AL RADDOPPIO DEL PORTO DI VASTO…
A questo proposito ricordo che i porti si dividono in militari – petrolchimici e commerciali…. quello di vasto è commerciale… per commerciale si intende tutto compreso il petrolio….. nei porti possono entrare tutte le navi .. dipende dal pescaggio e dalle infrastrutture… una volta che il porto di punta pena sarà raddoppiato e che la MOG la PETROLCELTIC e la EDISON faranno la raffinazione in mare… dove sarà commercializzato il prodotto finito ?

Lino arci

Buon pomeriggio a tutti,

Purtroppo come saprete, a causa delle eruzioni vulcaniche in Islanda, non posso essere presente di persona a questa nostra manifestazione. So che siete tanti, e vi saluto affettuosamente e con la grinta di sempre, anche se non sono presente di persona.

Mi dispiace moltissimo mancare a questo evento, perche’ ci tenevo davvero a ribadire assieme a voi tutti, e dal profondo del cuore, il nostro no all’Abruzzo petrolifero e si ad uno sviluppo sano, sostenibile e di benessere vero per tutti.

Anche se sono lontano pero’, voglio lo stesso dire alle ditte petrolifere di mezzo mondo che non gli permetteremo di distruggere tutto quello che di buono ci hanno lasciato le generazioni passate. Che siamo piu’ intelligenti delle loro storielle sulla compatibilita’ fra raffinerie e agricoltura. Che qui non sono benvenuti. Che non siamo in svendita. Punto.

Non ci riusciranno a trivellarci, si mettano il cuore in pace.

Noi vogliamo preservare e migliorare la nostra regione per le generazioni future e non bucherellarla alla meno peggio come se fossimo un deserto abbandonato.

Meta’ regione e’ sotto attacco. I progetti petroliferi vanno avanti e riguardano circa un milione di persone. Dal lago di Bomba, a Pineto, da San Vito Marina alla Majella, da Casalbordino a Silvi, da Teramo a Sulmona, ci siamo tutti dentro assieme.

I progetti sono uno piu’ scellerati dell’altro. Vogliono trivellare il lago di Bomba, dove il territorio e’ fragile e dove i petrolieri stessi parlano di rischio smottamenti, sprofondamenti e cedimenti della diga. Vogliono mettere il centro oli nel mare di Rocca san Giovanni, un enorme nave galleggiante con inceneritore a fiamma costante da cui verranno emesse decine di tonnellate di fumi inquinanti al giorno, e centinaia di tonnellate di rifiuti tossici e speciali ogni giorno. Proprio una bella visuale lungo la costa dei trabocchi, la Catalogna d’Italia!

Se glielo lasciamo fare, questo sara’ lo scenario in molte localita’ d’Abruzzo.

Dobbiamo veramente essere tutti uniti in questa battaglia e mostrare solidarieta’ fra di noi, perche’ trivellare Pineto o Bomba e’ la stessa cosa: una volta che i petrolieri arrivano in una regione se ne impadroniscono e pensano di poter fare quello che gli pare.

Ormai lo sanno anche i sassi che il nostro petrolio e’ scadente, e’ carico di impurita’ sulfuree, e’ scomodo da estrarre ed e’ anche poco. Trivellarci sara’ un processo irreversibile di inquinamento, malattie, rischi di subsidenza, di scoppi e di incendi, in mare ed in terraferma da cui non trarremo nulla di buono. Proprio nulla. Lasciamo il nostro petrolio dove l’ha messo madre natura – sottoterra.

D’altro canto, se uno perde un po di tempo a leggere la stampa straniera si scoprono che hanno tutti da dire delle cose belle sull’Abruzzo. Il Times di Londra dice che venire in Abruzzo e’ una delle 10 avventure piu’ belle della vita.

Capite cosa abbiamo? Non ci hanno messo Parigi o Cortina d’Ampezzo o la Toscana. Ci hanno messo l’Abruzzo!

La stampa straneira dice che siamo a meta’ fra il Tibet e la California, dice che siamo l’Himalaya d’Europa, dice che i nostri vini e il nostro olio sono eccellenti.

Non possiamo vanificare tutto questo. E’ un insulto alla nostra storia, e alle generazioni passate che tanto hanno sofferto per lasciarci l’Abruzzo che conosciamo oggi. Dobbiamo invece renderci conto di quanto sia speciale quello che abbiamo e di quanto valga la pena proteggerlo e volerlo migliorare.

E a prescindere da tutto questo, brutta o bella che sia – ma e’ bellissima – l’Abruzzo e’ la nostra casa!

L’altro giorno parlavo con Antonella, una mia amica della Basilicata, dove si trivella gia’ da 15 anni.

Chiunque abbia anche solo un pochino letto delle estrazioni petrolifere in Basilicata sa che da quelle parti il petrolio e’ stata una maledizione.

In Basilicata sono piu’ poveri, hanno il petrolio dentro il miele, la produzione di vino e di olio e’ dimezzata, i tumori aumentano, la gente emigra, meleti, vigne, e falde acquifere sono inquinate. L’ENI e’ sotto processo per inquinamento, ma intanto – siccome non ci si accontenta mai – , continua a proporre di trivellare parchi, ospedali, mari e campi come se nulla fosse.

La mia amica a un certo punto mi ha detto: “ormai la val d’Agri e’ rovinata”. E lo diceva con la rassegnazione di chi pensa che sia ormai tutto perduto per quell’angolo del pianeta.

Io non lo voglio questo per l’Abruzzo. Non voglio un giorno dovermi rigirare e dire l’Abruzzo e’ ormai rovinato.

E il tempo di agire, per tutti gli Abruzzesi – vicini e lontano – e’ adesso.

Adesso e’ il momento che tutti ci rendiamo conto che dobbiamo fare la nostra parte.

Adesso c’e’ da protestare, adesso c’e’da fare le domande difficili, adesso c’e’ da fare pressione sulla nostra classe politica affinche’ si facciano interpreti della nostra volonta’ di popolo.

Li abbiamo votati per questo, affinche’ ci proteggano e si adoperino per il bene comune e non solo a chiacchere come dei timidi prelatini alla don Abbondio.

E se il coraggio i nostri politici non ce l’hanno, e’ l’ora che se lo diano: e siamo noi a dover fare scattare la clessidra.

C’e’ una frase di Thomas Jefferson che dice “il prezzo da pagare per la democrazia e’ l’eterna vigilanza”. Queste parole lui le ha dette nel 1790. Gia’ da allora aveva capito che l’unica condizione per avere una societa’ sana e’ quella in cui noi tutti sentiamo di avere a cuore la cosa pubblica e ne siamo protagonisti attivi. Altrimenti tutti ne approfittano.

La democrazia non e’ una scatola vuota che qualcuno ci ha regalato, ma e’ un impegno quotidiano, qualcosa che dobbiamo meritarci, e che parte dalle piccole cose, per il petrolio e per tutto il nostro vivere civile.

Non ci salva nessuno, sapete, siamo noi a dover salvare noi stessi. Non basta dire “speriamo che ci ripensino” oppure “ci sara’ pure qualcuno che li fermera’”.

E chi li ferma? Superman?

No, quel qualcuno e’ ciascuno di noi, ogni santo giorno, con ogni azione piccola o grande che sia. Sta qui il sale della democrazia.

In questi mesi abbiamo fatto delle cose bellissime. Non dobbiamo mai dimenticare che tre anni fa l’ENI – la settima ditta petrolifera piu’ grande del mondo – aveva tutto pronto ad Ortona, carte, permessi, intenti di trivellare e un sindaco favorevole alle trivelle fra i campi del Montepulciano. Era tutto contro di noi.

E invece dopo tre anni il centro oli di Ortona non si e’ ancora costruito. A Pescara nell’unico dibattito pubblico che hanno avuto con la gente, l’ENI se n’e’ andata con la coda fra le gambe. E lo stesso e’ successo a Bomba, con quelli della Forest Oil di Denver. Il merito di tutto questo e’ solo ed esclusivamente di noi cittadini che per mesi abbiamo informato, assillato i politici, il clero e chiunque volesse ascoltarci.

Tutto questo deve darci coraggio per tutte le altre battaglie petrolifere e non di questa regione, di questa nazione a dire la verita’. Deve farci capire che non e’ vero che i potenti vicono sempre. Che se ci impegnamo, e non ci stanchiamo e siamo uniti, tanti e piu’ testardi di loro, senza paura e liberi dentro, il bene puo’ vincere.

Ma questo ci impone coraggio. Ci impone che quando vediamo le cose storte alziamo la voce e senza paura. Ci impone di fare sempre le scelte difficili nella vita, ci impone di non avere scheletri nell’armadio. Ci impone di essere liberi e onesti.

Non ci dobbiamo spaventare se vediamo la montagna davanti e ci pare impossibile da superare. Basta solo concentrarsi sul passettino che possiamo fare oggi, ma con in mente quella montagna per il domani.

Basta solo partire, tutto il resto verra’ da se, se c’e’ la sincerita’ e la voglia.

Quando questa storia e’ iniziata per me, ero nella mia tranquilla casetta in California, a migliaia e migliaia di chilometri di distanza. Non conoscevo nessuno, i miei amici mi dicevano di lasciar perdere perche’ era troppo difficile, “l’ENI e’ potente”, “sta tutto gia deciso”, “non ne vale la pena”.

Ma non ho dato retta a nessuno.

Per cosa altro ne vale la pena nella vita? Quante volte ci capitera’ di poter fare qualcosa di buono, di poter lasciare un segno tangibile della nostra presenza su questa terra, e per una qualcosa di piu’ grande che noi stessi?

Per cosa altro vogliamo lottare se non per la nostra terra?

L’Abruzzo e’ nostro, non e’ di nessun’altro, ed e’ per questo che ci dobbiamo impegnare e dobbiamo volerle bene.

Cosa c’e’ da fare allora? Nel concreto?

Il ministero non ha ancora deciso se dare l’autorizzazione per costruire il centro oli al mare, se mettere i pozzi di petrolio a Vasto o a Casalbordino o al lago di Bomba.

Ciascuno di noi puo’ tornare a casa e scrivere una lettera agli enti preposti in cui si esprime la propria contrarierta’ a questi progetti. E’ tutto su internet, basta cercare, chiedere, ci sono facsimili, ci sono comitati. Basta solo avere la voglia di partire e di fare. Non e’ difficile. Si puo’ scrivere a Gianni Chiodi, alla stampa nazionale, ai programmi televisivi. Si possono organizzare eventi, coinvolgimenti coi ragazzi, con i turisti, con i commercianti.

La vita e’ di chi se la prende.

L’ultimo pensiero e’ per i giovani. Spero che questa battaglia del petrolio vi interessi, e ve ne sentiate protagonisti e non solo perche’ alla fine l’Abruzzo del futuro e’ vostro, e perche’ un giorno sarete chiamati voi a governare e a decidere per questo paese, ma perche’ la vita’ e’ un po piu’ bella se si riesce a darle un senso e se si trova un ideale da portare avanti. Un abbraccio speciale ai ragazzi dell’ istituto Cesare di Titta e ai loro insegnanti – specie a Valentina, Danilo e Katia.

Grazie a tutti – ai sindaci presenti, agli enti ufficiali, alle associazioni, a tutti quelli che si sono spesi per l’evento – so che ha portato via tempo, lavoro, energia. Un grazie speciale a Emilio e tutti gli altri che hanno lavorato senza sosta.

Quando vengo in Abruzzo e’ sempre tutto cosi’ concitato – fra persone eventi, posti da visitare, e ho sempre poco tempo per pensare, per riflettere su questo attivismo quasi casuale della mia vita.

Ma ogni volta che passo fra le vigne fra Guastameroli e Lanciano, li c’e’ tutto il nostro incanto.

Lo so che stiamo facendo bene.

Santa Monica, CA 18 Aprile 2010

MRD



'La lettera di Maria Rita D’Orsogna alla manifestazione di S. Vito' ha ricevuto 44 commenti:
il più recente in testa

  1. Spanish
    Spanish
    lunedì 10 maggio 2010 ore 10:17 - Permalink al commento

    Di Giuseppantonio dice ‘no’ al progetto di Bomba. Vediamo se passa ai fatti, (almeno) questa volta…

    Rispondi

  2. Unregistered
    MAC
    giovedì 6 maggio 2010 ore 23:09 - Permalink al commento

    Vi chiedo se conoscete il modo per accedere all’elenco delle rischieste di esplorazione. Ho cercato ma non ho trovato molto. Ringrazio in anticipo

    Rispondi

    Luca
    maggio 6th, 2010 ore 23:44 - Permalink al commento »

    Mac ma pensi che esista quest’elenco?
    Non so se sia d’interesse per qualcuno catalogare pubblicamente le “nuove” richieste di esplorazione.
    I permessi vigenti, detti anche titoli minerari si trovano sul sito del ministero dello svilupo economico:

    http://unmig.sviluppoeconomico.....titoli.asp

    Rispondi

  3. Unregistered
    MAC
    giovedì 6 maggio 2010 ore 12:56 - Permalink al commento

    http://ricerca.gelocal.it/ilce.....CN101.html

    Ombrina mare non si ferma. Beh!!! era logico aspettrselo. Adesso però è la politica che deve fare il suo corso e dare un no definistivo.

    Rispondi

  4. Spanish
    Spanish
    mercoledì 28 aprile 2010 ore 16:25 - Permalink al commento

    E se questo succedesse nell’Adriatico?

    Rispondi

    Luca
    aprile 28th, 2010 ore 17:02 - Permalink al commento »

    come già dicevo… rubando il titolo a Danilo D’Orsogna, sarebbe l’Apocalisse Italia.

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  5. Unregistered
    Mario Franco Basilico
    mercoledì 28 aprile 2010 ore 10:35 - Permalink al commento

    Con la mia limitatissima cultura e la mia esperienza personale ho capito che l’esercito degli ingegneri, sostenti dai grossi usurai capitalisti, hanno sempre vinto è vinceranno sempre su un limitatissimo numero di Eroi.
    Per un mondo migliore, ci vorrebbe l’impossibile miracolo della consapevolezza del popolo.

    Rispondi

    adriano bologna
    maggio 7th, 2010 ore 03:17 - Permalink al commento »

    @Mario Franco Basilico, mi piace rispondere a te,perchè ti stimo,intelligente e realista,le opinioni sostenute da Mac,Luca,Viandante ,Spanisch ecc.sono da apprezzare,ma di rimessa poi bisogna anche vivere secondo le proprie idee.Quindi,niente energia elettrica,niente macchina,niente prodotti derivanti dal petrolio,niente medicinali sintetici eccetera.Io ammiro le mie pecore,che vivono solo mangiando l`erba della valle dello schuttern,la valle degli antichi Celti figli dei Teutoni e padri degli Oski.Dire, non voglio il petrolio,non voglio turbo gas, è semplice ma bisogna anche poi vivere di conseguenza,allora si diventa motivo di ammirazione.Ripeto,io ammiro le mie pecore,esse vivono a NORMA natura,nella stalla non mi hanno mai chiesto di accendere la luce.Franco,tu cosa ne pensi???? ti prego fammelo sapere.

    Rispondi

    Mario Franco Basilico
    maggio 7th, 2010 ore 20:12 - Permalink al commento »

    @adriano bologna, Grazie, del complimento da una persona di mondo come te, ti rispondo volentieri e ti dirò il mio parere.
    Ho avuto l’onore di conoscere la Prof.ssa D’Orsogna nei suoi interveti che ha fatti, incontrando le persone d’Abruzzo, durante gli ultimi anni; penso che sia la persona più limpida d’Abruzzo e non solo, si batte attivamente e a sue spese contro l’esproprio e la rovina del nostro territorio mentre potrebbe starsene a Santa Monica a fare la vita agiata, penso che di persone di quel calibro sono pochissime al mondo che mettono a disposizione della sua gente, tutta la sua conoscenza gratis, Lei fa molto di più, lotta in prima linea come Giovanna D’Arco, sono convinto pure che senza di Lei e di quelle poche persone che tanto si prodigano per informare le persone, non avremmo saputo niente dei rischi, ci saremmo ritrovati tante strutture che, altrove, nessuno vuole, adesso almeno lo sappiamo, sta a noi residenti cercare di difendere il nostro territorio e se non siamo capaci di farlo, chi non sopporta tali soprusi, almeno cerca di non fare figli.
    Ti dico pure che tra quelli che frequentano il blog, io sono il più limitato in grado di istruzione e penso che si esprimono in maniera molto sensata, li ammiro perché sono disponibili al confronto, conosco molto a fondo i sentimenti della maggioranza delle persone che mi circondano e l’operato dei nostri governanti, di questo sono molto deluso, anzi sono senza speranza perché sprecano, volutamente, tante risorse per settori inutili e lo vogliono fare in maniera indisturbata, per questo motivo incentivano l’ignoranza.
    Spero di aver meritato la sufficienza.
    Un caloroso saluto

    Rispondi

  6. Unregistered
    lino
    mercoledì 28 aprile 2010 ore 09:11 - Permalink al commento

    bravo NLC … SEI STATO MOLTO PUNTUALE E PRECISO… IO AGGIUNGEREI CHE LA COSTRUZIONE DELL’ELETRODOTTO DAL MONTENEGRO A GISSI ATTRAVERSO IL MARE E LE COLLINE D’ABRUZZO ( ALTRO INQUINAMENTO) DIMOSTRA CHIARAMENTE CHE LA TURBOGAS COSI’ COME ABBIAMO AFFERMATO IN DIVERSI CONVEGNI FATTI ALL’EPOCA … ALTRO NON E’ CHE UN ENORME AFFARE PRIVATO DELL’ENERGIA… L’ENERGIA CHE VIENE PRODOTTA NON SERVE AL TERRITORIO.. MA SOLO A DEI PRIVATI CHE LA COMMERCIALIZERANNO A DISCAPITO DELL’AGRICOLTURA LOCALE…. LINO ARCI

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    NLC
    aprile 28th, 2010 ore 10:52 - Permalink al commento »

    @lino, Ti ringrazio per i complimenti, il punto è che spesso si parla per pregiudizi e senza argomentazioni valide a supporto.

    Comunque, a detta della Terna e di Abruzzo Energia, il progetto del nuovo elettrodotto Villanova-Gissi non ha nulla a che vedere con l’elettrodotto sottomarino che collegherà il Montenegro con l’Abruzzo.

    Saluti

    Rispondi

  7. Unregistered
    NLC
    martedì 27 aprile 2010 ore 14:16 - Permalink al commento

    @Adriano bologna, Salve Adriano,

    le rispondo a proposito delle sue affermazioni circa la “turbogas” di Gissi.

    È certo che l’emissione annua di circa 2 milioni e 400 mila tonnellate di Anidride Carbonica non hanno alcun effetto sul territorio e sulla popolazione circostante?

    È certo che l’emissione di Ossidi di Azoto e particolato (PM 10 etc..) non hanno alcun effetto sulla salute della popolazione del territorio?

    È certo che la “turbogas” abbia portato ricchezza al comune di Gissi?

    Saluti

    P.S. Attualmente la “Turbogas” da quello che ho potuto constatare, non funziona a pieno regime. Spesso l’impianto è fermo, infatti ha un funzionamento altalenante.

    Rispondi

    antonio
    aprile 28th, 2010 ore 10:02 - Permalink al commento »

    @NLC, e meno male che spesso si rompe!!!!!!!( o lo fanno apposta??)

    Rispondi

    NLC
    aprile 28th, 2010 ore 11:01 - Permalink al commento »

    @antonio, Guardi non saprei dirle il motivo per cui l’impianto non è a regime. Non credo lo fanno apposta, in quanto quel tipo di impianto è progettato per funzionare circa 8000 ore l’anno (consideri che in un anno ci sono 8760 ore).

    Ho avanzato varie ipotesi, ma è inutile elencarle se poi non sono oggettivamente riscontrabili.

    Rispondi

  8. Unregistered
    lino
    martedì 27 aprile 2010 ore 10:42 - Permalink al commento

    ciao adriano non amo le discussioni on line… comunque.. concordo pienamente sul fatto che le decisioni le prende la politica… attraverso le istituzioni… ma la pressione popolare può influire molto…. perchè il politico cerca consenso.. appena capisce che la gente prende a cuore un problema… cerca di adeguarsi.. non certo per spinta ideale.. ma per semplice calcolo elettorale.. noi dobbiamo essere furbi a trasformare ciò in conquista per il bene pubblico… la partecipazione popolare in senso lato e le sue conquiste non sono solo utopia.. ma spesso anche conquiste vere e proprio … per esempio negli ultimi cinque anni in abruzzo il movimento ambientalista e i social forum hanno ottenuto i seguenti risultati : BLOCCO DELLA VENDITA DELLA NOSTRA ACQUA ALLA PUGLIA ATTRAVERSO I PRIVATI – BLOCCO DEL TERZO TRAFORO NEL GRAN SASSO – SCOPERTA DELLA PIU’ GROSSA DISCARICA ILLEGALE DI MATERIALI INDUSTRIALE D’EUROPA A BUSSI (PE) CON CONSEGUENTE AZIONE LEGALE E BONIFICA DEL TERRITORIO – BLOCCO DEL CENTRO OLI DI ORTONA – SALVAGUARDIA DELLA COSTA TEATINA DOPO LA DISMISSIONE DEL TRACCIATO FERROVIARIO CON L’OTTENIMENTO DI UNA LEGGE REGIONALE DI TUTELA CHE ESCLUDE L’AREA DAI PRG FUTURI DEI COMUNI INTERESSATI – BLOCCO DELLA CAVA MARINA A PUNTA PENNA VASTO PER ESTRAZIONE SABBIA DA UTILIZZARE PER IL RIPASCIMENTO …. NON MI SEMBRA POCO e queste sono alcune delle cose più grosse … ma poi ci sono decine e decine di conquiste locali .. al momento la discarica industriale i Furci non procede grazie alla pressione del comitato cittadino di Furci, a Bomba in poche settimane è sorto un comitato fatto di centinaie di cittadini contro l’estrazione di metano a monte e a valle della diga del lago… e tanti tanti altri— i comitati, i social forum, i coordinamenti, le associazioni sono animate da persone che portano nel cuore le stesse passioni di Maria Rita, ognuno con le proprie competenze, difetti, limiti e quant’altro, Maria Rita probabilmente in questo momento è quella che riscuote più consenso e amore, noi c’è la teniamo a cura .. così come lei si tiene a cura tutti noi… per concludere L’ABRUZZO NON è PIù TERRA DI CONQUISTA PER TUTTI COME LO ERA TEMPO FA.. ESISTE UN MOVIMENTO CAPACE DI APPURARE – INFORMARE e CONTRASTARE SPERANDO NELLA COLLABORAZIONE DEI CITTADINI TUTTI… probabilmente se questo movimento fosse stato pronto qualche anno fà forse la turbo gas di gissi non si sarebbe fatta ( ma lì sono stati i contadini locali a mollare la lotta troppo presto) dopo le varie manifestazioni fatte dovevono passare ai blocchi e ai presidi modello NO TAV !!! a tale proposito attualmente ” l’efetto serra ” non c’è semplicemente perchè la centrale è attiva ai minimi termini… ciò perchè .. a detta di qualche loro tecnico ( che chiaramente e giustamente vuole rimanere in incognito – abbiamo spesso anche collaboratori interni – la nostra è una nuova resistenza c’è bisogno di tutti anche delle spie) GLI EFETTI VISIVI .. OVVERO I FUMI SONO TROPPO PIU’ VISIBILI DI QUELLO CHE SI ASPETTAVONO…. quindi stanno cercando di risolvere questo problema… quindi solo dopo la piena ativazione della centrale potremmo dire se l’effetto sera locale ci sarà stato o no… un saluto lino

    Rispondi

  9. Unregistered
    antonio
    martedì 27 aprile 2010 ore 09:10 - Permalink al commento

    Adriano se non fosse stato per la Prof.ssa D’Orsogna ci saremmo svegliati un bel dì chiedendoci cosa fosse quel mostro e ci avrebbero detto “un polo petrolchimico”!

    Rispondi

  10. MAC
    MAC
    martedì 27 aprile 2010 ore 00:55 - Permalink al commento

    Adriano il petrolio non è ricchezza. Sono decine le osservazioni pervenute al ministero di cui ancora si attende risposta.
    Ciò che sta succedendo in America dovrebbe bastare per capire che il Petrolio non è uno dei problemi dell’Abruzzo tanto più perchè priverebbe di ricchezza il 50% del territorio quello stesso territorio che dovrebbe e vorrebbe impegnarsi a gestire l’emergenza terremoto.
    La raffinazione di petrolio porta malattie è dato certo in letteratura.

    Intanto gira voce che da più giorni una nave stazione davanti punta Aderci. Sembrerebbe munita di enormi tubi. Sul sito della capitaneria di porta non ho trovato nulla.

    Rispondi

    MAC
    aprile 27th, 2010 ore 00:56 - Permalink al commento »

    @MAC, errata corrige

    il Petrolio non è uno dei problemi dell’Abruzzo ma è il problema

    Rispondi

    Adriano bologna
    aprile 27th, 2010 ore 08:49 - Permalink al commento »

    @MAC, non sono assolutamente daccordo.Mi dispiace contraddirti,perchè nel frattempo,mi sei simpatico e ti stimo come persona intelligente.Quando io non riesco a risolvere un problema mi rivolgo alla natura e chiedo consiglio.Quindi a questo punto,dobbiamo pensare a millenni addietro,quando le eruzioni vulcaniche erano all` ordine del giorno,l`atmosfera era molto diversa dall` attuale molto peggiore per valori gas nocivi.Allora il Neandertal Man non avrebbe dovuto aver modo di sopravvivere,eppure se noi esistiamo è dimostrato il contrario.Il petrolio finchè lo si avrà rimarrà ricchezza in assoluto.Dopo la seconda guerra mondiale l`America non ha fatto altro che impadronirsi del mercato del petrolio,il tutto viene deciso da economisti che conoscono il futuro.Se abbiamo veramente il petrolio sotto i nostri piedi, siamo ricchi,dobbiamo solo preoccuparci,di far usare i metodi a norma di estrazione.saluti adriano

    Rispondi

  11. Unregistered
    lino
    lunedì 26 aprile 2010 ore 16:52 - Permalink al commento

    maria rita è nata in america.. !essendo i suoi genitori emigrati in quella terra … tanti anni fa….un destino che accomuna tanti nostri concittadini.. anche io sono figlio di emigranti… sono nato a Perth (AUS)…. forse proprio questo … mi fa amare la mia terra così tanto… perchè a dieci anni conoscevo già la scogliera di vasto senza averla mai vista … la conoscevo dai racconti di mio padre… quindi capisco a pieno la passione di MARIA RITA … che non è solo epistolare .. non esagero nel dire che ha preparato di suo pugno almeno cento osservazioni tecniche alle varie ipotesi di trivellazioni .. che le associazioni e enti locali hanno potuto usare per i ricorsi… tutto ciò …gratis… senza mai percepire una lira da nessuno … un saluto lino

    Rispondi

  12. Unregistered
    Adriano bologna
    lunedì 26 aprile 2010 ore 15:34 - Permalink al commento

    Lino,dalla lettera della D.ssa D`Orsogna traspare una immensa fonte di cultura ed una intelligente capacità narrativa.Ma senza essere frainteso,mi piacerebbe capire perchè la professoressa vive a Santa Monica nella terra del mio idolo TEX WILLER,non nella nostra amata terra d`Abruzzo,da cui io purtroppo sono stato costretto per una intera vita,ad essere lontano.Quando in passato ci tenevo a risolvere problemi, riguardanti Carpineto,sono tornato persino 4 volte al mese dalla Germania,sottoponendomi a immensi sacrifici,sia economici che salutari.Con questo voglio dire, che solo con lettere o romanzi o manifestazioni in Italia non si risolve niente.Da noi si ottengono risultati,solo se si denunziano fatti,avanti un Giudice e si lotta a viso aperto nelle sedi interessate,in prima persona e direttamente dove certe concessioni vengono firmate e possibilitate.Dico il tutto,perchè per esperienza so che il resto rimane solo utopia,ripeto, se non si agisce direttamente sul posto lèffetto equivale 0.

    Rispondi

    Luca
    aprile 26th, 2010 ore 15:57 - Permalink al commento »

    A parlare senza sapere non ci si fa bella figura.
    La prof.ssa D’Orsogna spende molto anche e soprattutto con la presenza fisica sul territorio abruzzese nonostante viva e lavori in california.
    Sono piu’ di 3 anni che distribuisce informazioni con seminari, convegni e conferenze in lungo ed in largo, tornando spessissimo nella sua terra. E’ in primissima fila nel movimento di tutela del territorio abruzzese dall’aggressione petrolifera, senza il suo prezioso contributo forse oggi la coscienza dei rischi della petrolizzazione in abruzzo sarebbe pressocche’ nulla.
    La lettera l’ha scritta proprio perchè quel giorno non è potuta arrivare come previsto.
    Prova a fare un giro sul suo blog:
    http://dorsogna.blogspot.com/

    Rispondi

    Adriano bologna
    aprile 26th, 2010 ore 23:03 - Permalink al commento »

    @Luca, non so quanti hanni hai,ma a te piace sempre mettere il sale nella minestra,sei tu che dovresti prima capire cosa si vuol dire e poi dare giudizi.Rispetto,la professoressa,ma dalle mie infinite esperienze,esempio turbo gas gissi carpineto,ho imparato che simili problemi si risolvono,solo con la volontà politica.Mi chiedo dov`è adesso il tanto amato Di Pietro visto,che proprio avanti il naso la sua masseria a Montenero,vogliono cercare petrolio?Perchè il tanto osannato Giudice non interviene a difesa della propria terra.Perchè deve farlo una signora che vive a mille miglia?Vedi Luca senza cattiveria penso di vedere le cose con praticità e non dietro un velo di bei sogni.Io sono il primo a riconoscere il fantastico impegno della professoressa,ma tali problemi,così in Germania ed in California si risolvono solo attraverso il politico di zona.Poi tra l`altro ci sono mille problemi in Abruzzo molto più importanti da risolvere,non ho capito perchè si dia tanta importanza a questo fenomeno che per me se affrontato in modo completamente diverso è un fenomeno che potrebbe avere infiniti vantaggi.ESEMPIO:vivo ad una manciata di Km.da Karlsruhe,alla periferia di questa città,c`è la più grande raffineria della Germania,con estrazione da circa 20 anni di petrolio,perchè ivi si trova un pozzo unico in Europa.Ebbene molti cittadini di questa città non sanno neanche dell` esistenza tale raffineria.In autostrada si passa a 500 metri da questa senza sentire il minimo odore Karlsruhe è diventata la città più ricca della Germania..La turbo gas sotto Carpineto,si diceva dovesse procurare l`effetto serra.Non procura nessun effetto e non emana odori.Al contrario ha arricchito il comune di gissi.A carpineto non va più via la luce e i ristoranti e gli Hotel della zona sono risanati economicamente.,

    Rispondi

    Viandante
    aprile 26th, 2010 ore 23:23 - Permalink al commento »

    @Adriano bologna, si lo sappiamo, tu sei per il metodo clientelare……

    Ma del resto uno che non ha mai votato e se ne vanta pure non puo che dire questo.

    Rispondi

    Viandante
    aprile 26th, 2010 ore 23:25 - Permalink al commento »

    @Viandante, ah a proposito, se pensi di risolvere la cosa in maniera diversa diccelo che ci fai risparmiare tempo speso a leggere le schede per fare le osservazioni, cervellone. Altrimenti stai zitto e smettila di scrivere stupidaggini su internet.

    Rispondi

    Viandante
    aprile 26th, 2010 ore 23:36 - Permalink al commento »

    ahhhhhhhhhh bene bene abbiamo uno che tutto sommato del petrolio non gliene frega proprio niente. Anzi ne riferisce dei vantaggi. A Karlsruhe esist euna raffineria e non si estrae. Ci vivi vicino ma manco sai di che stai parlando. Pure ad Ancona ci sta la raffineria ma non risulta la piu’ ricca citta’ d’Italia. Non lo e’manco la tua amata Karlsruhe. Internet e’ micidiale,consente di zittire i fanfaroni come te:

    http://ricerca.gelocal.it/ilpi....._AAAA.html

    http://www.informagiovani-ital.....vibili.htm

    http://www.lifegate.it/it/eco/.....?back=true

    Non sei perventuo.

    PS: smettila di scrivere continuamente boiate, internet ti castiga…………

    Rispondi

    Adriano bologna
    aprile 27th, 2010 ore 09:12 - Permalink al commento »

    @Viandante, sediamoci ad un tavolo faccia a faccia e vediamo chi ne sa di più,avanti ad professore universitario scelto da te.Parliamo di matematica, fisica ,chimica organica-inorganica, storia,, letteratura,elettrofisica.Giochiamoci 10.000 Euro,dammi un appuntamento, ti prendo sulla parola.Adriano

    Rispondi

    Adriano bologna
    aprile 27th, 2010 ore 13:28 - Permalink al commento »

    @Viandante, mi rompe i coglioni il fatto che uno che legge te e sputtana me ,potrebbe essere persino creduto.A Karlsruhe c`è la più grande riserva di petrolio d`Europa denominata MIRO petrolio estratto sul posto.A Karlsruhe ci sono i più importanti laboratori di ricerca a livello mondiale.Le maggiori novità in elettronica nascono a Karlsruhe.Perciò le tue cazzate ,bugie e diffamazioni tienele per te ,perchè a questo punto mi hai rotto i coglioni.

    Rispondi

    Adriano bologna
    aprile 27th, 2010 ore 08:55 - Permalink al commento »

    @Viandante, vantati di aver votato quel signore di montenero che per me è uno dei più grandi DELINQUENTI.

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    Viandante
    maggio 1st, 2010 ore 17:36 - Permalink al commento »

    @Adriano bologna,

    ahahaha io IDV? ma resta a Karlsruhe. ed e’ qui che sbagli, sei un rosicone in malafede.La butti sulla rissa partitica perche’ nonsai come ribattere scientificamente. Stai zitto che stai continuando a rimediare figurine di cacca su figurine di cacca.

    Rispondi

    adriano bologna
    maggio 1st, 2010 ore 20:29 - Permalink al commento »

    @Viandante, dove rimango,al contrario di te,l`ho sempre deciso io nella mia vita,ho amici dappertutto,non so prima dove correre.Il prete di Pietrabbondante mi ha chiesto di te,deve parlarti è urgente.Ha detto che sei parte integrale del M.P.D.N.mettiti appena puoi in contatto con lui.ciao adriano

    Rispondi

    Adriano bologna
    aprile 27th, 2010 ore 10:08 - Permalink al commento »

    @Viandante, puoi vantarti di aver votato un delinquente.( di montenero)

    Rispondi

    Luca
    aprile 26th, 2010 ore 23:37 - Permalink al commento »

    Adriano se dici “solo con lettere o romanzi o manifestazioni in Italia non si risolve niente” dimostri di non sapere e quindi sono intervenuto.
    Sul resto ti risparmio volentieri i miei giudizi.. quello che scrivi mi priva della voglia e delle ragioni per farlo.
    Solo una cosa, al posto tuo mi informerei meglio su dove va a finire l’energia della turbogas di gissi, quanto agli effetti, a parole ognuno è bravo a scrivere la verità che gli pare, ma la realtà è un’altra cosa.
    Oggi fortunatamente il movimento di opposizione al petrolio in abruzzo è realtà, mentre le parole…. sono solo parole.

    PS quanti anni ho dovresti saperlo, rileggiti la mail che ti ho mandato in occasione del tuo primo intervento a gamba tesa.

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    Adriano bologna
    aprile 27th, 2010 ore 07:56 - Permalink al commento »

    @luca,ci terrei a sapere,se per spostarvi tu e viandante usate la macchina oppure l`asino.Se usate la macchina siete ideologicamente falliti.Io credo nella Tecnologia e di conseguenza mi comporto.Di al tuo amico viandante(vagabondo più romantico) Karlsruhe viene definita la città per eccellenza ,Tecnologica,attraverso il Petrolio estratto viene prodotto il KOHLE FERFLUSSIGUNG,progetto a cui ho partecipato,dove persino il carbone attraverso il vapore prodotto in pressione ,si trasforma il carbone in benzene.Queste cose non potete saperle perchè vi perdete nelpreoccuparvi,solo di offendere.Inoltre di a Viandante che Karlsruhe viene considerata la città più ricca della Germania inoltre devi dire a viandante che sa solo offendere,che fanfarone è molto probabilmente lui.Io sebbene la mia età,ricevo ancora ogni giorno minimo 20 telefonate di donnine Top model che vorrebbero passare una serata con me perchè le faccio sognare ,a viandante chi telefona ? il prete di Pietrabbondante molto probabilmente.Caro Luca fai fare il corso al progresso, se in Abruzzo abbiamo veramente il Petrolio, siamo ricchi,preoccupati esclusivamente eventualmente solo che i metodi di estrazione siano veramente a norma.Attualmente ho problema con le mie pecore in Germania,se Viandante vuole emigrare gli offro il posto di capo pecoraio,si va a piedi,non si può usare macchina,le mie pecore odiano il petrolio.

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    soleluna
    aprile 27th, 2010 ore 09:51 - Permalink al commento »

    @Adriano, hahahahahaahah le tue storielle sono divertentissime… immaginavo la scena delle venti donnine top model che a rotazione (una al giorno) portano al pascolo le tue pecore, e noi che con ciò che avanza del ricavato del petrolio abruzzese, compriamo una nuova macchina ad idrogeno per Luca così potrà sfrecciare su e giù per le vie di Karlsruhe col prete di Pietrabbondante, e magari farsi pure una puntatina alla famosa località laziale di Montepulciano (quella vicino i castelli per capirci :) )

    Rispondi

    Adriano bologna
    aprile 27th, 2010 ore 10:19 - Permalink al commento »

    @soleluna, scommettiamo,qualsiasi somma,che il Montepulciano è stato prodotto sotto questo nome per la prima volta nel lazio e dalla stessa cantina denominata castelli romani? Scommettiamo che venne in un secondo tempo ripreso da produttori abruzzesi,solo perchè il nome non era protetto.Che il nostro montepulciano sia il migliore non toglie nulla alla storia di questo vino.Scommettiamo che il Montepulciano è diventato famoso perchè dato e prodotto la prima volta sotto questo nome nel Lazio e non in Toscana.

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    soleluna
    aprile 27th, 2010 ore 10:55 - Permalink al commento »

    @Adriano bologna, la storia del Montepulciano mi affascina tantissimo, quindi se vorrai raccontarla (magari in un altro post) sarei felice di leggerla.. io mi limitavo a fare un po’ di sarcasmo sulla tua frase “Montepulciano, è una località del Lazio,non della toscana” :)

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    gino
    aprile 27th, 2010 ore 10:22 - Permalink al commento »

    Aggiungiamoci pure il pozzo unico in europa in Germania (!!!)
    Sig. Bologna è proprio vero che a parlare senza sapere non ci si fa belle figure. La sequela di balle che sta raccontando è degna del miglior varietà comico

    Rispondi

    Luca
    aprile 27th, 2010 ore 10:47 - Permalink al commento »

    Adriano ma basta con le scommesse… non sei credibile.
    Il problema che non capisci è che l’Abruzzo non ha nessun bisogno di sterzare nel baratro dello sfruttamento petrolifero, la sua economia è al polo opposto, si regge sulle produzioni che la petrolizzazione inevitabilmente comprometterebbe. Le norme? Certo, quelle fatte ad hoc per i petrolieri italiani, sono fra le più’ lasche e permissive del mondo e con i disastri che imperversano nel pianeta figuriamoci se stiamo a sentire vuote ed improbabili lezioni di economia del futuro. Non bisogna essere ambientalisti per capire questo, non occorre spostarsi su un asino per essere contrari allo spregio irreversibile che in molti vorrebbero fare del nostro territorio per riempirsi in pochi le tasche per qualche annetto, nonostante la bassa qualità che costerebbe tanto in salute e danni per essere lavorata in loco.

    Informati sull’economia del futuro, leggiti le pubblicazioni di chi pensi abbia sufficiente autorevolezza… scoprirai che non si parla di petrolio.

    Quanto alla Germania, giusto per evitare di fare altre brutte figure, sappi che dalle tue parti si raffina in gran parte quello che arriva dalle petroliere che sbarcano nei nostri mari, dalla Francia e dall’est. La Germania ha giacimenti di carbone, per il petrolio ha sempre fatto i salti mortali per quello che arriva dal sudest asiatico, iraq compreso, dato che è fra i più’ grandi consumatori ma non appare manco in basso nelle classifiche dei paesi produttori.

    Rispondi

    Adriano bologna
    aprile 27th, 2010 ore 14:55 - Permalink al commento »

    @Luca, Non conosco le classifiche,a Karlsruhe si estrae petrolio giornalieralmente,visto che dall`atostrada si possono meravigliare le teste di cane che pompano e girano 24 ore su 24.Luca ascoltami bene,30 anni addietro,abbiamo rifiutato le centrali nucleari,all`estero le hanno costruite dappertutto,persino la slovenia a tre metri dal nostro confine.Noi siamo stati costretti per 30 anni a dissanguarci a pagare energia alla francia, prodotta con centrali che in caso di problemi,avrebbero distrutto prima torino e poi lione.in italia siamo contro tutto ma vogliamo vivere meglio degli altri.In Germania se avessero una simile situazione come la nostra in abruzzo farebbero festa.Non parlarmi del fatto che la Germania fosse una grande produttrice di carbone,se tu sapessi tecnicamente cosa sia ,il carbone liquefatto,potremmo intrattenerci per ore.Il 70% dei prodotti che tu usi hanno avuto come origine il petrolio,esso è un bene infinito del sottosuolo.Non avremmo tutta una serie di medicinali se non esistesse e il fatto eventualmente di averlo da noi è motivo di vanto e non di lotta.La lotta va portata contro lo sfruttamento di questo bene a vantaggio di pochi,ma non per l`estrazione,che se fatta a norma con moderne tecnologie è assolutamente innocua.Mi riempie di rabbia la gente che vuole vivere alla grande ,AUTO ENERGIA ELETTRICA ECC: però rifiutare i sistemi per tenerli attivi.Quando ero ancora nel pieno delle forze,qualche anno addietro,ogni tanto in strada mi capitava di riempire di schiaffi e non me ne pento,i cosiddetti azionisti Grun (verdi),perchè sbraitavano in Germania nei comizi,ma nella vita privata i più grandi sperperatori di energie.In quel caso solo gli schiaffi fanno giustizia.Io poi come puoi capire ,quando i limiti sono superati accetto ogni metodo.

    Rispondi

    Luca
    aprile 27th, 2010 ore 17:06 - Permalink al commento »

    Adriano il fatto che in Italia si estragga petrolio a danno degli ecosistemi e della popolazione (basta vedere cosa accade in basilicata e sardegna) non consente di avere una politica energetica piu’ vantaggiosa: siamo comunque dipendenti dagli altri paesi produttori sia di energia che di petrolio. Ad esempio ne consumiamo piu’ dell’inghilterra pur essendo di meno.
    Quindi in ottica di benessere queste scelte non pagano, riempiono solo le tasche di poche persone avide che tutti conosciamo.

    Quello delle energie in generale è un problema piu’ ampio che necessiterebbe di una rivisitazione totale delle scelte fatte dalla politica negli ultimi decenni, si è sempre privilegiato il guadagno di pochi e gli effetti ed i danni per la comunità. Si prosegue in questa direzione retrograda ancora oggi con la restaurazione nucleare mentre occorrerebbe investire sulle fonti alternative e consentire la microdiffusione produttiva dell’energia, ma ovviamente, con una rete di distribuzione privatizzata sarà sempre piu’ difficile, o meglio impossibile. Voglio dire che il modello dei megaimpianti di produzione energetica va superato, la tecnologia ed il progresso dovrebbero andare in direzione totalmente opposta, le microproduzioni, con evidentissimi benefici anche dal punto di vista occupazionale, ma per questo ovviamente occorrerebbero impegni diametrali della politica, che dovrebbe cominciare a togliere vantaggi e privilegi agli oligopolisti per distribuirli alla comunità sottoforma di leggi, garanzie ed infrastrutture a gestione statale. E quando accadra? Mai con gli attuali governanti, pura utopia. Come è anche utopico per altro pensare di darci un taglio netto, ovvio, non mi fare ramanzine inutili del tipo tu usi la macchina, i medicinali, guardi la tv o ti asciughi i capelli col phon.
    Va semplicemente considerato il fatto che il petrolio è in via di esaurimento (come pure l’uranio per gli sprovveduti che intendono lanciarsi ancora nelle sciagurate avventure di produzione di scorie con impianti obsoleti, i guadagni saranno al solito massimi per gli industrali in sbavante attesa ed il danno enorme per la comunità, ma tanto chissenefrega) e quindi la svolta petrolifera oggi in abruzzo è un atto irresponsabile, come irresponsabile e sciagurata è la politica che subiamo a livello nazionale.

    Ora se concordi sul fatto che lo sfruttamento a vantaggio di pochi è un modello sbagliato, puoi convenire anche sul fatto che l’estrazione petrolifera in territori con tutt’altra vocazione come il nostro non puo’ che essere altrettanto dannosa, poco petrolio di pessima qualità, immediati guadagni per pochissimi ed effetti devastanti e duraturi per la regione e le genrazioni future. E’ molto appetibile per le compagnie perchè abbiamo le royalties piu’ basse al mondo e le leggi piu’ permissive, potrebbero estrarlo anche a pochi km dalla costa. Se accadesse in adriatico o in qualunque altro mare quello che sta succedendo tra messico e luisiana, sarebbe un fatto apocalittico. Con questo non intendo ridimensionare le proporzioni della tragedia che si sta consumando, che sono enormi e che come al solito non avrà nè rimedi nè colpevoli. Non c’e’ alcuna legge che assegna dieci ergastoli ai responsabili di crimini ambientali di questa portata. Il carcere a vita dovrebbe essere il minimo per chi è responsabile di catastrofi ambientali dagli effetti incalcolabili e non quantificabili nè nel tempo nè a livello di vite umane. Invece se la cavano con le ammende se dopo qualche grado di giudizio gli avvocati prezzolati non son stati capaci di avere le assoluzioni o di prendere tempo per arrivare alla prescrizione dei loro reati, mentre gli effetti delle loro porcate sopravviveranno ai figli dei figli dei figli di questi cani bastardi.

    Occorre puntare su altro, se le macchine vanno ancora a gasolio e benzina non dipende certo da chi le utilizza (altri modelli di propulsione come sai esistono da tempo immemorabile ma non hanno ricevuto una lira) bensi’ dalle lobbies che hanno in mano il governo reale del paese, i politici sono il vestito con cui si camuffano questi feudatari dell’era moderna, siamo nelle loro mani.
    L’unico “fare” utile è quello dell’informazione, del contrasto alla barbarie che vuole passare in sordina, dell’opposizione di massa allo spregio, all’insabbiamento delle responsabilità, questo è quello che si propongono i movimenti ed è ovvio che si debba fare leva sulla politica nonostante il momento non sia favorevole. Poi quanto agli schiaffi, non credo proprio che servano a fare giustizia e non vantarti, a darli sono buoni tutti, figurati quando c’e’ a rischio il diritto alla vita, alla salute, al futuro.

    Rispondi

    Adriano bologna
    aprile 27th, 2010 ore 20:37 - Permalink al commento »

    @Luca, il tuo messaggio, questa volta mi è piaciuto.Racchiude concetti sostenibili,contiene logica ed è scritto per forma con livello ,con rispetto, di chi leggerà e i concetti ripeto sono molto plausibili,ti ringrazio per le tue delucidazioni,anche da te ho imparato qualcosa,dai concetti si deduce preparazione ed intelligenza,ti ringrazio.È chiaro che io rimanga della mia opinione,ma un concetto tuo è eccezzionale,mi auguro trattasi di proprie considerazioni ed analisi,parlo del sistema da te accennato,MICROPRODUZIONI;così come avremmo bisogno di microregioni fiscali.Ciao adriano

    Rispondi

    Luca
    aprile 27th, 2010 ore 21:01 - Permalink al commento »

    Adriano, ho dimenticato di annotare una cosa essenziale a sostegno delle politiche energetiche ecosostenibili, che dobbiamo invidiare alla germania e che darebbe molti frutti in fatto di consumi energetici: l’apparato normativo che sostiene i criteri di costruzione edilizia, dai materiali impiegati agli standard per l’isolamento termico (la massime perdite di calore consentite sono ben piu’ basse di quelle rilevabili negli edifici italiani e che nessuno regolamenta o controlla), la progettazione degli infissi e la dotazione di impianti di auto o co-generazione energetica, se in Italia si facesse un decimo di quello che i tedeschi fanno da parecchi anni ne avremmo indubbi vantaggi, il nostro paese è piccolo, non ha la stessa rigidità del clima invernale ed e’ assai piu’ avvantaggiato per lo sfruttamento dell’energia solare. Ma si sa, in edilizia, la fanno da padroni i furbi, gli speculatori, gli imbroglioni che costruiscono col calcestruzzo annacquato, quindi stiamo parlando come sempre di scenari utopici per il nostro paese o comunque molto distanti nel tempo.

    Il punto è che, oggi, la partita del petrolio in Abruzzo non puo’ conoscere mezzi termini: o si è a favore del precipizio o si è per la tutela del futuro della regione e se si è contro la politica petrolifera si viene tacciati di essere ambientalisti radicali contrari a tutto.

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  13. Unregistered
    paolo
    domenica 25 aprile 2010 ore 18:05 - Permalink al commento

    Ciò che dice la Dssa D’Orsogna è appassionante e dovrebbe motivare anche i più pigri.
    Siamo fortunati ad avere una persona così pregevole che con tanta passione sostiene questa onesta battaglia.

    Aiutiamola ad aiutarci, vincendo ogni stanchezza…

    Rispondi


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