Il trenino salva costa

Il trenino salva costa

redazione

di Francescopaolo D’Adamo

Vogliamo salvare dal cemento la costa dei trabocchi?
Rimettiamo il treno sulle rotaie.

Il “Trenino dei Trabocchi” da Vasto Marina fino a San Vito, permetterebbe a turisti e villeggianti di frequentare in maniera “ecologica”, tutta la scogliera e le spiagge del tratto di costa. Le antiche stazioni (ora abbandonate) trasformate in luoghi di ristoro e divertimento. Immagino i turisti degli alberghi vastesi raggiungere in bici (magari messe a disposizione dagli stessi alberghi) la stazione, percorrendo la pista ciclabile e salire su un “romantico” treno, che li porta nel luogo desiderato. Lo stesso potrebbe essere usato dai giovani (e non) dei paesi del territorio da San Vito a Vasto Marina, per raggiungere i luoghi della “movida” non utilizzando l’automobile, anzi cominciando a divertirsi già sul treno, adeguatamente arredato ed animato.

Perché non organizzare serate da ballo nella vecchia stazione di Fossacesia o in quella di Torino di Sangro? Vado a gustare un “brodetto” a Vasto! Io invece vado a provare una frittura sul trabocco di … e così via. Mare e monti in una stessa giornata? Semplice: basta cambiare treno a San Vito. Dal “Trenino dei Trabocchi” al “Trenino della Valle” e sei a respirare altra aria in montagna (e viceversa).

Idea impossibile?



'Il trenino salva costa' ha ricevuto 14 commenti:
il più recente in testa

  1. Unregistered
    francescopaolodadamo
    lunedì 21 giugno 2010 ore 08:47 - Permalink al commento

    Sul mio blog ho pubblicato un Rendering di progetto su una linea di “ferrovia Turistica”. Su You tube diversi video inerenti l’argomento. Scusate il ritardo. Buona “estate”

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  2. Unregistered
    francescopaolodadamo
    sabato 12 giugno 2010 ore 14:42 - Permalink al commento

    scusate il ritardo! Ma secondo voi un collegamento Vasto Marina San Vito Marina inquinerebbe più del traffico veicolare ch ogni giorno si muove su quel tratto? Secondo voi in quanti utilizzerebbero un tratto così lungo di percorso ciclabile? Secondo voi non esiste un problema di “disarmonia” tra i Comuni che rientrano nell’ambito della Costa dei trabocchi? Secondo voi una famiglia che da Marina di Fossacesia volesse venire a Vasto per un gelato o altro, non approfitterebbe del “trenino” lasciando l’auto a casa? Secondo voi un gruppo di “naturisti” da Vasto, non approfitterebbe del “trenino” pe raggiungere la caletta di … ecc? …………. Secondo voi … esiste “solo” la nartura o anche l’utilizzo di questa nel rispetto della stessa?
    A questa ultima domanda rispondo da solo: “lasciamo che la natura si riappropri dei luoghi e lasciamo solo a coloro che amano l0′ambiente selvaggio di utilizzarlo, senza infrastrutture, senza biciclette, senza bus navatta ne altro.

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    MAC
    domenica 13 giugno 2010 ore 02:06 - Permalink al commento »

    @francescopaolodadamo, C è già una linea ferroviaria e non si riesce neppure a farla funzionare. I regionali fermano sino al porto di vasto. Purtroppo hanno sppresso gran parte delle corse e qui si propone addirittura un altra linea?? L’ex tracciato deve essere un attrattiva un qualcosa che altri non hanno, la scelta delle piste ciclabile va in questa direzione….
    A mio parere bisognerebbe lasciare anche una parte non asflatata con possibilità di andare a cavallo,con l’asino ecc.
    Bisognerebbe incentivare uesto tipo di turismo e on quello dell’interland che si viene a mangiare la lasagna portata da casa al mare…
    Che attrattiva offre un treno???

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    francescopaolodadamo
    domenica 13 giugno 2010 ore 16:06 - Permalink al commento »

    @MAC, cercherò di risponderti. Il treno, quello delle FFSS di una volta, è una cosa, quello che dico io è un’altra. Il tracciato dismesso è un percorso storico-paesaggistico unico in europa, forse nel mondo. L’Arci lo dimostra in un bel documentario. Il treno che intendo io non è quello che dici tu. L’asino trova estimatori (io se permetti sono un luminare in materia) così come il cavallo o la bicicletta, tuttavia bisognerebbe tornare indietro ai primi del 900 per farne un mezzo di locomozione di massa. Perchè pensi che chi va con l’asino o con la bicicletta non si porti la lasagna o gli “anabolizzanti” da casa?

    Il treno che attrattive offre? …. un’altra volta!

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    Luca
    lunedì 14 giugno 2010 ore 10:44 - Permalink al commento »

    E’ bello fantasticare, pero’ nel momento in cui una cosa del genere devi farla… l’asino che dite casca.
    Chi pagherebbe, quale treno con quali carrozze? e quante? Quante corse ci sarebbero? Addirittura la movida.. quindi anche di notte? e gli autobus poi?
    E d’inverno? Il treno lo rimettiamo al garage?

    Proprio a volermi sforzare immagino un servizio striminzito, con un paio di corse la mattina e altrettante il pomeriggio che viaggia semivuoto e che oltre a notevoli costi di gestione sottrae la bellezza dell’ex tracciato ferroviario a chi se lo vuole godere a piedi o in bici.
    Meglio una pista ciclabile che sia anche per pochi eletti che un treno fantasma.

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    francescopaolodadamo
    lunedì 14 giugno 2010 ore 10:58 - Permalink al commento »

    @Luca, così come, l’erba che cresce sulla pista chi la taglia? dopo il passaggio di cavalli ed asini chi pulisce? ecc. ecc. Una i dea deve diventare “progetto” e poi essere realizzata. Io, ribadisco di nuovo, sono un progettista. Un servizio, è un servizio e si adegua all’utenza. Per cui …

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    Luca
    lunedì 14 giugno 2010 ore 11:18 - Permalink al commento »

    Certo ma se fai due conti scopri che possono esserci differenze di qualche ordine di grandezza… un bravo progettista tiene conto dei costi per ragionare su un idea, soprattutto se questi rischiano di essere compromettenti dell’idea stessa oltre che della fruibilità alternativa della risorsa tracciato.

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    MAC
    lunedì 14 giugno 2010 ore 16:52 - Permalink al commento »

    Penso che ci si debba chiedere una cosa fondamentale. E’ una domanda che faccio a tutti soprattutto a chi tra qualche mese comincerà a chiedere voti.
    In ambito turistico cosa si vuole valorizzare di vasto? La movida? le riserve? La campagna? Il centro storico?
    Altra domanda, che tipo di turismo si vuole costruire? quello fine settimanale o quello estivo? QUello rivolto agli italiani o quello rivolto agli stranieri? Vogliamo privileggiare la movida o il turismo enogastronomico?

    Sembra una banalità ma bisogna crearsi delle priorità.
    Sacrificare l’ex tracciato ad un sistema di trasporto non vuol dire solo investire nel trenino ma anche nelle attrattive delle quali Vasto marina in primis dovrebbe esser fornita. Discoteche, musica dal vivo, area attrezzata per concerti di un certo calibro, polizia 24 ore su 24, festival…..
    Tale movimento dovrebbe essere garantito tutto l’anno. Ovviamente sarebbe un turismo tipico anni 80.

    L’alternativa è ritagliarsi un certo spazio nel turismo enogastronomico, passeggiate a cavallo ed in bicicletta sul ex tracciato, spiagge libere su tutta la scogliera nord, organizzazioni di eventi fuori stagione, creazione di una rete di piste ciclabili che arrivino anche in campagna, investimenti sul centro storico, incentivare la filiera del wellness.

    Quello che penso io è che non si possa sacrifcare l bellezza di vasto alla praticità del trenino. Inoltre la seconda alternativa non preclude il turismo vecchio stile, il turismo vecchio stile invece cannibbalizza tutto.

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    francescopaolodadamo
    lunedì 14 giugno 2010 ore 20:20 - Permalink al commento »

    @Luca, Un bravo progettista tiene conto anche dei benefici. Ti invito, insieme a Mac a farti un giro da Vasto a San Vito e ritorno. Anche a te consiglio di stare attento agli autovelox, specie zona Morge.

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    Luca
    lunedì 14 giugno 2010 ore 23:30 - Permalink al commento »

    Infatti, dubbi benefici ad un costo molto consistente e con la rinuncia al percorso ciclo-pedonale.
    Quando rientro da dove lavoro scelgo Vasto in quel tratto di costa, non mi capita mai di andare a San Vito, in bici forse lo farei volentieri, sarebbe un’altra esperienza.

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    francescopaolodadamo
    martedì 15 giugno 2010 ore 09:34 - Permalink al commento »

    @Luca, Vedi per te che vuoi fare l’esperienza di andare aSan Vito in bici, tanti non possono venire a Vasto o viceversa se non con la proria autovettura.

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    Luca
    martedì 15 giugno 2010 ore 10:24 - Permalink al commento »

    e quindi?

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  3. Spanish
    Spanish
    giovedì 10 giugno 2010 ore 09:48 - Permalink al commento

    Dal mio punto di vista, l’unica possibilità per salvare la costa è il Parco Nazionale…e sinceramente non penso sia una buona idea rimettere un treno. Ci vuole una pista ciclabile parallela alla statale e un sentiero per chi vuole camminare (di fatto, già c’è…). Magari un servizio navetta per le spiagge…e deve cadere un altro mito: non tutte le spiagge devono avere un parcheggio. Se ci sono spiagge alle quali si può arrivare solo camminando o lasciando l’auto 1km più in là…beh, bisogna cammina’!

    Non vedo perché bisogna negoziare sulla salvezza di un’area così importante. Poi, detto e ridetto: il Parco Nazionale avrebbe un ritorno economico incredibile. Per tutta la zona e per Vasto in particolare…

    Ma se stiamo ancora a parlarne, andiamo davvero male! sveglia!! tra un po’ ci saranno le elezioni…

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  4. Unregistered
    MAC
    mercoledì 9 giugno 2010 ore 19:00 - Permalink al commento

    Cosa c’è di ecologico in un treno che produce rumori e consuma ellettricità? Se si parla di trasporto sostenibile posso esser d’accordo ma se si parla del futuro parco nazionale no.
    La politica ha il dovere di imporre il rispetto delle regole e del bene comune. Indietreggiare per paura di non farcela è triste. L’ipotesi del trenino è buona ma la politica tutta dovrebbe ammettere in pubblico che gli speculatori sono più forti degli eletti del popolo. Gli amici sono più forti dei cittadini. E poi…. Dove si farebbero le piste ciclabili se si rimett il treno sul ex tracciato? Dove i sentieri, le calette, gli animali ecc….???

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