“Non c’è più tempo da perdere!”

“Non c’è più tempo da perdere!”

redazione

Consiglio regionale straordinario sul petrolio
Le Associazioni ed i cittadini incalzano il Presidente Chiodi e tutti i consiglieri regionali: “Non c’è più tempo da perdere!”

Lo scorso 23 giugno, oltre 200 delegati e cittadini, la maggior parte dei quali raggruppati sotto la sigla Emergenza Ambiente Abruzzo, sono rimasti per oltre quattro ore fuori il Palazzo dell’Emiciclo dell’Aquila, dove si discuteva del futuro della regione Abruzzo.
Dopo aver richiesto audizioni e incontri per anni, i cittadini hanno ottenuto un consiglio regionale straordinario ed hanno atteso che la regione Abruzzo ed il suo governatore Gianni Chiodi capissero l’urgenza del problema petrolio e si attivassero nell’immediato per dialogare con il governo centrale per un definitivo no alla deriva petrolifera che ha colpito l’Abruzzo.
Purtroppo non tutti i presenti hanno potuto assistere a questo consiglio straordinario a causa della parziale inagibilità dell’aula: sarebbe stato opportuno scegliere una sede consigliare che almeno permettesse a tutti i presidenti di associazioni di partecipare.

Nella partita contro petrolieri inglesi, irlandesi, americani e italiani, si è già perso troppo tempo.
Si è chiede a Gianni Chiodi ed alla sua giunta:
di aprire un tavolo di confronto con le associazioni che per prime hanno denunciato il pericolo petrolio in Abruzzo;
di essere istituzionalmente e concretamente presenti in tutte le procedure amministrative ministeriali inerenti i progetti di perforazione;
di chiedere, ove possibile, la revoca dei permessi;
di rafforzare gli strumenti di pianificazione e di controllo territoriale.

La Regione Abruzzo, come tutte le regioni, ha il potere di esprimere il suo parere per quanto riguarda i primi 22 chilometri di mare, a partire dalla riva. Questa è la fascia di mare nella quale ricadono la maggior parte dei permessi petroliferi per l’Abruzzo.
Finora la Regione non si è avvalsa di questa possibilità riguardo le concessioni Ombrina, Elsa e Vasto/Casalbordino, mentre i cittadini, come singoli, associazioni ed Enti locali (come Provincia di Chieti e Comuni costieri) hanno inviato oltre 300 lettere ed osservazioni puntuali di contrarietà.

Nel dibattito sono intervenuti i capigruppo dei gruppi di minoranza: Maurizio Acerbo, Antonio Menna, Walter Caporale, Camillo Di Alessandro e Carlo Costantini.
Incredibilmente nessuno dei consiglieri di maggioranza, né tantomeno l’Assessore regionale all’Ambiente, hanno ritenuto di dover intervenire su un tema così importante!
Solo il Presidente Chiodi è intervenuto, difendendo il suo operato.

Di fronte alle due proposte di risoluzione presentate dalla minoranza, il Consiglio è stato così sospeso e dopo quasi un’ora di discussione a porte chiuse, il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, ha comunicato la decisione di rinviare la discussione per ulteriori approfondimenti al fine di analizzare al meglio le molteplici possibilità di intervento.

Emergenza Ambiente Abruzzo è ben conscia delle difficoltà amministrative e legislative che ci sono nell’affrontare questo argomento, ma non può fare a meno di chiedersi: se Emergenza Ambiente Abruzzo non avesse richiesto il consiglio straordinario (richiesta raccolta poi dal Consigliere Acerbo e fatta propria da numerosi consiglieri sia di maggioranza che di opposizione), il Presidente Chiodi avrebbe mai valutato una qualche possibilità di intervento di sua iniziativa? Dovrebbe essere il governatore ad avere idee, proposte per la sua regione. Dovrebbe essere il governatore a cercare il dialogo con la sua gente, a lavorare per la sua gente. E non dovrebbero essere i cittadini a chiedere più volte di essere ricevuti, preparare documenti, studiarsi le carte, spulciare i documenti, telefonare ai ministeri, accertarsi che i testi di leggi siano privi di inganni per il popolo.
E se non ci fosse stata l’occasione di questo consiglio regionale straordinario, i consiglieri di maggioranza che hanno deciso di approfondire le tematiche legate al petrolio, avrebbero mai studiato le carte? E fino ad oggi, cosa hanno fatto?

Dopo anni di rinvii ci auguriamo che questo ulteriore tempo di riflessione sia ben speso. Al termine del Consiglio Emergenza Ambiente Abruzzo ha richiesto direttamente al Presidente Chiodi di essere ricevuta per un confronto aperto sulla problematica. Chiodi ha garantito che l’incontro sarà convocato a breve.
Siamo in attesa che questa promessa sia mantenuta. Nel frattempo aumenteremo i nostri sforzi per combattere la deriva petrolifera che ha colpito l’Abruzzo.
L’era del petrolio, l’era della rapina dei territori, degli affari economici “mordi e fuggi” deve finire, ed è imperativo avere un’idea di sviluppo che punti e sappia valorizzare le ricchezze ambientali e culturali del territorio.

Emergenza Ambiente Abruzzo
rete di associazioni e cittadini

info:

Maria Rita D’Orsogna
Docente della CSUN Los Angeles

Dante Caserta
Consigliere Nazionale WWF

Angelo Di Matteo
Presidente Legambiente Abruzzo

Claudio Censoni
Presidente Comitato Abruzzese per la Difesa dei Beni Comuni



'“Non c’è più tempo da perdere!”' ha ricevuto 6 commenti:
il più recente in testa

  1. Spanish
    Spanish
    martedì 13 luglio 2010 ore 12:05 - Permalink al commento

    Ottimo riassunto

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  2. Spanish
    Spanish
    giovedì 8 luglio 2010 ore 16:11 - Permalink al commento

    Due notizie sul petrolio…
    1-2

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  3. Unregistered
    Fabio M.
    mercoledì 30 giugno 2010 ore 13:30 - Permalink al commento

    @Carmine, Caro Carmine, in Puglia si che c’è un presidente con i ControCo****ni…l’Italia intera dovrebbe prendere esempio…ad ogni modo, per il momento dobbiamo accontentarci di ciò che abbiamo!! Quindi: Chiodi, datti da fare!!

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    Spanish
    giovedì 1 luglio 2010 ore 17:57 - Permalink al commento »

    @Fabio M., quoto! però rilancio: Chiodi è stato democraticamente eletto e ha fatto delle promesse chiarissime….mi domando, quanti abruzzesi stanno vigilando affinché le promesse si convertano in fatti? quanti chiederanno il conto a Chiodi?

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  4. Unregistered
    Carmine
    mercoledì 30 giugno 2010 ore 08:52 - Permalink al commento

    Un esempio da seguire potrebbe essere quello della regione Puglia, che ha fatto ricorso al TAR, vincendolo, con il quale è stato contestata la mancanza di una valutazione complessiva, in merito all’impatto che le singole piattaforme provocano sull’ambiente.

    QUI l’articolo di Repubblica.it

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    Paolo del Viscio
    lunedì 5 luglio 2010 ore 22:06 - Permalink al commento »

    Ma la Chiodi S.p.A. è d’accordo…che fanno il ricorsto contro se stessi???

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