Esiste un fondamento laico dell’etica?

Esiste un fondamento laico dell’etica?

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Il papa, allarmato dal processo di scristianizzazione, ha istituito, in questi giorni, un nuovo Dicastero, con la specifica missione di tornare ad evangelizzare l’Occidente. Una grande, disperata campagna di riconquista di quei Paesi dai quali il Verbo era partito per conquistare il mondo. Viene alla mente la profezia di Nietzsche. L’incontro dell’ultimo papa con Zarathustra. Il vecchio pontefice abbandona Roma e la sua corte e va sulle montagne in cerca dell’ ateo, e insieme pio, Zarathustra. Lo incontra non lontano dalla sua caverna. Gli confessa una cosa inaudita, tremenda. La morte di Dio: “non vive più il vecchio Dio nel quale un giorno tutti credettero. Chi più l’amò e possedette è anche colui che di più lo ha perduto”. Il vecchio papa è triste e smarrito, senza più il suo padrone non sa dove andare, chiede a Zarathustra l’ospitalità per una notte. In nessun altro luogo, dice, si sentirebbe meglio.
Era troppo insofferente dei suoi tempi e impaziente precorritore dei nuovi, il veggente Nietzsche!

Infatti, dopo oltre un secolo dal suo “Così parlò Zarathustra”, i papi non hanno preso la via dei monti. L’attuale pontefice, però, invia ambasciatori nel mondo per non perderlo del tutto. Il tentativo è disperato. La fine di un ‘epoca l’abbiamo sentita venire da lontano. Dall’illuminismo. Da quel rivoluzionario imperativo kantiano che ne riassumeva lo spirito: “Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza”. Fu con l’illuminismo che gli uomini decisero, scrive T. Todorov, “di prendere in mano le sorti del proprio destino e porre il benessere dell’umanità come fine ultimo delle proprie azioni”.
Lo sappiamo, non tutto è andato nel verso giusto, ci sono stati regimi e dottrine feroci, deviazioni inaudite, ma ne siamo, comunque, usciti e un po’più avvertiti. Si teme il nichilismo. Se non c’è Dio, si dice, tutto è permesso.
Ma domandiamoci: quando si credeva fortemente, quando la verità era una sola, alta e forte, il mondo era forse migliore? Non ci furono guerre di conquista e di religione, inquisizioni, fanatismi sanguinari, stermini di popoli? La morte di Dio è la morte del Dio cristiano, non la fine del problema filosofico dell’origine di tutte le cose. D’altra parte, Dio è morto già tante volte. Sono scomparsi gli arcaici idoli, così il padre Giove e gli dei che popolavano l’Olimpo, le divinità egizie che sfidarono i secoli, e il Dio di Abramo ucciso dal Dio cristiano.
Non erano nichilisti gli antichi greci che non credevano nell’immortalità dell’anima e adoravano il dio ignoto. Si rivolgevano, con spirito filosofico, al dio nascosto, sconosciuto. Al mistero.

La morale, l’etica, la legislazione non possono avere un loro fondamento laico e autonomo, come riteneva Immanuel Kant?

Ezio Pelino


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