Caduti durante la II Guerra Mondiale, ecco i luoghi di sepoltura di tanti ‘scomparsi’

di Antonino Dolce

Una ricerca durata più di 10 anni e che tuttora va avanti. È quella di Roberto Zamboni, blogger veronese che, partendo dalla tragedia di un suo congiunto e dei suoi compagni di sventura “deportati, vessati e uccisi nei campi di concentramento nazisti”, ha iniziato a raccogliere e catalogare i dati di chi fu deportato nei campi nazisti e non tornò più a casa. Il blog di Zamboni si chiama ‘Dimenticati di Stato‘ a indicare un oblio che non ha permesso ai famigliari di conoscere le sorti di queste povere vittime sepolte in Austria, Germania e Polonia.

L’obiettivo del sito è “raccogliere i nomi di tutti gli italiani, senza distinzioni di sorta, caduti per motivi di guerra e sepolti nei principali cimiteri militari italiani tedeschi, austriaci e polacchi”.

Il lavoro di Roberto Zamboni è fatto di ricerche sul posto e contatti con il ministero della Difesa, l’archivio Vaticano e le autorità tedesche, polacche e austriache. Ne è venuto fuori un impressionante archivio, suddiviso per province, fatto di nomi di connazionali deportati perché partigiani, disertori, semplicemente vittime della follia nazista che rende superfluo ogni perché.

E così, leggendo il lungo e triste elenco della provincia di Chieti quasi sembra di tornare indietro nel tempo e osservare da vicino gli stenti e le violenze per cui perirono tanti giovani, soprattutto ragazzi intorno alla ventina. Anche il territorio vastese pagò il suo tributo di sangue. Scorrendo la lista si può trovare:

“Sebastiano De Simone nato il 18 gennaio 1912 a Fresagrandinaria (Chieti) – soldato – internato nello Stammlager VI D – matricola 53240 – deceduto presso lo Stalag VI A / Hemer-Hiserlon (Nord Reno Westfalia) il 7 marzo 1944 – causa della morte: bronchite/enterite/paralisi cardiaca – Inumato in prima sepoltura il 10 marzo 1944 nel cimitero di guerra franco-polacco – posizione tombale: tomba n° 318 – Riesumato e attualmente sepolto a Francoforte Sul Meno (Germania) – Cimitero militare italiano d’onore – posizione tombale: riquadro p – fila 1 – tomba 38″.

E come lui molti altri, provenienti da Dogliola, Palmoli, Carunchio, Cupello, Schiavi D’Abruzzo, Gissi, Furci, San Salvo e Vasto. Morti e dimenticati dallo Stato. Lasciando, così, un terribile punto di domanda alle famiglie. Un interrogativo magari attenuato dagli anni che passano, ma mai sopito completamente.

Lo stesso blogger è riuscito a far presentare due proposte di legge (una alla Camera e una al Senato) per addebitare allo Stato le spese di un’eventuale riesumazione e rimpatrio. È disponibile, in alternativa, il modello di lettera da inviare al sindaco del comune di nascita del caduto per chiedere l’accollamento dei costi del rimpatrio, attualmente a carico del richiedente.

Il grande merito della ricerca di Zamboni è rispondere a quel punto di domanda in sospeso con coordinate certe. Un gesto disinteressato che permetterà a tante famiglie di conoscere e onorare la memoria dei martiri della Seconda Guerra Mondiale, dimenticati dallo Stato ma vivi nel ricordo dei propri cari.

2 pensieri su “Caduti durante la II Guerra Mondiale, ecco i luoghi di sepoltura di tanti ‘scomparsi’

  1. mio nonno prigioniero in polonia il suo nome era miranda gaetano nato san giuseppe vesuviano napoli da premettere che mia madre e figlia unica e perse anche la mamma ma pensa sempre di sapere il suo papa” dove e seppallitp

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  2. Vogliamo raccoglierci tutti e denunciare il ministero della Difesa?
    Mio padre è ignoto ma ho saputo dal Ministero che è sepolto ad Amburgo.
    Non potevano dirolo alla famiglia al momento delle esumazioni dai vari campi?
    VERGOGNA::::::::::

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