Le virtù pubbliche e le virtù private del Principe
La lettera di un lettore ad un famoso quotidiano, che suggerisce a Berlusconi la lettura dell’ Institutio principis christiani di Erasmo da Rotterdam sulle virtù pubbliche e private del Principe, e la risposta del giornalista che sostiene l’inutilità dell’insegnamento dei classici a tipi come il nostro e mette persino in dubbio che il Cavaliere abbia mai avuto il tempo di leggere l’autore dell’ Elogio della follia, richiama alla mente un episodio illuminante su natura e cultura del nostro capo del governo. Racconta la vedova del grande intellettuale torinese Luigi Firpo che questi, facendo zapping in tv, si imbatté, a canale 5, in una graziosa signorina che intervistava il padrone. Dopo essersi sperticata in elogi allo studioso di classici ed aver esaltato la bellissima prefazione e la perfetta traduzione dell’Utopia di Tomaso Moro da lui appena pubblicata, prese a leggerne la prefazione. Lo studioso fece un salto sul divano. Era la sua prefazione e, come poté poi accertarsi, anche la traduzione era la sua. Un plagio. Avrebbe potuto denunciarlo. Invece il grande intellettuale si divertì a prendersi gioco dell’impostore, tenendolo sulla corda, minacciandolo che lo avrebbe svergognato pubblicamente. Berlusconi pregava di risparmiarlo, piagnucolava e si nascondeva dietro scuse puerili. Arrivò ad incolpare la sua segretaria che avrebbe copiato prefazione e traduzione. Cercò di rabbonire il professore con regali che egli rispediva sdegnato al mittente. Telefonava un giorno sì e uno no. Il cattedratico ebbe il privilegio di capire Berlusconi prima di tutti gli italiani, se , come ricorda la vedova, le confessò che era “un mercante di tappeti, una faccia di bronzo. Con lui sembra di essere ad una televendita”
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sabato 20 novembre 2010 ore 08:33 - Permalink al commento
Senti Ezio,il problema,non è dimostrare che berlusconi,sia un ciarlatano eccellente,data la sua capacità dialettica,che dobbiamo riconoscergli.Il problema è che gli italiani ,non credono più nella politica,non credono più nei politici.Nel caso berlusconi,trattasi di una moda in Italia,io penso che finchè sarà in salute,verrà sempre votato,gli itagliani ,amano gli scandali,più si parla di lui nel bene e nel male più verrà acclamato.Il problema è un altro e vorrei che una persona colta ed intelligente come te capisse ,è un peccato che in italia nessuno ne parla.Noi facciamo parte del Parlamento Europeo,che emana leggi che vengono attraverso i singoli stati ratificati. Ebbene l`Italia ratifica i trattati,ma poi a livello nazionale non li rispetta,questa è la cosa più grave che succede in Italia.Rispettando i trattati,non avremmo più l`assoluta dipendenza dalle leggi ad uomo fatte dal governo berlusconi ed avremmo un FISCO moderno che farebbe rifiorire la economia italiana.Quindi il maggior crimine che compie la politica italiana,è il non rispetto dei trattati,che limiterebbe anche a livello di giustizia,il fare a modo suo di berlusconi.
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