Tagli per scuola pubblica, ma non per la privata
Alla scuola statale, all’università, alla ricerca tagli inauditi; alla scuola privata, in maggioranza cattolica, il raddoppio dei finanziamenti. Da 130 a 245 milioni. E sui giornali nessuna indignazione, appena due righe. E’ diventato normale che si violi in proposito la Costituzione, l’hanno fatto tutti i governi, di centro-destra e di centro-sinistra. Ma nelle circostanze attuali, la politica dei due pesi e delle due misure è più che scandalosa, è indecente. Evidentemente, in vista delle elezioni prossime venture, si vuole che la “contestualizzazione”, dalla bestemmia sia estesa al bunga bunga e dintorni.
E la Costituzione continua a parlare al vento. E’ allo Stato che affida , infatti, un ruolo centrale, necessario e insostituibile, quello di assicurare in ogni angolo del territorio nazionale la presenza e il funzionamento di scuole di ogni ordine e grado. Ed è lo Stato che garantisce i valori condivisi, nel pluralismo culturale e ideologico, nonché l’effettiva apertura a tutti. Ad enti e privati , la Carta riconosce il diritto ad istituire scuole e, avendone i requisiti, il diritto alla “parità”, ma le loro iniziative sono aggiuntive ed eventuali e, pertanto, devono essere assunte in proprio, “senza oneri per lo Stato”, cioè senza spese per la collettività.
Oggi come ai tempi di Dante: “le leggi son ma chi pon mano ad elle”?
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mercoledì 17 novembre 2010 ore 22:20 - Permalink al commento
Ezio Pelino sei di una prevedibilita’ unica.L’altro ieri pensavo appena ho sentito alla radio la notizia “Stai a vedere che Pelino ci scrive qualcosa”.Facilmente domani o al massimo sabato sara’ pubblicato sul Centro a Lettere del Direttore.Perche’ non dici pure che con la privata in confronto alla pubblica ogni alunno costa la quindicesima parte ? Vabe’ che uno se e’ di parte…e’ di parte,ma questo non vuol dire essere a senso unico.Ci sara’ un accidenti di atto con ricadute positive sulle proposte che fa (ancora per pochissimo) il Governo.Non la leggo mai perche’ non e’ incisivo per niente.Troppo pacato.
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novembre 18th, 2010 ore 10:15 - Permalink al commento »
@Davide Delle Donne, ma sei lo stesso Davide che vuole togliere il diritto alla pensione ai ricchi?
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novembre 18th, 2010 ore 18:45 - Permalink al commento »
@Spanish, io non voglio togliere niente a nessuno,ma sono stato in Australia e li funziona che se uno ha moneta sufficiente per vivere dignitosamente senza l’aiuto dello Stato,non viene erogato nessun sussidio anche se ha fatto per esempio il Governatore di uno Stato.Anzi se poi uno non ha moneta oltre a dare il sussidio,scontano tutte le utenze del 50%. In Italia chi e’ ricco viene allattato ulteriormente mentre l’I.N.P.S. sprofonda per la grave crisi.Ti ricordo che l’Italia ha sfondato il muro del miliardo di ore di cassa integrazione.
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martedì 16 novembre 2010 ore 18:41 - Permalink al commento
Lo Stato italiano è un suddito della Banca del Vaticano(terza nel mondo,per volumi di affari),saremmo da tempo in bancarotta,se il Vaticano non avesse da sempre riammesso nei mercati italiani le forti somme provenienti dal riciclaggio di soldi sporchi.Andreotti,Craxi,Berlusconi,adesso,forze nuove,hanno sempre svolto ,un compito di prim`ordine per la parte burocratica di queste operazioni.Mi sembra chiarissimo che tutto ciò che in Italia è affiliata alla chiesa ,abbia privilegio.
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martedì 16 novembre 2010 ore 12:24 - Permalink al commento
Infatti…
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