Wikileaks. Niente di nuovo?
Si dice che WikiLeaks non ha rivelato niente di nuovo. Lo ha affermato ultimamente anche Umberto Eco. Sarà pure vero, ma, per restare in Italia, se la diplomazia americana dice le stesse cose che da anni dice l’opposizione, questa ci guadagna in credibilità e autorevolezza. E gli incensamenti, che Berlusconi tributa da tempo immemorabile senza limite e pudore a se stesso, si rivelano per quello che sono, pubblicità di carta pesta. Se il centrosinistra giudicava e giudica Berlusconi arrogante, inconcludente e autoritario, la diplomazia americana aggiunge qualcosa di più. Che, vanitoso, incapace e sfiancato da una vita notturna disordinata, è il portavoce di Putin, con il quale, si sospetta, faccia affari personali. E a nulla valgono le rassicurazioni di apprezzamento della Clinton, sono la pezza peggiore del buco. I rapporti italiani con gli Usa sono stati sempre buoni, è il nostro Presidente che non viene apprezzato e i suoi spregiudicati valzer con la Russia e la Libia generano preoccupazione e sospetto. Se questa è la valutazione di Berlusconi, non migliore è quella di Tremonti, che pure da noi viene fatto passare per un genio. Il Finantial Times, non l’Unità, ha stilato una classifica dei ministri delle Finanze dei 19 principali Paesi UE che più hanno promosso la crescita. Al primo posto il ministro tedesco, fra gli ultimi il nostro genio, quattordicesimo.
Ezio Pelino
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